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Leone X: il 9 Dicembre una cena al Museo, il 10 la Conferenza. Nel mezzo tante cose.

Il Giorno 9 e 10 dopo il ‘numero zero’ dell’anno scorso il MAB (Museo Archivio Bianciardi) ripropone le celebrazioni di Leone X.

Il 9 la ‘Cena al Museo’ sarà un evento molto particolare. Mangeremo storie e ricette inedite, tratte dagli Archivi. E ci saranno molte sorprese. La Cena servirà inoltre a finanziare il Museo e i suoi numerosi progetti.

Il 10 la festa prosegue e finisce con il Dibattito-incontro delle 17.00, che riserverà interessanti scoperte ai partecipanti.

In evidenza

E tre: il concorso di scrittura ‘O’pport’unità’ alla Terza edizione

Consiglio a tutti di partecipare, vuoi per la cura con cui il Concorso è organizzato, sotto la sapiente regia di Laura Del Veneziano (che ringrazio per la fiducia che ogni anno mi accorda), vuoi per le Sue finalità, come tutti sanno più che nobili e quanto mai necessarie e di attualità, vuoi per l’opportunità di pubblicazione che esiste per i vincitori (i libri delle prime due edizioni sono ben curati e ben fatti dall’Editore Setteponti).

In occasione del 25 novembre – giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le
donne la Consulta per le pari opportunità del Comune di San Giovanni Valdarno, in collaborazione
con l’Amministrazione Comunale, bandisce la Terza edizione del Concorso di scrittura della Città di
San Giovanni Valdarno, per l’anno 2022 sul tema:


“ REALTA’ E SOCIAL ”


Il concorso si articola in quattro Sezioni:


Sezione A: Fiaba riservata agli autori minorenni.
Sezione B: Racconto breve riservata agli autori maggiorenni.
Sezione C: Poesia riservata agli autori di qualunque età.
Sezione D: Arti Figurative intese come Pittura o Illustrazione riservata agli autori di qualunque età.

Gli elaborati vanno inviati entro e non oltre il 31 GENNAIO 2023
Per ulteriori informazioni si prega di contattare CONSULTA PARI OPPORTUNITA tramite la mail:
consulta.po@comunesgv.it
Quota di partecipazione: Per spese di segreteria ed organizzazione si richiede il versamento del
contributo di euro 10,00 per ogni opera, mediante bonifico bancario al seguente:
IBAN: IT 81 K 01030 71600 000001671608 intestato al Comune di San Giovanni Valdarno causale
“cognome e nome concorso di scrittura 2022”
La ricevuta del bonifico dovrà essere inviata a corredo della domanda di partecipazione.
Gli elaborati inviati non verranno restituiti.
Il giudizio della Giuria è insindacabile.
I primi tre classificati di ciascuna sezione verranno premiati con la pubblicazione dell’Opera in una
Antologia relativa al Concorso edita dalla Casa Editrice SETTEPONTI. Sono previsti
targhe/medaglie di riconoscimento e attestati di partecipazione a tutti i partecipanti.
L’elaborato primo classificato della sezione D verrà utilizzato come copertina della pubblicazione
delle opere vincitrici.
La partecipazione al concorso implica la piena accettazione del Bando e del Regolamento.
I requisiti e le modalità di partecipazione sono descritte nel regolamento allegato al presente avviso a
cui si rinvia integralmente.
Gli Autori possono inviare una sola copia anonima
Gli Autori possono partecipare a una sola sezione

In evidenza

I vincitori di Vie Brevi 2022 (che saranno premiati a Firenze)

Annunciati a Firenze i vincitori della prima edizione

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Premio letterario ‘Per Vie Brevi’. Annunciati a Firenze i vincitori della prima edizione

Le vie brevi della letteratura del futuro: il Premio Letterario “Per vie brevi” annuncia i vincitori della prima edizione alla Biblioteca delle Oblate

Firenze, 18 novembre 2022

‘Per Vie Brevi’, il gioco-concorso che rappresenta una nuova piattaforma nazionale a disposizione di giovani, scuole e studenti per la valorizzazione della espressione letteraria giovanile e la promozione delle forme narrative brevi annuncia i vincitori della prima edizione nazionale. Durante l’Anteprima di “Parole in Cammino – Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia, che si è tenuta Venerdì 18 Novembre presso la Biblioteca delle Oblate si sono comunicati i nomi degli studenti e delle Scuole vincitrici che saranno premiati durante il Festival che si terrà a Firenze dal 30 Marzo al 1 Aprile 2023.

Vincitori del Concorso “Per vie brevi 2022” 6 brillanti giovani che provengono da Siena, Roma e Ragusa.

Due studentesse senesi al primo posto. Margherita Caramanico (Liceo Musicale Piccolomini) con Accettare la propria carne ha saputo descrivere magistralmente e con notevole originalità una situazione di difficoltà e disagio, mentre Priscilla Panichi (IIS Enea Silvio Piccolomini Siena) con Va bene così ha  scritto del futuro e delle insidie (ma anche delle opportunità) della vita coniugando molto efficacemente narrazione breve e lirismo.

Al secondo posto a pari merito due abili narratori. Giulia Butturini (Liceo Tasso Roma) con un breve che sorprende, a cavallo tra realtà e fantasia e che ci parla del significato dell’esperienza, l’iperbolico 53 Bilioni di anni. Le fa buona compagnia Leonardo Ciupi con Hai mai sperimentato la felicità che ci fornisce una personalissima interpretazione di questa ambitissima e controversa condizione umana.

Al terzo posto c’è un altro ex aequo di particolare valore. Hikikomori di Roughyatou D. Barro e Giulia Starnini (Liceo Sarrocchi Siena) in pochissime righe ci fanno capire molto di questo tema così doloroso e attuale, mentre Tecnodux di Federico Cavalieri (Istituto F. Crispi Ragusa) ci restituisce una visione distopica e problematica della interazione tra tecnologia, libertà e vita sociale.

A seguire è avvenuto il lancio del premio letterario nazionale “Per Vie Brevi 2”

Per Vie brevi non è un concorso come gli altri, proprio perché in effetti NON è un concorso. Prima di tutto vuole essere un gioco e una porta di accesso messa a disposizione dei giovani al fantastico mondo della narrazione e della letteratura. Lo dimostra il suo regolamento (vedi sotto) che si legge in un attimo. Non premia un primo e non lascia indietro nessuno, valorizzando l’espressione di tutti.  Per Vie brevi non è un premio accademico ma nasce “dal basso”, cioè direttamente dal lavoro fatto nelle scuole con i giovani (e focalizzato sulla lettura) e dalle loro stesse richieste ed interessi, prima ancora che sulle tecniche di scrittura e dalla semplice constatazione che il migliore e più immediato modo di condividere una storia e di parlare di letteratura è rappresentato proprio dalla micro-narrazione. I racconti brevi sono un genere con cui tutti prima o poi si sono misurati (scrittori importanti e lettori appassionati), e per molti il genere ha rappresentato un ponte verso opere e letture ogni volta più ambiziose. Inoltre il racconto breve (per una lunghezza fissata qui in un massimo di 250 parole) è molto gradito al mondo giovanile, anche se non trova ancora in Italia un adeguato spazio editoriale.  

Per Vie Brevi, ancora, non è solo un premio letterario nazionale ma anche un premio itinerante, secondo un format che potrà realizzarne edizioni abbinate ai festival promossi in tutta Italia dall’Associazione ‘La parola che non muore’. Il premio è riservato ai ragazzi dai 13 ai 20 anni. Per maggiori informazioni scrivere a premio@perviebrevi.it.  Il regolamento del premio è disponibile sul sito www.thenakedpitcher.com e www.lavocedellascuolalive.it

Contatti: Segreteria organizzativa del premio tel. 3356148685

Questo è il semplice Regolamento del Premio

Art. 1 Il Premio Letterario Per vie brevi è riservato ai ragazzi dai 13 ai 20 anni residenti. La sezione è unica e riguarda i racconti brevi che non superino le 250 parole. I premi sono costituiti rigorosamente da libri e dalla pubblicazione dei migliori racconti online, eventualmente in e-book e in pubblicazioni cartacee.

Art. 2 Si può partecipare al concorso con una o più opere. Non ci sono limiti. I racconti devono essere firmati e provvisti di un titolo. Saper dare un titolo a un breve è importante, spesso costituisce parte integrante del fascino di una micro-narrazione.

Art. 3 Non è prevista alcuna quota di partecipazione. Le quote di partecipazione a un concorso letterario non ci piacciono.

Art. 4 Gli elaborati inediti devono essere inviati, in formato pdf allegato alla mail, a: premio@perviebrevi.it firmati, e quando possibile e pertinente comprensivi della indicazione della scuola di provenienza e del docente di riferimento. Nella stessa mail, inserire una breve dichiarazione da cui risulti: – la dichiarazione che il testo è inedito e la paternità dell’opera; – l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi della normativa vigente (GDPR. Regolamento 679-2016); – l’indicazione precisa dei propri dati (nome, cognome, indirizzo completo di C.A.P., Comune e Provincia, telefono).

Art. 5 Una Giuria presieduta dagli organizzatori proff. Massimiliano Bellavista e Diego Palma e composta anche da personalità del mondo della cultura, insegnanti e studenti, esaminerà le opere e selezionerà quelle più meritevoli. Non ci saranno anacronistiche classifiche e quindi nessun vincitore assoluto, ma solo una selezione di autori premiati.

Art. 6 Il giudizio della Giuria è insindacabile e inappellabile.

Art. 7 La scadenza del Concorso è prevista per il 31-03-2023; per l’invio delle opere farà fede la notifica della mail.

Art. 8 La cerimonia di premiazione si svolgerà con le modalità e durante gli eventi che saranno tempestivamente segnalate ai vincitori dall’organizzazione. Una eventuale variazione della data ufficiale di premiazione verrà tempestivamente comunicata agli autori finalisti.

Art. 9 Il ritiro del premio deve avvenire in presenza, perché gli autori selezionati saranno chiamati di volta in volta a condividere, leggere e commentare le proprie opere, e non semplicemente a ricevere un riconoscimento. Per Vie Brevi prima ancora che un premio, è un gioco, e per giocare occorre interagire

Art. 10 Ai sensi della normativa vigente sulla tutela dei dati personali (Regolamento (Ue) 2016/679), il trattamento degli stessi, cui si garantisce la massima riservatezza, è effettuato esclusivamente ai fini inerenti il Concorso cui si partecipa; tali dati non verranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo.

Art. 11 La partecipazione al concorso implica la completa accettazione del relativo regolamento. La mancata osservanza di una sola delle clausole del bando comporterà l’automatica esclusione.

Art. 12 Il contenuto delle opere è assolutamente libero, purché si tratti di un racconto breve: chiaramente la libertà dell’autore finisce dove la stessa danneggi la libertà, l’onorabilità e la reputazione altrui. Per fare buona letteratura occorre costruire e non distruggere, mirare al bello e non alla bassezza. Le parole usate devono ispirare altri giovani, suscitare emozioni, includere e non escludere.

Art. 13 Gli organizzatori declinano ogni responsabilità per eventuali casi di plagio, che saranno eventualmente risolti in sedi e con mezzi estranei al concorso stesso.

In evidenza

Vie brevi 2: visto il grande successo si replica. Il regolamento

Il regolamento:


Art. 1 Il Premio Letterario Per vie brevi è riservato ai ragazzi dai 13 ai 20 anni residenti. La sezione è unica e riguarda i racconti brevi che non superino le 250 parole. I premi sono costituiti rigorosamente da libri e dalla pubblicazione dei migliori racconti online, eventualmente in e-book e in pubblicazioni cartacee.

Art. 2 Si può partecipare al concorso con una o più opere. Non ci sono limiti. I racconti devono essere firmati e provvisti di un titolo. Saper dare un titolo a un breve è importante, spesso costituisce parte integrante del fascino di una micro-narrazione.

Art. 3 Non è prevista alcuna quota di partecipazione. Le quote di partecipzione a un concorso letterario non ci piacciono

Art. 4 Gli elaborati inediti devono essere inviati, in formato pdf allegato alla mail, a: premio@perviebrevi.it firmati, e quando possibile e pertinente comprensivi della indicazione della scuola di provenienza e del docente di riferimento. Nella stessa mail, inserire una breve dichiarazione da cui risulti: – la dichiarazione che il testo è inedito e la paternità dell’opera; – l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi della normativa vigente (GDPR. Regolamento 679-2016); – l’indicazione precisa dei propri dati (nome, cognome, indirizzo completo di C.A.P., Comune e Provincia, telefono).

Art. 5 Una Giuria presieduta dagli organizzatori proff. Massimiliano Bellavista e Diego Palma e composta anche da personalità del mondo della cultura, insegnanti e studenti, esaminerà le opere e selezionerà quelle più meritevoli. Non ci saranno anacronistiche classifiche e quindi nessun vincitore assoluto, ma solo una selezione di autori premiati.

Art. 6 Il giudizio della Giuria è insindacabile e inappellabile.

Art. 7 La scadenza del Concorso è prevista per il 31-03-2023; per l’invio delle opere farà fede la notifica della mail.

Art. 8 La cerimonia di premiazione si svolgerà con le modalità e durante gli eventi che saranno tempestivamente segnalate ai vincitori dall’organizzazione. Una eventuale variazione della data ufficiale di premiazione verrà tempestivamente comunicata agli autori finalisti.

Art. 9 Il ritiro del premio deve avvenire in presenza, perché gli autori selezionati saranno chiamati di volta in volta a condividere, leggere e commentare le proprie opere, e non semplicemente a ricevere un riconoscimento. Per Vie Brevi prima ancora che un premio, è un gioco, e per giocare occorre interagire

Art. 10 Ai sensi della normativa vigente sulla tutela dei dati personali (Regolamento (Ue) 2016/679), il trattamento degli stessi, cui si garantisce la massima riservatezza, è effettuato esclusivamente ai fini inerenti il Concorso cui si partecipa; tali dati non verranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo.

Art. 11 La partecipazione al concorso implica la completa accettazione del relativo regolamento. La mancata osservanza di una sola delle clausole del bando comporterà l’automatica esclusione.

Art. 12 Il contenuto delle opere è assolutamente libero, purché si tratti di un racconto breve: chiaramente la libertà dell’autore finisce dove la stessa danneggi la libertà, l’onorabilità e la reputazione altrui. Per fare buona letteratura occorre costruire e non distruggere, mirare al bello e non alla bassezza. Le parole usate devono ispirare altri giovani, suscitare emozioni, includere e non escludere.

Art. 13 Gli organizzatori declinano ogni responsabilità per eventuali casi di plagio, che saranno eventualmente risolti in sedi e con mezzi estranei al concorso stesso.

In evidenza

Parte la seconda edizione di Vie Brevi. A breve il regolamento.

Le regole di base comunque le sapete. A breve annunceremo i vincitori della prima edizione ed il regolamento dela seconda. La prossima scadenza per la consegna degli elaborati sarà al 31-03-2023.

Per Vie brevi non è un concorso come gli altri, proprio perché in effetti NON è un concorso. Prima di tutto vuole essere un gioco e una porta di accesso messa a disposizione dei giovani al fantastico mondo della narrazione e della letteratura. Lo dimostra il suo regolamento (vedi sotto) che si legge in un attimo. Non premia un primo e non lascia indietro nessuno, valorizzando l’espressione di tutti. Per Vie brevi non è un premio accademico ma nasce “dal basso”, cioè direttamente dal lavoro fatto nelle scuole con i giovani (e focalizzato sulla lettura) e dalle loro stesse richieste ed interessi, prima ancora che sulle tecniche di
scrittura e dalla semplice constatazione che il migliore e più immediato modo di condividere una storia e di parlare di letteratura è rappresentato proprio dalla micro-narrazione. I racconti brevi sono un genere con cui tutti prima o poi si sono misurati (scrittori importanti e lettori appassionati), e per molti il genere ha rappresentato un ponte verso opere e letture ogni volta più ambiziose. Inoltre il racconto breve (per una lunghezza fissata qui in un massimo di 250 parole) è molto gradito al mondo giovanile, anche se non trova ancora in Italia un adeguato spazio editoriale.

Per Vie Brevi, ancora, non è solo un premio letterario nazionale ma anche un premio itinerante, secondo un format che potrà realizzarne edizioni abbinate ai festival promossi in tutta Italia dall’Associazione “La parola che non muore”. Il premio è riservato ai ragazzi dai 13 ai 20 anni. Per maggiori informazioni scrivere a premio@perviebrevi.it.

Il Premio Letterario Per vie brevi è riservato ai ragazzi dai 13 ai 20 anni residenti. La sezione è unica e riguarda i racconti brevi che non superino le 250 parole. I premi sono costituiti rigorosamente da libri e dalla pubblicazione dei migliori racconti online, eventualmente in e-book e in pubblicazioni cartacee.

Si può partecipare al concorso con una o più opere. Non ci sono limiti. I racconti devono essere firmati e provvisti di un titolo. Saper dare un titolo a un breve è importante, spesso costituisce parte integrante del fascino di una micro-narrazione

In evidenza

A Siena per quattro giorni: un programma intenso per Parole in Cammino 2022

PAROLE IN CAMMINO.

FESTIVAL DELL’ITALIANO E DELLE LINGUE D’ITALIA

Quattro giorni di incontri a Siena e provincia

(26-29 ottobre)

Va edizione

Dal 26 al 29 ottobre torna a Siena

Parole in cammino. Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia (quinta edizione)

a cura dell’associazione La Parola che non muore

ideato e diretto da Massimo Arcangeli

IL PROGETTO

Anche quest’anno, e in numero ancora più consistente, sono tantissime le scuole del territorio coinvolte nel Festival. Coinvolti enti, istituzioni e centri di aggregazione giovanile. Il Festival inoltre aggiunge un giorno in più al suo programma abituale e coinvolge ospiti e testimonianze di grande valore. Momenti salienti saranno costituiti dal Premio “Limpida scrittura” a Franco Cardini, Il cavaliere, il cavallo e i giochi di guerra nel Medioevo europeo e dal lancio di importante iniziative e premi nazionali nel campo della scrittura (Premio ‘Per vie Brevi’) e delle arti  visive (Premio cortometraggi ‘Le parole della pace’ in collaborazione con il Filming Italy Sardegna Festival ). La manifestazione ha sempre avuto come obiettivi prioritari: 1) il coinvolgimento degli studenti e degli insegnanti delle scuole delle aree coinvolte; 2) la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e urbanistico del territorio; 3) la comprensione dei luoghi individuati per approfondirne la conoscenza, due componenti da sviluppare prioritariamente a favore delle giovani generazioni (e, in prospettiva, di quelle future), per la loro crescita personale e culturale, in collaborazione con le stesse scuole e con le associazioni giovanili presenti sul territorio; 4) le politiche d’inclusione; 5) le collaborazioni, le contaminazioni e gli scambi di competenze tra i diversi operatori culturali (pubblici e privati) per una valorizzazione delle ricchezze e delle risorse locali. Tra le attività proposte negli anni: conferenze, incontri, staffette letterarie, letture ad alta voce, collegamenti video in diretta, laboratori e seminari pensati espressamente per le scuole e le università, performance artistiche e spettacoli teatrali e musicali, destinati al largo pubblico, in cui le arti potesse incontrarsi con le lingue e i linguaggi, eventi da realizzare presso punti di ristorazione. Altri eventi culturali rivolti o dedicati ai giovani hanno riguardato le culture e le pratiche comunicative con riferimento ai loro linguaggi e alle loro interfacce, a Internet e ai social network e alle nuove forme di identificazione e di esclusione che stanno generando (anche con l’obiettivo di lavorare per un modello di comunicazione quasi-mediata con cui gestire le aggressioni verbali e di contribuire alla costruzione di buone pratiche per l’interazione a distanza).

IL PROGRAMMA

Mercoledi 26 ottobre

Parole dell’accoglienza e itinerari narrativi

Istituto comprensivo Cecco Angiolieri

Ore 11.00 Aula Magna

Massimo Arcangeli, Massimiliano Bellavista, Le parole dell’inclusione

Un workshop che vuol essere un’esplorazione dei nuovi immaginari della contemporaneità per la ricodificazione “inclusiva” di alcune parole di suo corrente, al fine di potersi orientare consapevolmente e responsabilmente verso modi convergenti di stare nel mondo. Sono tanti i vocaboli dell’italiano comune, inclusivamente sensibili, bisognosi di essere riempiti di nuovo senso, di essere risemantizzati in un’ottica improntata al perseguimento del bene comune e adattata alla sfera dei sentimenti e dei comportamenti al tempo di Internet: A come amicizia o altruismo, B come benvolere, C come condivisione, D come Dialogo, E come empatia, F come fiducia, G come generosità, I come incontro o integrazione, L come lealtà, ecc. (e tante altre: abbraccio, affetto, aiuto, amicizia, amore, apertura, appartenenza, ascolto, assistenza, attenzione, calore, compassione, comprensione, comunità, cooperazione, cordialità, cura, dedizione, disponibilità, educazione, eguaglianza, fratellanza, gentilezza, gesto, giustizia, partecipazione, responsabilità, riconoscenza, rispetto, sensibilità, simpatia, solidarietà, sostegno, umanità, vicinanza, ecc.).

Durante l’incontro sarà presentata la seconda edizione del concorso Per Vie Brevi.

Giovedì 27 ottobre

Le parole della pace, il parlar giovane, la “bella scrittura”

Istituto di istruzione superiore Sallustio Bandini

Ore 9.30 Aula Magna

Massimo Arcangeli, Massimiliano Bellavista, Le parole per dire pace nelle lingue del mondo. Un workshop nel corso del quale si faranno riflettere le classi su un tema portante, per l’anno in corso e per quello che verrà, della rete dei festival gestiti o condivisi dall’associazione La parola che non muore. Gli studenti coinvolti gireranno in presa diretta un minuto Lumière che racconti una storia sulla parola per dire pace scelta e realizzeranno, alla fine del loro percorso, un cortometraggio. Ai migliori corti sarà assegnata, da una giuria istituita per l’occasione, e secondo la formula del premio, una dotazione in dizionari e altri materiali librari. I premi saranno conferiti nel 2023 nell’occasione della sesta edizione di una delle più importanti manifestazioni cinematografiche europee, il Filming Italy Sardegna Festival, dove l’iniziativa è stata lanciata ufficialmente il 12 giugno scorso (https://www.filmingitalysardegnafestival.it), in un evento dedicato nel corso del quale verranno proiettati i cortometraggi finalisti. I premi saranno attribuiti secondo le seguenti modalità: 1) un premio assoluto; 2) due menzioni speciali. Agli studenti e ai docenti che avranno aderito all’iniziativa sarà rilasciato un attestato di partecipazione. Sarebbe la Fondazione Montepaschi, se disponibile a concedere il logo, a patrocinare l’evento (quest’anno andato in onda su Rai 2). Il Filming Italy Sardegna Festival, che annovera, fra i media partner, il “Corriere della Sera”, Rai Radio 2, Rai Fiction, Rai Cinema, Sky Italia, Disney, Warner Bros, Medusa, Amazon, “National Geographic”, “Variety”, ecc., ha contato, fra i suoi tantissimi ospiti,  Harvey Keitel, Elena Sofia Ricci, Elizabeth Olsen, Heather Graham, Valeria Golino, Vanessa Hudgens, Claudia Gerini, Valeria Mazza, Claudio Bisio, Sabrina Impacciatore, Gianmarco Tognazzi, Tosca, Roberta Giarrusso, Lina Sastri, Remo Girone, Giulia Bevilacqua, Daniele Pecci, Francesca Archibugi, Paola Cortellesi, Riccardo Milani, Matt Dillon, Édgar Ramírez, Isabelle Huppert, Carol Alt, Ilenia Pastorelli, Toby Jones, Eva Longoria, Joaquim de Almeida, James Franco, Michele Placido, Annabelle Belmondo, Giulio Scarpati, Veronica Pivetti, Kabir Bedi, Cristina Comencini, Sylvia Hoeks, Paola Minaccioni, Maria Sole Tognazzi, Adriano Panatta, Marta Milans, Violante Placido, Ficarra e Picone, Sara Ferguson, Gabriele Muccino, Marisa Tomei, Arisa, Giorgio Pasotti, Nat Wolff, Nina Zilli, Maxi Iglesias, Darren Criss, Lola Ponce, Melissa George, Jesse Williams, Martina Colombari, Erin Richards, Nick Vallelonga, Patricia Arquette, William Baldwin, Enrico Brignano, Isabella Ferrari.

 Durante l’incontro sarà presentata la seconda edizione del concorso Per Vie Brevi

Isola d’Arbia 

Ore 17.00 CAG “Sale&Pepe”

Laura Del Veneziano, MASSIMILIANO BELLAVISTA Parlare (e scrivere) giovane. Evento in collaborazione col Centro di Aggregazione Giovanile (CAG) di Isola d’Arbia e con la cooperativa sociale onlus ALIOTH

Contrada della Chiocciola

Ore 18.30 Museo (Sala delle Vittorie)

Ouvertures. Incontri tra musica e cultura in cripta (VIa edizione). Premio “Limpida scrittura” a Franco Cardini, Il cavaliere, il cavallo e i giochi di guerra nel Medioevo europeo. Premia Francesco Frati, rettore dell’Università degli Studi di Siena. Coordina Maurizio Tuliani

Venerdì 28 ottobre

Le emozioni per parole, luoghi e immagini

Istituto tecnico biotecnologie e Liceo linguistico Monna Agnese

Ore 9.00

Massimo Arcangeli e Maurizio Masini, L’alfabetizzazione emotiva e le strategie comunicative al tempo di Internet

Un workshop incentrato sull’educazione a un uso “ecologico” e consapevole della Rete, che costringe ormai a ripensare non solo le buone pratiche – fra tattiche e strategie – per affrontare nel modo migliore i conflitti, e i corretti comportamenti da tenere per provare a risolverli, ma la nozione stessa di ecologia (e di sostenibilità ambientale, da ricondurre in gran parte proprio alla consapevolezza nell’uso dello strumento). Tutto questo porta a ritenere strategici, in qualunque serie riflessione sull’argomento, il concetto di un’alfabetizzazione emotiva – conosciamo senz’altro meglio l’alfabetizzazione funzionale come quella grammaticale – su cui c’è ancora moltissimo da fare (e da capire) e i modi stessi di una comunicazione che si trasforma sotto i nostri occhi sempre più rapidamente

Istituto di istruzione superiore Tito Sarrocchi

Ore 11.00

Massimo Arcangeli e MASSIMILIANO BELLAVISTA. Il visibile parlare. Un viaggio fra le parole immaginabili

Un workshop in cui gli studenti abbineranno “creativamente” le parole da loro scelte a un’immagine in grado di rappresentarle. Ogni parola ha il suo ciclo di vita. Nasce, cresce, invecchia, muore. Ci sono parole che possiamo dire, e altre che non possiamo dire. Parole che restano immutate per secoli, e parole che cambiano forma più volte in una manciata di anni. Alcune parole sono effimere, altre millenarie. Altre parole, vecchie o nuove, riassumono in sé, nell’idea che esprimono, il senso di un’intera civiltà. Altre ancora sono reticenti e avare di sé, non si concedono in nessun modo: restano lì, mute e impenetrabili. Ci sono poi le parole che ci sussurrano nell’orecchio di essere le ambasciatrici degli infiniti suoni del mondo, e le parole che ci dicono che una lingua appartiene a chi la parla e la scrive e nessuno può arrestarne il corso (le prime ti suggeriscono appena qualcosa di sé; le seconde, nate per sbaglio, sono sopravvissute lungo i secoli). Tante di queste parole, anche astratte (come quelle che attengono alla sfera sentimentale), possiamo provare a immaginarle disegnandole, filmandole o fissandole in un gesto esemplare

Fondazione Monte dei Paschi di Siena

Sala Conferenze Stampa

Ore 16.00

Saluti di Carlo Rossi, presidente della Fondazione MPS

La Filiera del libro. Editori-autori, amici -nemici. Con Luca Betti

Dalla parte del lettore. L’editoria di qualità e gli orizzonti certificativi.Con Patrizia Pacini

Ore 17.00

Simone Bastianoni e Massimo Arcangeli, Il territorio che include. Tra fragilità e risorse

Conduce Massimiliano Bellavista

Sabato 29 ottobre

Parole da abitare, parole da custodire

Liceo classico E. S. Piccolomini

Ore 10.30 Aula Magna

Massimiliano Bellavista, Francesco Ricci, Un kung-fu dell’eloquenza.Evento in collaborazione con l’associazione Il Liceone

Castellina in Chianti

Ore 17.00 Museo Archivio Bianciardi (via delle Volte 33)

Le parole dell’archivio Bianciardi: storia di una famiglia tra il Quattrocento e il Novecento. Letture e approfondimenti a cura di Gaia Bianciardi Bastreghi e Massimiliano Bellavista. Modera Gaia Pianigiani, giornalista.

Il Museo Archivio di palazzo Bianciardi (MAB), situato nell’omonimo palazzo di Castellina in Chianti, custodisce un importante archivio che consente di ricostruire, a partire dal XIV secolo, la storia del territorio. Il materiale è stato appena riordinato e classificato grazie all’aiuto della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana. Durante l’incontro saranno presentati documenti e testimonianze inedite di notevole interesse.

In evidenza

La Parola che non Muore Festival VII Edizione 14-16 Ottobre

14 e 16 ottobre 2022

LA PAROLA CHE NON MUORE. VII EDIZIONE

Tre giorni di incontri a Bagnoregio e Montefiascone
Parole (e cose) in rosa, giallo e “bianco pace


VII edizione

Direzione artistica: Massimo Arcangeli, Raffaello Palumbo Mosca
Direzione organizzativa: Diego Palma
Coordinamento generale: Fabio Di Nicola
Comitato scientifico: Edda Cancelliere, Milton Fernàndez, Riccardo
Gualdo, Pierluigi Mingarelli, Mario Morcellini, Carlo Pulsoni,
Ottavio Rossani, Gino Troli
Civita in giallo: Fabio Mundadori
Ufficio stampa : Massimiliano Bellavista

Coordinamento locale: Daniele Di Nicola e Edoardo Ottaviani
Coordinamento premio poesia “Caro poeta”: Patrizia Marchei
Contributi video: Gianni Gadaleto Media Partner: La Voce della Scuola
Diretta streaming: Gianluca Mei

Realizzazione grafica: Maddalena Giocondo e Stefano Palma


Di seguito alcune iniziative previste per l’edizione del 2022:

  • L’alfabeto dell’inclusione
    Un workshop rivolto alla scuola secondaria di primo grado che vuol essere un’esplorazione dei
    nuovi immaginari della contemporaneità per la ricodificazione “inclusiva” di alcune parole di suo corrente, al fine di potersi orientare consapevolmente e responsabilmente verso modi convergenti di stare nel mondo.
    Le parole per dire pace in tutte le lingue del mondo
    Gli studenti coinvolti girerebbero nel corso dell’anno scolastico in presa diretta un minuto Lumière, rappresentativo della parola scelta, che racconti una storia sulla parola-tema scelta. Ai migliori cortometraggi sarà assegnata, da una giuria istituita per l’occasione, e secondo la formula del premio, una dotazione in dizionari e altri materiali librari. I premi saranno conferiti nel 2023 nell’occasione della sesta edizione di una delle più importanti manifestazioni cinematografiche europee, il Filming Italy Sardegna Festival, dove l’iniziativa è stata lanciata ufficialmente il 12 giugno scorso (https://www.filmingitalysardegnafestival.it), in un evento dedicato nel corso del quale verranno proiettati i cortometraggi finalisti

Programma
Venerdì 14 ottobre

Bagnoregio, Auditorium Taborra
Ore 15.00
Culture da salvare, da trasmettere, da condividere
Luca Profili, sindaco di Bagnoregio, Civita, la “città che non vuole morire”
Francesco Bigiotti, amministratore unico di Casa Civita, Una residenza d’artista per il libro e la cultura
Luigi De Simone, imprenditore, Come far rinascere un antico borgo
Ore 15.30
Civita in giallo
Coordina Fabio Mundadori
Paola Barbato, L’inquietante lato oscuro della normalità Che succederebbe se all’improvviso i luoghi nei quali ci sentiamo più al sicuro si trasformassero in una trappola mortale? E come reagiremmo scoprendo che non siamo affatto pronti ad affrontare una

minaccia che proviene da qualcosa che consideravamo inoffensivo? È la normalità la vera minaccia dalla quale dobbiamo difenderci?
Katja Centomo, Emanuele Sciarretta, Se non puoi spiegare il noir, disegnalo Sette storie nere raccontate da due sceneggiatori (della serie 7 Crimini, Tunué), con la potenza del fumetto e la voce di un avvocato, per unire il diritto e la passione per il delitto. Sette storie per sette crimini

che aprono uno squarcio di luce nelle tenebre dell’animo umano.
Ore 16.15
Premio Visioni ad Aldo Cazzullo (Dante quotidiano)
Ore 17.00
Le parole per dire pace in tutte le lingue del mondo. Lancio del progetto. A cura della classe 3 B del polo liceale G. Mazzatinti di Gubbio,

coordinata da Giulia Nardelli e Nicoletta Rampini
Conduce Massimo Arcangeli


Programma
Sabato 15 ottobre


Bagnoregio, Auditorium Taborra
Ore 16.00
Sabrina Crosta, assessore al Bilancio e alle politiche scolastiche del Comune di Bagnoregio, Introduzione ai lavori
Sergio Talamo (Formez PA, direttore Comunicazione istituzionale e Relazioni con le Pubbliche Amministrazioni),

Un “Rinascimento” per la comunicazione al pubblico. Introduce Mario Morcellini, presidente del Consiglio scientifico Fondazione Roma Sapienza.

Coordina Marzia Sandroni, responsabile Comunicazione e Informazione AUSL Toscana del sud-est. Conclusioni di Raimondo Cagiano De Azevedo, già preside della Facoltà di Economia di Roma Sapienza

La voce della scuola
Ore 16.45
Mario Alì (già Direttore per l’Internazionalizzazione del Ministero dell’Istruzione), Massimo Arcangeli, Mario Morcellini,

Una scuola contro la povertà educativa
Conclusioni di Raimondo Cagiano De Azevedo

Ore 17.30
Le parole per dire pace in tutte le lingue del mondo. Lancio del progetto. A cura della classe 4 A del liceo classico Francesco Stabili di Ascoli Piceno, coordinata da Donatella Ferretti (assessore all’Istruzione del Comune di Ascoli Piceno)
Conduce Massimiliano Bellavista


Programma
Domenica 16 ottobre

Montefiascone, Borgo La Commenda
Ore 10.00
Luigi De Simone, Annibal Caro e la Commenda
Donatella Ferretti, assessore all’Istruzione del Comune di Ascoli, Una festa per la scuola
Elisabetta Ferrari, DIVERSITY. L’importanza della diversità culturale

La voce della scuola
Ludovico Ottolina (Unione degli Studenti), Giorgia Cirelli (Giovani Democratici, GD), Un manifesto per gli studenti e le studentesse

Ore 10.45
Montefiascone in giallo
Paolo Regina, Non solo polizia Gli investigatori in uniforme (e non) nel mondo del giallo e del noir.
Introduce Pina Masturzo
Ore 11.15
Poetesse sul podio
Flaminia Colella (consegna del premio Caro Poeta per il 2022). Letture di Debora Caroscioli e Gianni Pontillo.
Coordinano Rosetta Martellini e Marina Morbiducci (giurate del premio Caro Traduttore)
Ore 12.00
Patrizia Marchei Romano, Ragazze per sempre
Introduce Massimo Arcangeli
Ore 12.30
Premio Visioni ad Adriana Pannitteri
Introduce Beatrice Curci (associazione GIULIA, GIornaliste Unite LIbere Autonome)

In evidenza

Un corto di successo sceneggiato da un racconto breve. Vinciamo al Filming Italy Sardegna Festival

Grazie alla Giuria del Filming Italy Sardegna Festival e alla Cesena Film Academy. Bella esperienza sceneggiare un racconto breve. Sembra che sia da ripetere visti i risultati.

Grazie a Tiziana Rocca e Massimo Arcangeli.

Grazie ai ragazzi di Libri allo Specchio che ci hanno creduto. Grazie al Liceo Tasso

Riproduco di seguito l’annuncii che è appena uscito

Una foto della bellissima cerimonia di premiazione che si è svolta ieri alla Cesena Film Academy, con Gian Paolo Mai e i suoi straordinari ragazzi. Ho consegnato ai vincitori il premio che abbiamo assegnato in giugno nell’ultima delle quattro serate della quinta edizione del Filming Italy Sardegna Festival di Forte Village e Cagliari, una sintesi delle quali è stata trasmessa in seconda serata da Rai Due. Con noi, in collegamento, c’era anche Tiziana Rocca, ideatrice, organizzatrice e direttrice artistica della manifestazione con cui sono davvero orgoglioso di collaborare dalla prima edizione del festival.

Aumentano intanto le scuole di tutta Italia che hanno aderito al progetto sulle parole per dire “pace” in tutte le lingue del mondo. Era proprio la pace il tema portante del premio e del corto vincitore e degli altri due corti che ai sono piazzati al secondo e al terzo posto (emetteremo a breve il comunicato stampa). Questa la classifica:

1. “Brother”, realizzato dagli studenti della Cesena Film Academy sotto la sapiente guida e la supervisione di Mai e di altri insegnanti dell’accademia. Un bellissimo cortometraggio a più voci il cui intreccio di sguardi e di corpi è di una rara potenza espressiva e di una grande efficacia comunicativa.

2. “Libri allo specchio (La pace è negli occhi di chi guarda) “, tratto da un racconto breve di un volume (‘Libri allo specchio”) curato da Massimiliano Bellavista. A realizzare il corto gli studenti della IV E del liceo Tasso di Roma con la supervisione della prof.ssa Patrizia Concetti e dello stesso Bellavista.

3. “Sasha & Martina”. Una bella storia di amicizia fra una ragazzina italiana e una bambina ucraina. L’autrice, la quindicenne Martina Palma, è una studentessa del liceo Euclide di Cagliari al tempo iscritta a un istituto di Napoli.

In evidenza

FESTA DELLA SCUOLA ASCOLI 2022

LA FESTA DELLA SCUOLA

“La Festa della Scuola”

(Ascoli Piceno, 6-9 ottobre 2022)

“La Scuola Secondo me”. Potrebbe essere il titolo di un libro, ed esprime nei fatti un desiderio recondito, un sogno, un obiettivo spesso coltivato da chi vive la scuola. Nasce da questa semplice frase “La festa della Scuola”, un evento culturale organizzato da Massimo Arcangeli, responsabile dell’associazione La Parola che non Muore, in collaborazione con l’associazione La Voce della Scuola di Diego Palma. La Festa della Scuola, giunta alla sua seconda edizione (www.lafestadellascuola.it), si terrà anche quest’anno, nei giorni compresi fra il 6 e il 9 ottobre 2022, ad Ascoli Piceno. Questo il tema portante dell’edizione di quest’anno: inclusione, fragilità e bisogni “speciali”. Fra gli altri temi che saranno affrontati: il decreto 36/2022 e il reclutamento del corpo docente; la politica scolastica e la scuola futura; i docenti precari, “ingabbiati” e “immobilizzati”; trasparenza, sicurezza, programmazione e dispersione scolastica; didattica, cultura scolastica, saperi disciplinari.

All’evento prenderanno parte docenti, studenti, famiglie, gruppi di coordinamento e associazioni di categoria, sindacati, giornalisti e rappresentanti della politica. Il nostro principale obiettivo, perché la scuola esca dal suo isolamento, è di progettare lascuola di domani partendo dai problemi del presente, di lavorare tutti insieme per la ricostruzione di un sistema scolastico che valorizzi il lavoro degli insegnanti, che ne riconosca e ne salvaguardi la professionalità, che metta in primo piano i nostri ragazzi e le nostre ragazze. Una scuola unilaterale, separata dalle vite dei giovani, ne favorisce la dispersione; una scuola che coinvolga attivamente gli studenti al fine di contribuire a migliorarla li richiama invece a sé, e quegli studenti così non si perderanno (né oggi, a scuola; né domani, all’università o nel mondo del lavoro). Solo così si può puntare seriamente a una scuola che, anziché essere considerata un costo, possa rappresentare per lo Stato italiano, come per qualunque nazione abbia a cuore l’istruzione, la formazione e l’educazione alla cittadinanza, il suo più grande investimento. Una scuola che riparta dalla cultura, il vero capitale da tutelare e incrementare

Si ricorda al personale della scuola interessato a partecipare alla manifestazione che, in base dell’art. 64 del CCNL, è previsto l’esonero del servizio. Il personale di ruolo, per iscriversi, dovrà accedere allapiattaforma SOFIA e digitare il codice 76735 (per ulteriori informazioni si può inviare un messaggio WhatsApp al numero 3209326963  o una mail all’indirizzo segreteriafestadellascuola@gmail.com; sarà cura del responsabile del procedimento, il prof. Palma, rispondere alle istanze pervenute). L’ente di formazione accreditato presso il Ministero dell’Istruzione, l’associazione Per la scuola della Repubblica, rilascerà a tutti gli insegnanti un attestato di partecipazione (frequenza minima necessaria: i tre quarti degli eventi previsti) per l’inserimento dell’attività svolta nel relativo fascicolo formativo. Un analogo attestato sarà rilasciato anche agli studenti e alle studentesse partecipanti.

La vulnerabilità tra tutela e valorizzazione

PROGRAMMA

6 ottobre

Palazzo dei Capitani del Popolo, Sala della Ragione/Chiostro di San Francesco

Ore 14.30

Saluti istituzionali

Marco Fioravanti, Sindaco del comune di Ascoli Piceno

Gian Luca Gregori, Rettore dell’Università Politecnica delle Marche

Claudio Pettinari, Rettore dell’Università di Camerino

Marco Ugo Filisetti, Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della regione Marche

Ore 15.00

Un libro-manifesto per la scuola del futuro

Bianca Chiesa, Manifesto degli studenti

Donatella Ferretti, Il docente prossimo venturo

Carla Sambrotta, Dai compiti a casa ai compiti (intelligenti) a scuola

Luca Malgioglio (Agorà 33), Per un’altra scuola

Anita Pelaggi e Giusy Versace, Una nuova rete associativa: Leinet

Michele Zannini e Gioconda Martucci, Concorsualità e trasparenza

Ore 16.00

La scuola e il territorio. Fragilità e risorse

Valerio Temperini, Il ruolo dei giovani per lo sviluppo territoriale

Graziano Leoni, Educazione e valorizzazione del talento

Ore 16.30

A tutela di una scuola sempre più fragile. Tavola rotonda

Ivana Barbacci (Cisl, Segretario generale scuola; on line), Giuseppe D’Aprile (Uil Scuola, Segretario generale),Alessandro Rapezzi (Fil Cgil, Segretario nazionale FLC CGIL), Silvia Silvestri (SNALS-Confsal, Segretario provinciale), Orazio Ruscica (Federazione Gilda-Unams, Presidente nazionale), Ornella Cuzzupi (Ugl, Segretario generale), Edoardo Recchi (Cobas, esecutivo nazionale), Daniela Rosano (Anief, Segretario generale)

Modera Diego Palma

Ore 17.30

Le piccole associazioni sindacali a supporto territoriale

Gerardo Fania (Fedal Segretario generale), Davide Lercara (Confasi Nazionale, Segretario generale), Giacomo Vitale (Adesso Scuola, Segretario generale)

Modera Diego Palma

Ore 18.00

L’edilizia scolastica. Fra emergenze e investimenti

Cristina Costarelli (Dirigente scolastica, Presidente Associazione Nazionale Presidi per il Lazio) e Sabrina Vallesi (Dirigente scolastica)

Modera Massimiliano Bellavista

7 ottobre

Palazzo dei Capitani del Popolo, Sala della Ragione/Chiostro di San Francesco

Ore 14.30

IdeaScuola. La scuola in sicurezza. La qualità dell’aria

Giorgio Bonanno (on-line) e Stefania Sambataro

Ore 15.00

Massimo Arcangeli e Vincenzina Salvatore, Questi concorsi (“ammazzaprecari”) non s’avevano da fare

Modera Valentina Santarpia (“Corriere della Sera”)

Ore 15.30

Per la scuola della Costituzione: educazione civica, diritti umani, stabilizzazione

Doriana D’Elia (Presidente CNDI, Comitato Nazionale Docenti Immobilizzati), Angela Mancusi (CNDV, Comitato Nazionale Docenti Vincolati), Marco Mangiaterra (docenti specializzati o abilitati all’estero) Luciana Notarfranco (docenti di ruolo ingabbiati di ogni ordine e grado), Simona Morucci (Collettivo Nazionale Docenti), Damiana Pellegrini (APIDGE, Associazione Professionale Insegnanti Scienze Giuridiche ed Economiche), Margherita Stimolo (CNDA, Coordinamento Nazionale Docenti Abilitati)

Modera Diego Palma

Ore 16.30

L’inclusione linguistica e i diritti delle persone. Problemi e strategie

Andrea De Benedetti, Maria Lippiello, Odisseo R. Longobardi Zingarelli

Libreria Rinascita

Ore 17.00

Augusto Di Stanislao, Controvento. Riflessioni sull’adolescenza.

Introduce Donatella Ferretti Modera Laura Ripani (“Corriere Adriatico”)

Ore 18.30

Marco Ferrari, Il cellulare a scuola. Li educhi, li eviti o li ecciti? La fioritura dell’adolescente

Foyer del teatro Ventidio Basso

Ore 21.00

Trifone Gargano, “Io non Enëa, io non Paulo sono”. Ma allora chi sono? Lo smarrimento dell’eroe

Ore 21.30

Giada Trebeschi e Giorgio Rizzo, I miti vulnerabili

8 ottobre

Auditorium Cellini, Polo Sant’Agostino

Introduce e coordina Donatella Ferretti

Ore 15.00

Antonio Carnevale (on line), Tecno-vulnerabili. Per un’etica della sostenibilità tecnologica

Ore 16 .00

Carlo Carboni, “La vita verosimile”. Di chi è il volto che vediamo riflesso sui nostri smartphone e tablet?

Ore 17.00

Marco Moglie, Vita da smartphone” Stiamo uccidendo la nostra intelligenza?

Ore 18.00

Cesare Catà, Attimi fuggenti. Lo scontro tragico tra Keating e òa scuola moderna)

Teatro dei Filarmonici

Ore 21.00

Premio Luca Serianni. Il segno verde.

Introduce Massimo Arcangeli. Con Elena Serianni

Ore 21.30

Vincenzo Zitello e Andrea Yanez Gasparrini, Areamantica. Un viaggio nel mondo alchemico

9 ottobre

Palazzo dei Capitani del Popolo, Sala della Ragione

Ore 16.00

Rossano Ercolini, “Il bivio”. Manifesto per una rivoluzione ecologica

Ore 17.00

Ilaria Brugnotti, “Vincenti. Storie di ginnasti coraggiosi”. Storie di sacrifici, rigore, fatica e lacrime. Con Greta Riccardi e Jiulieta Cantaluppi

Ore 18.00

Premio per giovani “speciali”. Con Salvatore Nocera (FISH; on-line) e Pierangelo Cappai (Diversamente onlus; on-line).

Coordina Flavio Nardini (“Il Resto del Carlino”)

In evidenza

Anatomia di un racconto: Piglia,o dell’osare nello scrivere.

Ci eravamo lasciati a Gennaio con Keret ( nr 10 ) . L‘ undicesima puntata di Anatomia di un racconto, a cura di Mirko Tondi ( QUI I PRECEDENTI NUMERI Nr 1, Nr 2, Nr 3,  Nr 4, Nr 5;Nr 6 ; Nr 7; Nr 8; Nr 9) ci parla di Ricardo Piglia. Ci sono scrittori- Sistema e scrittori- Paese. Ovvero scrittori capaci di andare oltre sè stessi e costruire oltre sè stessi un nuovo ambito letterario, e scrittori capaci di rappresentare un’epoca o o un luogo. Piglia è davvero un buon esempio di queste categorie se si pensa quello che ha rappresentato per l’Argentina (invitiamo a leggere ‘Respirazione artificiale’) e la qualità notevolissima della sua produzione letteraria. Interessante la sua produzione, interessantissima la sua vita, da essa non scindibile ma anzi ad essa intimamente legata, il suo percorso personale evidenzia la capacità, purtroppo piuttosto rara in scrittori e intellettuali, di apprezzare e far conoscere nel suo paese la letteratura internazionale e di sperimentare con coraggio, sempre e comunque, scommettendo con convinzione sulla scrittura propria e altrui. Si evidenzia anche quella caratteristica visione ‘antologica’ della propria scrittura, che in fondo non faceva distinzione tra racconto breve, romanzo, recensione e saggio perchè mirava soprattutto a mettere in luce la qualità espressiva e la validità dei contenuti, indipendentemente dalla forma letteraria di volta in volta prescelta. Scrittore anche intimamente legato all’Italia (ebbe a dire ‘Ai miei studenti di Princeton, racconta Ricardo Piglia, scherzosamente dico d’ essere uno scrittore italo-argentino. In realtà l’ Italia l’ ha conosciuta per lo più attraverso i racconti dei famigliari, migranti piemontesi, oltre che con le parole dei poeti, come accade ad ogni vero legame: «quando iniziammo a pubblicare – ricorda – io e i miei amici sapevamo a memoria i versi di Ungaretti, Saba e Montale».) Piglia è nato in un luogo letterario, Adrogué, il sobborgo di Buenos Aires in cui Borges scrisse e ambientò alcune delle sue opere. Il racconto integrale si può trovare qui . Grazie Mirko

Anatomia di un racconto – La pazza e il racconto del delitto

Partiamo da una considerazione non indifferente: con questa storia lo scrittore argentino Ricardo Piglia vinse nel 1975 il primo premio in un concorso per racconti polizieschi, nella cui giuria c’era nientemeno che Jorge Luis Borges; il premio, nello specifico, consisteva in un viaggio a Parigi e in un soggiorno per quindici giorni in un albergo di prima fascia. L’incipit, con quei tre aggettivi in serie,  potrebbe ricordarci un altro grande inizio, quello dell’Ulisse di Joyce, che ne contava due ma altrettanti potenti ed evocativi: “Solenne e paffuto” (o “Imponente e grassoccio” a seconda delle traduzioni, vedete voi quali scegliere). In questo caso la descrizione del personaggio di Almada (che, badate bene, avvia la vicenda ma poi nel prosieguo dell’intreccio si defila e viene richiamato solo indirettamente) comincia con “Grasso,

trasandato e malinconico” e continua con un affondo nel suo stato interiore: “Almada si sentiva smarrito, pieno di paura e disprezzo”. Poi sopraggiunge in lui il ricordo di Larry, la donna con cui ha avuto una relazione, e che a più riprese viene descritta senza sconti, così: “la pelle avvizzita, le occhiaie […] altezzosa, ubriaca, indifferente […] il profumo maligno.” L’uso degli aggettivi, già da quello che si intuisce nelle prime righe, è per l’appunto mai banale, anzi studiato, sopraffino. Sentite qua, per esempio: “All’angolo, il locale New Deal era una macchia ocra, corrosa, ancora più pervertita nella bruma delle sei del pomeriggio”. Di nuovo un tris di aggettivi, qui utilizzati a creare un climax ascendente. Almada trova una donna che dorme sdraiata a terra, avvolta negli stracci, e la tocca con un piede. La donna si chiama (la chiamano) Anahí (poco dopo lei si definirà “La peccatrice, la gitana”). Gli chiede dei soldi, e lui cosa le risponde? “Va bene. Se ti inginocchi e mi baci i piedi ti do mille pesos” (si ha già la caratura del personaggio in questa battuta, emerge in un attimo tutta la sua psicologia sorretta dalla depravazione e dal desiderio di prevaricare le donne e tenerle sotto il proprio dominio; già poco prima, pensando a Larry, era stato tentato di “entrare nel cabaret e trascinarla fuori per un braccio e schiaffeggiarla finché non gli avesse obbedito”). Le agita la banconota davanti agli occhi. Lei temporeggia, lui insiste. Poi la donna lo fa. “Lui la squadrò dall’alto, imponente, uno scintillio umido negli occhietti da gatto.” A questo punto le porge i soldi e le dice di comprarsi un profumo. Lui si allontana verso il locale da ballo e lei, “la pazza”, intanto canta la macarena.

Entra ora in scena Antúnez, il protettore che vive con Larry. Quindi un’anticipazione, “i segni della morte nei cassetti aperti”, e un messaggio d’addio sullo specchio scritto col rossetto in maniera tremolante e frettolosa. Secondo e ultimo capitoletto: ecco Emilio Renzi, alter ego di Piglia (non dimentichiamo difatti che il vero nome dello scrittore era all’anagrafe Ricardo Emilio Piglia Renzi). “A Emilio Renzi interessava la linguistica ma si guadagnava da vivere scrivendo recensioni sul giornale El Mundo”, e poi nel descriverlo l’omaggio al suo massimo riferimento artistico, un altro grande autore argentino: “quell’aspetto assorto e un po’ metafisico che lo rendeva simile ai personaggi di Roberto Arlt”. Emilio deve sostituire il collega malato, che si occupa di cronaca nera: c’è da raccontare la notizia dell’omicidio di Larry. L’incarico viene conferito a lui dal “vecchio Luna”, il suo capo, perché quest’ultimo “pensò che costringerlo a immischiarsi in quella storia di prostitute da quattro soldi e papponi gli avrebbe fatto solo bene”. Il corpo della donna viene ritrovato dietro il locale in cui lavorava, è stata uccisa a coltellate. L’unica testimone è la mendicante che Almada aveva incontrato all’inizio. “Quando l’avevano trovata stava cullando il cadavere come se fosse una bambola e ripeteva una storia incomprensibile”. Viene arrestato subito Antúnez e tutto sembra già risolto. Renzi inizia a fare le sue indagini finché avviene l’incontro con la pazza, la quale dà vita a flusso di coscienza delirante quanto risolutivo. L’enigma infatti è nelle parole (riporto il dialogo esponendo la logica con cui il protagonista arriva alla soluzione, non tanto la soluzione stessa: “È la pazza che lo dice: la pazza che da almeno dieci ore ripete sempre le stesse cose senza dire niente. Ma proprio perché ripete le stesse cose la si può comprendere. C’è una serie di regole in linguistica, un codice che si usa per analizzare il linguaggio psicotico”. Attenzione, adesso: la vera sorpresa non è la scoperta della verità da parte di Renzi ma ciò che viene dopo, uno scoppiettante susseguirsi di colpi di scena, comprese le ultimissime righe, che rimandano a un finale circolare. Terminata la lettura, si rimane increduli: davvero questo è un racconto, oppure è un romanzo condensato con abile mestiere in dieci pagine? Appare evidente che contenga molto di più di quello che ci viene narrato, ed è un racconto sporco, scorretto, malato, di quelli che oggi sarebbe difficile scrivere e, ancor di più, farsi pubblicare. Come mi piace ripetere: scrivere significa soprattutto osare. E Piglia qui l’ha fatto in modo eccellente. Borges e soci ci avevano visto sicuramente giusto a conferirgli il primo premio.

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Il senso del perdono

Parlare del senso del perdono oggi.

Ho scritto su questo e nei prossimi giorni ne parleremo. Sono stati due mesi intensi. A breve nuove traduzioni di Equilibrium ( in francese la prima).

Il racconto breve con l’omonimo titolo è stato pubblicato e sarà distribuito in cartaceo Lunedi durante il dibattito

a seguire la splendida musica di Giacomelli

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Libri allo specchio a ‘Il posto delle parole’

Al bellissimo libro uscito è seguito molto interesse.

Ora abbiamo sceneggiato e preparato un corto davvero molto forte su cui a breve torneremo.

Qui una bella intervista per cui ringrazio Livio Partiti de ‘Il posto delle parole

https://www.spreaker.com/user/il-posto-delle-parole/max-bellavista-costanza-canale?fbclid=IwAR2-pRS-PMqfd69917sQ1zuxqZ5TWMnSwUzS_tsoy2Alpha232zjBw8RhHw
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Banane e lampone

Qualche articolo di alleggerimento degli ultimi tempi. Il Banana Index (che però sarebbe da fare) e canzoni banali e stereotipate spacciate per hit

https://www.sound36.com/banana-index/
https://www.sound36.com/supermodel/

Ma, libri a parte, si fanno anche cose serie (lo sono per me anche quelle sopra) ed è stato bello parlare di giovani, politica e civismo con un bel think tank di esperti, argomentando su cosa ‘rleggere’ o ‘riscirvere’ di questi anni.

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Esce ‘Libri allo specchio’

Dopo alcuni mesi di lavoro il libro ‘Libri allo specchio’ vede la luce. Per una volta, non si è solo ‘parlato’ di libri e lettura ma i ragazzi hanno costruito, editato e promosso un vero libro.

Chi l’avrebbe mai detto? Siamo i 24 studenti della classe IV E del Liceo Ginnasio T. Tasso di Roma e manca davvero poco alla pubblicazione del nostro primo libro “Libri allo specchio”, realizzato
nell’ambito del progetto di PCTO Libri allo specchio, promosso e finanziato dalla Regione Lazio.
A partire dal 10 novembre 2021 abbiamo lavorato insieme e a lungo affinché il progetto,
propostoci dalla nostra Professoressa di Lingua e Letteratura Italiana Patrizia Concetti, desse
grandi soddisfazioni a noi ragazzi e ai nostri docenti: il Professore Massimiliano Bellavista, l’editor
Carlo Bolli, la scrittrice Sylvie Freddi e la giornalista Annalisa Nicastro, i quali ci hanno
accompagnati in questo percorso.
Il progetto si è svolto prevalentemente attraverso lezioni pomeridiane a distanza, circa due volte al mese, in cui abbiamo affrontato le più svariate tematiche legate alla lettura e alla scrittura,
focalizzandoci sui racconti brevi, sulla struttura e la composizione di un articolo, sulla scrittura
online – tanto vicina a noi giovani –, ma anche sull’aspetto editoriale che precede la pubblicazione di un testo e su tanto, tanto altro. Tra una lezione e l’altra, poi, siamo stati noi a cimentarci nella produzione di racconti e recensioni originali. Nella settimana di PCTO in presenza, compresa tra gli scorsi 21 e 25 febbraio, le lezioni si sono svolte tra i banchi della nostra aula e, nonostante sia stata per noi una settimana “lavorativa” con incontri dalla mattina fino al pomeriggio inoltrato, concordiamo tutti su quanto sia stato stimolante tornare a lavorare in gruppo guardandoci negliocchi e non attraverso uno schermo.
E adesso, giunti quasi alla fine di questo arricchente percorso, non vediamo l’ora che l’Editore “Il
Seme Bianco” pubblichi il libro che vede protagonisti tutti noi e i racconti individuali o di gruppo
scritti nel corso dell’anno. Alcuni speriamo riescano a strapparvi una risata, altri una lacrima, altri
un’espressione di sgomento… insomma, non vi annoierete!
Il progetto terminerà il 6 giugno alle ore 14:30 con la presentazione del libro presso la nostra
scuola, il Liceo Ginnasio T. Tasso.
Per concludere, ci teniamo a ringraziare tutti coloro che ci hanno guidati nel progetto tra pagine di libri, confronti e scambi tra generazioni, stimolando la nostra creatività e avvicinandoci ancora di più al mondo della scrittura. Vi aspettiamo in libreria!

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Sulla bellezza dei libri sbagliati

Un articolo per gli amici di Ediciclo e in generale, sulla bellezza degli errori. Intanto Il Kung Fu della lingua …https://www.betti.it/product/il-kung-fu-della-lingua-2/

La bellezza
di un libro
“sbagliato”

di Massimiliano Bellavista
Ediciclo sfrutta un refuso
a suo vantaggio, in un libro
che esalta la natura

Nel nostro mondo, ci sono errori dappertutto, e il mondo delle parole e dei libri non può certo fare eccezione: persino nella prima edizione della nostra Costituzione si trovano refusi (ne abbiamo anche parlato qui), come del resto nelle prime versioni a stampa della Bibbia.
Se ci sono errori in questo tipo di testi, sorvegliatissimi, non dovrebbe sorprendere che la cosa capiti anche nel mondo editoriale, anche presso quegli editori medi e piccoli italiani, e sono tanti, che della qualità materiale di ciò che immettono sul mercato fanno il loro vanto alla stressa stregua dell’attenzione ai contenuti letterari. È accaduto anche a Ediciclo, brillante e dinamica realtà editoriale italiana di cui ci siamo recentemente occupati su queste pagine. E siccome la storia è peculiare quanto il libro di cui trattiamo, peculiare ed inscindibile da esso a cominciare dalla veste editoriale, vale la pena parlarne di pari passo.

Una sorpresa (s)gradita
Dopo due fortunati testi quali Del camminare e altre distrazioni. Antologia per viandanti e sognatori del 2017 e Dell’andare in bicicletta e altre divagazioni. Antologia per ciclisti e sognatori del 2020, non è un caso che proprio il 2020, quell’annaccio, eserciti ancora per una volta il suo malevolo influsso anche sul programmato terzo libro della serie, che così bene la completa. Dell’andare in montagna e altre amabili ascensioni. Antologia per escursionisti e sognatori (Ediciclo, pp. 176, € 22,00), curata da Francesca Cosi e Alessandra Repossi, con la Prefazione di Linda Cottino e con le illustrazioni di Giulia Neri, questo bel libro che suggeriamo a tutti, è stato appunto l’involontaria e innocente vittima di un errore. Scrive l’editore, in una pagina apposita del sito: «In casa editrice ci stavamo già pregustando l’uscita della nostra piccola strenna natalizia, quando… aprendo la primissima copia arrivata in redazione “fresca di stampa”, iniziamo a sfogliarla – e l’annusiamo, dobbiamo ammetterlo, ci ficchiamo proprio il naso dentro le pagine, ogni volta che arriva un libro nuovo, come fosse la prima volta – poi apriamo le prime pagine per verificare se tutto torna, se i colori sono giusti, se al tatto è piacevole, finché l’occhio cade sulla parte finale della prefazione. Ci accorgiamo subito che qualcosa non quadra: come mai tutti questi termini legati alla bicicletta? Ma non era un libro sull’andare in montagna? Che strano… Allora giriamo pagina ancora, torniamo indietro e notiamo altri termini legati alla bicicletta come “velocipede”, “ciclisti”, “manubrio”, “due ruote” e poi l’amara scoperta: increduli e un pochino spaesati ci accorgiamo che l’inizio dell’ultimo paragrafo a pagina 9 inizia con una bella lettera minuscola, così: “nobiltà del cavallo alato”. NOOOOOO!».
Insomma, per farla breve accade che in calce alla Prefazione della giornalista Linda Cottino sia rimasto, come un virus insidioso e nascosto allo sguardo anche più attento, un brano della Prefazione della precedente antologia, quella dedicata alla bicicletta e a firma di Marco Pastonesi. Ed ecco che l’editore immagina una via di uscita da questa situazione bella, creativa ed efficace quanto il contenuto del libro.

Un piccolo errore dentro un ottimo libro
Spesso, spessissimo nelle recensioni non ci si cura per niente del fatto che prima di tutto il libro ha una sua materialità. Ben lo si comincia a capire oggigiorno, in un periodo di rarefazione di lettori e lettrici, e ce ne siamo occupati anche di recente dedicando un articolo a Testo, fiera libraria fiorentina dedicata al libro e in special modo al prodotto librario/editoriale: il libro è prima di tutto un prodotto, un prodotto complesso e articolato. E allora un bel volume comincia anche da questo: in primis un’attraente veste grafica, e il libro di cui parliamo ce l’ha, poi una bella copertina e delle incisive illustrazioni, e qui non mancano proprio e… un errore che subito lo trasforma in un oggetto da collezione. Quale migliore esempio dell’importanza della materialità di un libro? «Dopo tanto discutere in redazione – lo ristampiamo? lo mandiamo al macero? lo teniamo così? beh dopotutto al libro non manca nulla, semmai ha qualcosa in più – abbiamo deciso che non sarebbe stato giusto nei confronti del pianeta sprecare 850 kg di carta dato che tanta ne era servita per questa prima edizione. Così, dopo aver consultato alcuni addetti ai lavori e aver ascoltato le loro preziose opinioni, abbiamo deciso che il volume sarebbe stato comunque distribuito così com’è, unico nel suo essere imperfetto». E secondo noi gli autori e l’editore hanno avuto perfettamente ragione a dire questo. Del fatto se ne sono occupati in tanti, conosciamo qualcuno che il libro lo ha ordinato per conservarlo nella sua confezione, dove è riportato per mezzo di un adesivo rimovibile questo episodio e il suo messaggio potente di unicità, come se si trattasse di un Gronchi rosa, di un oggetto da collezione. Insomma, in una parola, evviva il libro che sopravvive agli errori, anzi li trasforma in valore!
D’altronde cos’altro come l’errore può contribuire meglio della versione corretta a rendere memorabile un passo, una storia o un concetto: se l’errore materiale può rendere un libro rarissimo, l’errore editoriale può essere addirittura fonte di ispirazione. Si potrebbe dire che l’errore gioca in letteratura il ruolo che la mutazione genetica gioca nel Dna e che in fondo la selezione naturale la opera il lettore, stabilendo ciò che da errore diviene genialità e normalità e ciò che invece si perde nell’oblio.
La storia è piena di questi episodi curiosi, che vi invitiamo senza meno ad approfondire: a cominciare dall’illustre Robinson Crusoe (dove di errori ce ne sono molti e assai famosi ma questo non altera la bellezza dell’opera) l’errore è parte insopprimibile e quasi necessaria di molti celebri volumi e del loro fascino, tanto che si potrebbe scrivere una storia dell’errore letterario (non sarebbe tempo sprecato).

Una bella antologia
Il volume dal punto di vista dei contenuti ha vari meriti: cominciamo senza dubbio dai tre racconti inediti, pubblicati per la prima volta in Italia di George Sand, Mark Twain e Mary E. Wilkins Freeman. Potremmo anche citare il merito indubbio di aver saputo rivitalizzare e nobilitare in modo originale il concetto di antologia.
Inoltre il libro rappresenta l’ennesima dimostrazione del fascino della letteratura che parla di viaggi e di contemplazione della natura. È la montagna, in tutte le sue declinazioni materiali o immaginarie, la vera protagonista di questo volume che permette al lettore di arrampicarsi sulle vette più alte in cordata con i più grandi autori della narrativa internazionale da Emilio Salgari a Alexandre Dumas, da Jack London a Victor Hugo. Ogni ascensione letteraria è caratterizzata da uno stile, una testimonianza, un personaggio che graffia sensibilità e sentimenti del lettore, giocando su tutte le corde, anche quelle dell’ironia.
Insomma un testo da raccomandare per chi vuole essere in sintonia con la natura in tutti i sensi, anche in quello non trascurabile e spiritualmente appagante di aver contribuito a salvaguardare l’ambiente evitando che un errore “uccidesse” un libro trasformandolo in una triste quasi tonnellata di rifiuti da smaltire.

Massimiliano Bellavista

(www.bottegascriptamanent.it, anno XVI, n. 175, aprile 2022)

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Esce Il Kung Fu della lingua

Dopo un annetto buono di lavoro ecco un qualcosa, credo, di veramente nuovo sul mercato. I n ogni caso risponde, speriamo, alle richieste che ci arrivavano dal campo, cioè dagli utenti dei corsi che facciamo in giro per l’Italia.

Tra l’altro ringrazio l’Editore anche perchè si tratta di un libro, cosiddetto, ‘esteso‘, ovvero pubblicato con logiche moderne al di là degli stessi contenuti, ad esempio con componenti mutimediali accessibili tramite i vari QR Code, una landing page sul sito dell’editore stesso e contenuti aggiuntivi aggiornati mensilmente. Ma si tratta, se si vuole, anche di un vero corso di scrittura ed eloquenza, con la possibilità di vedersi pubblicati gli scritti migliori.

Insomma crediamo un ottimo rapporto costi/benefici per cui se potete, compratelo! O meglio pazientate ancora qualche giorno perchè è in fase di ditribuzione cartacea e digitale proprio adesso.

http://www.toscanalibri.it/it/shop/il-kung-fu-della-lingua_7756.html

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Equilibrium in giro per le presentazioni: il mondo della letteratura bilingue e la sua grande utilità.

Fase italiana del giro di presentazioni (essendo il libro bilingue) di EQUILIBRIUM (https://massimilianobellavista.wordpress.com/2022/02/17/equilibrium-iniziano-le-presentazioni-nelle-scuole-e-non-per-chi-fosse-interessato/)

Alcuni appuntamenti, eccetto quelli nelle scuole che non sono pubblici, a Como e Bergamo tanto per cominciare. Se interessati ad appuntamenti, chiamate o scrivete a bellmaxi@tin.it o all’Editore

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La guerra in città, la guerra nelle parole: Żadan,Nikitin,Gogol’.

Il 29 p.v. toccheremo aspetti di cui si parla poco. Ma che rappresentano anch’essi uno dei risvolti di questa tremenda situazione. C’è una guerra che si gioca e si dipana anche tra parole e pagine lettterarie. Ci sono scrittori in pericolo, scrittori contesi tra culture, scrittori lacerati nella loro anima e nel loro vissuto quotidiano. Grazie a chi ha voluto organizzare. Se volete, partecipate.

Ucraina: la guerra nelle città e le parole della pace. Incontro con Massimiliano Bellavista e Mirko Tondi

Siena il 25/03/2022 – Redazione

Scriveva Dostoevskij in Memorie del sottosuolo: “Dunque l’uomo ama costruire e tracciare strade, è pacifico. Ma da che viene che ami appassionatamente anche la distruzione e il caos?”. La domanda si ripropone drammaticamente oggi, ad un mese dall’inizio della guerra in Ucraina i cui esiti segneranno comunque nuovi assetti geopolitici. Toscanalibri ritiene opportuno riflettere su questo frangente della storia e lo farà nel modo che più le è proprio, attraverso la letteratura. Per come la parola scritta testimoni sempre – talvolta anticipandoli – i mutamenti storici. Ne riveli contraddizioni, verità, menzogne, idee, sentimenti, aspirazioni. Per come la parola possa giungere a pacificare, a salvare. Perciò martedì 29 marzo alle 18,30 è stato organizzato un incontro in diretta streaming, sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di Toscanalibri, sul tema “Ucraina: la guerra nelle città e le parole della pace”. Nell’occasione Massimiliano Bellavista e Mirko Tondi, moderati da Luigi Oliveto, metteranno a confronto le esperienze letterarie di scrittori contemporanei ucraini, russi e italiani.

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Alcuni eventi. In attesa di alcuni libri che usciranno presto..

E mentre si prepara qualche novità di rilievo sul fronte narrativa e e su quello della saggistica devo ringraziare gli organizzatori degli eventi (qui sotto alcuni) che mi stanno coinvolgendo sui temi della narrativa breve ( Punto Triplo e dintorni) e su quello della poesia ( La poesia è morta e altri versi). Sono, saranno veramente tante le occasioni di incontro e questo non può fare che piacere. Queste due nei prossimi giorni.

16 mar­zo, alle ore 18.30 – In­ter­vi­sta al­l’au­to­re: ospi­te lo scrit­to­re e gior­na­li­sta fio­ren­ti­no Mir­ko Ton­di, che pre­sen­te­rà il suo ro­man­zo “Era l’11 set­tem­bre” (NPS Edi­zio­ni), un’o­ri­gi­na­le e in­ti­mi­sti­ca ri­vi­si­ta­zio­ne del gior­no che scon­vol­se il mon­do. Con­du­co­no Ales­sio Del Deb­bio, pre­si­den­te di “Nati per scri­ve­re”, Lu­cia­na Vo­lan­te, vi­ce­pre­si­den­tes­sa, e Mas­si­mi­lia­no Bel­la­vi­sta, scrit­to­re.  (https://www.giornalelora.it/torna-la-rassegna-letteraria-culturalmentre-il-programma-di-marzo-della-web-tv-di-nati-per-scrivere/)

Parole, passi, sogni. Lettori in viaggio – l’iniziativa organizzata in collaborazione con gli amici de I libri di Mompracem torna dall’8 al 10 aprile in provincia di Modena, ospite questa volta del comune di Marano sul Panaro, per un altro festival che, in semplicità e in amicizia, intende provare a condividere parole, idee, progetti. 

Uguali sono anche molte delle passioni e degli interessi che animeranno questa due giorni: l’Appennino e i cammini che l’attraversano, il valore sociale dellalettura e degli spazi collettivi che promuovono cultura, la voglia di fare rete. Inviteremo tanti amici scrittori, artisti, viaggiatori, e insieme a loro circoli e gruppi di lettura, editori, librai. 

Ma a Marano intendiamo arricchire in due modi il nostro programma: con almeno due incontri nelle scuole dedicati al viaggio e alla narrazione dei luoghi; e con almeno un’iniziativa – ispirata dai pezzi di Muro di Berlino conservati accanto all’Auditorium – dedicati ai muri, ai confini, ai ponti. Questo anche come lancio del festival dei confini organizzato da Bottega Errante, editore friulano e nostro partner insieme all’editore toscano Betti, che a giugno organizzerà il primo festival dei confini.

Il programma provvisorio

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Fare Testo

Per fare un libro
ci vuole il Testo
A Firenze un nuovo tipo
di evento dedicato all’editoria
di Massimiliano Bellavista
Un Testo val bene una fila. È questo che devono essersi dette le molte persone che si sono viste incolonnarsi, sferzate dal maltempo di queste giornate siberiane, per partecipare a Testo [Come si diventa un libro].
È questo il titolo dell’evento che, dal 25 al 27 febbraio, la Stazione Leopolda di Firenze ha ospitato con notevole successo di pubblico. Il salone del libro che espressamente si dichiara dedicato a chi è innamorato dei libri: ovvero autori, editori e lettori. È stato organizzato da Stazione Leopolda e Pitti Immagine, ideato da Todo Modo, con il patrocinio e la collaborazione di Comune di Firenze e Regione Toscana.
Il mondo editoriale, reduce dall’effetto combinato di una crisi lunga e articolata e della morsa macroeconomica di eventi globali come la pandemia, è certamente in difficoltà. Non possono fare eccezione tutti quegli eventi, saloni inclusi, che si propongono di diffondere il verbo della cultura e del libro nella nostra società. Impresa difficile, per cui si è provato di tutto, dalla spettacolarizzazione (a volte eccessiva) degli eventi all’iniezione di tecnologia con i festival online. Il problema dei problemi è sempre lo stesso: dare voce alla miriade di prodotti e case editrici, selezionando qualità e prodotti editoriali di spessore con cui avvicinare il convitato di pietra: il lettore. O meglio, il non lettore, visto che, numeri alla mano, in Italia converrebbe proprio rivolgersi a questa categoria, ovvero coloro che sono fuori di quella sparuta minoranza di persone che leggono meno di un libro all’anno e così facendo, riempiranno il primo scaffale della loro libreria per l’età della pensione.

Una mano tesa al lettore e al non lettore (ma curioso)
L’ambiente gioca la sua parte e certamente ciò che colpisce è un’ambientazione insolita per un evento di questo tipo che ammicca a impressioni non solo culturali ma prima di tutto sensoriali. La porta è una copertina, che si varca per immergersi tra le navate della Leopolda tra sentori di carta e inchiostro. L’impegno sul concept, a cominciare dalla grafica e dai loghi, c’è e si vede.
Il libro è un prodotto, e come il marketing insegna, ha un suo ciclo di vita. Questo non banalizza la cultura e non toglie valore quasi eterno a un classico o a una cinquecentina, così come a un’edizione di pregio. Dice solo che dietro al libro ci sono aziende, di servizi e di produzione, che devono crescere, investire, difendere i posti di lavoro, generare profitto. E allora perché non rendere tutto ciò palese? Negli eleganti spazi di Testo viene riprodotto il ciclo di vita di un libro attraverso un percorso in sette stazioni.
Manoscritto, Risvolto, Traduzione, Segno, Racconto, Libreria e Lettore. Questa in sintesi l’intuizione dell’evento. Ognuna delle stazioni vanta capistazione di lusso, addetti ai lavori di grande esperienza, in grado di coinvolgere chi partecipa agli eventi, tutti gratuiti. Idealmente sette sono le stazioni che rappresentano la vita di un prodotto editoriale, una fase della vita del libro. E perché queste non siano le stazioni di una Via Crucis, devono giustamente essere conosciute da tutti. In primis il lettore, ma anche tanti sedicenti scrittori, per i quali il percorso elide a piè pari gli sforzi editoriali, le lacrime e sangue dell’editing, a va dal Manoscritto, di per sé perfetto e intoccabile, alle mani voraci di folle giubilanti e festanti di lettori. Ed è spesso con questo genere di “clienti” che agenti, editori, editor e comunicatori si trovano ad avere a che fare.
Si è dato spazio, giustamente, anche alle immagini e alla grafica, che non sono affatto in competizione con il testo ma sono anzi agenti e catalizzatori della sua efficacia e diffusione. Si inserisce in questo contesto l’evento “Scrivere con le immagini” presso l’Arena Olivetti che ha visto l’intervento di Oliviero Toscani.
Del resto se si vuole stimolare la curiosità dei “non lettori”, cioè dei non consumatori del prodotto librario, è giusto partire dal materiale per arrivare all’immaginario. Il libro, è stato detto, è oggetto tridimensionale e non dovrà scandalizzare se, esattamente come accade a certi bibliofili, potrebbe essere considerato e attrattivo per aspetti esteriori, legati per esempio alla sua materialità, alla qualità della sua veste editoriale e grafica.
Si è trattato quindi di un’iniziativa piuttosto ardita e originale nel suo genere che ha aggiunto al suo ambizioso programma di svelare al lettore il dietro le quinte di ciò che compra e legge un’attenta selezione di titoli e novità letterarie nazionali e internazionali, da Eshkol Nevo, Jan Brokken e Guadalupe Nettel, senza dimenticare i numerosi autori italiani: Fabio Bacà, Stefano Bartezzaghi, Massimo Carlotto, Daniele Mencarelli, Paolo Nori, Marco Peano, Veronica Raimo, Vanni Santoni, Nadia Terranova, Chiara Valerio.
A tutto questo si aggiunge una bella e nutrita esposizione di testi e libri di punta d di oltre sessanta case editrici, da Bompiani alle piccole realtà specializzate, come Le Lettere, Forma edizioni, Ediciclo editore, 66thand2nd e molte altre.

I laboratori per entrare tra gli addetti ai lavori
Ciò che colpisce è anche altro, ovvero il voler avvicinare il lettore o potenziale tale solleticando anche la sua aspirazione ad essere a sua volta un produttore di testi. Di qualità si intende. In questa direzione vanno i laboratori che hanno popolato l’iniziativa, cercando per esempio di gettare nuova luce e rendere meno scontato il concetto di scrittura creativa (i partecipanti, armati di carta, penna e pc hanno cercato di scrivere e descrivere, smontando, segmentando, revisionando le proprie storie, cancellando le parti noiose, arricchendo con la fantasia quelle avvincenti, e poi rimontandole), oppure quello di redazione. In questo senso, il relativo laboratorio si è concentrato su idee e possibilità legate alle nuove forme dell’editoria contemporanea e i partecipanti hanno potuto affrontare le diverse fasi del processo, dall’editing all’impaginazione dei contenuti.
Non sono mancati naturalmente anche gli eventi più tradizionali, dalle presentazioni librarie agli incontri con gli autori, ma il tutto senza dubbio è stato organizzato in una cornice che aveva ambizioni ben diverse e ben più ampie. Giusto in questo senso anche lo sguardo al passato recente, con momenti dedicati ad autori scomparsi recentemente, come Celati e Del Giudice, uno dei migliori scrittori del secondo Novecento, che è stato giustamente definito “l’uomo sottile”.
Ci auguriamo che tentativi come Testo continuino ad animare il panorama culturale italiano.

Massimiliano Bellavista

(direfarescrivere, anno XVIII, n. 194, marzo 2022)
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Fuoco

Un tempo tutti gli uomini guardavano le stelle. Così era scritto.

In un tempo ancora più antico, poiché il tempo non ha fine, le stelle splendevano ma gli uomini non potevano vederle. Tuttavia, avvertivano la presenza della luce e soffrivano di non poterle osservare. Così Dio dette loro gli occhi per vederle. Diò stabilì che le stelle avessero il cielo e gli uomini la terra, e che nessuno dei due poteva avvicinarsi all’altro varcando la curva dell’orizzonte.

Un giorno una stella che voleva splendere più delle altre cadde sulla terra e generò un fuoco.

Mentre tutti i suoi simili fuggivano, un uomo si avvicinò con curiosità e afferrò un ramo ardente. Si accorse presto che il fuoco respirava e si nutriva come gli uomini. Lo portò dove viveva e da allora il fuoco non si spense. L’uomo lo vegliò e istruì alcuni suoi simili perché lo nutrissero, e lo sorvegliassero di notte. Ben presto essi lo fecero entrare nelle loro case, lo portarono nei loro bivacchi. Coloro che lo vegliavano furono sempre più numerosi e i custodi del fuoco poco a poco non guardarono più le stelle, ma il fuoco stesso. I loro occhi erano aperti solo per il fuoco.  E anche il fuoco li scaldò, li vegliò e imparò poco alla volta a conoscere le loro voci, a riconoscere i loro pensieri, a lusingarli con la sua forza.

Tuttavia, c’erano uomini che non erano interessati al fuoco. Costoro guardavano ancora le stelle. Tra gli uomini che guardavano le stelle e quelli che guardavano il fuoco c’era un grande odio, perché non si riconoscevano più come uguali, anche se mangiavano della stessa terra e bevevano delle stesse sorgenti. Poiché parevano interessati solo a ciò che accadeva in cielo, gli uomini del fuoco li consideravano inferiori e li chiamavano schiavi delle stelle. Ma non si fermarono alle parole.

Così un giorno gli uomini del fuoco attaccarono e uccisero tutti gli uomini delle stelle, eccetto uno, noto per la sua grande saggezza, che fu conservato in vita, sulla cima di una montagna.

Poi venne presto un’altra guerra, poiché gli uomini del fuoco, non avendo più nemici si divisero in tribù e si attaccavano tra di loro, ogni volta con un diverso pretesto. Di volta in volta, le varie tribù sostenevano di essere i primi ad averlo custodito, o addirittura di averlo inventato, o di saperlo usare meglio degli altri, ciò che forniva loro il diritto di decidere chi potesse usarlo e chi ne fosse escluso.  Venne la guerra eppure sapevano che, essendo ormai tutti armati del fuoco, nessuno di loro sarebbe sopravvissuto e la foresta, e la pianura, e le montagne tutte sarebbero state distrutte senza rimedio. Molti morirono e vi fu grande dolore, e i sopravvissuti si rivolsero al saggio, all’ultimo uomo delle stelle, chiedendogli se conoscesse un modo per far cessare la guerra, se per far questo sarebbe bastato spegnere tutti i loro fuochi e tornare a guardare le stelle.

Ma il vecchio disse loro che era troppo tardi. Per troppo tempo, avete marciato col fuoco e vene siete fidati. Adesso il fuoco è ovunque, il suo fumo certe notti mi impedisce persino di intravedere le stelle. Anche se ora lo spegneste, il fuoco è nei vostri cuori, lo vedo nei vostri occhi.

Risposero che il fuoco era utile, che il fuoco era necessario, che in ogni caso non se ne poteva più fare a meno. E gli fecero osservare che anche lui, davanti alla sua casa, ne aveva appena acceso uno, grandissimo.

Il vecchio confermò che era vero. Avete ragione. Come ogni guerra, che è necessaria solo a sé stessa, il fuoco è necessario. Il fuoco è vostro figlio. Si alzò e poco prima di gettarvisi dentro disse loro infatti vi sopravvivrà.

Xavier Ilya Calosimos

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Equilibrium: iniziano le presentazioni (nelle scuole e non). Per chi fosse interessato…

Iniziamo le presentazioni

Per chi fosse interessato bellmaxi@tin.it

Qui due estratti audio del libro, per cui ringrazio gli attori e in particolar modo Gaia Bastreghi; sotto le le indicazioni per l’acquisto (anche Amazon e The Great British Bookshop).

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OPPURE..

https://it.viceversapublishing.co.uk/product-page/equilibrium-l-equilibrio-massimiliano-bellavista

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The dark side (of the mind)?

http://www.bottegascriptamanent.it/?modulo=Articolo&id=2502&idedizione=188
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Il lato oscuro
del cervello

di Massimiliano Bellavista
Una storia quasi
distopica ma reale
per Adelphi edizioni

Si parla spesso di accoglienza. Di accettazione. Di cambiamento. Facendo forza sui nostri istinti e spesso sul nostro egoismo, a volte riusciamo abbastanza felicemente ad aprirci al nuovo e al diverso. Ma cosa succede se si sposta il punto di vista al nostro interno? Fabio Bacà nel suo romanzo Nova (Adelphi edizioni, pp. 279, € 19,00) cerca di dircelo con un elegante miscuglio di tinte gotiche e di ironia. Ciò che emerge è in sostanza che il nostro cervello è un po’ come la luna, finisce che ne vediamo e ne apprezziamo sempre il lato illuminato, scordandoci del resto. Ma il resto c’è, eccome, e ben se ne accorge Davide, mite, stimato neurochirurgo e padre di famiglia, quando si imbatte in Diego, che sarà il suo nuovo, misterioso, maestro di vita.
«Dio ha creato il mondo con la violenza. L’universo si è espanso nel nulla in virtù della pura violenza. Le nostre anime sono state salvate da un atto di violenza». Diego sembra all’inizio un personaggio appena sbozzato, dal comportamento prevedibile e scontato, quasi un giustiziere. Ma poi le cose si vanno complicando perché è Davide stesso a rendersi conto che è il suo mondo borghese a essere prevedibile e scontato, un paese dei campanelli che ha espulso la violenza dai suoi orizzonti. Ma nel mondo reale esistono i pazzi, i maniaci, i capi sadici e i vicini aggressivi e il nostro lato oscuro ci rende simili a pentole a pressione pronte a esplodere all’improvviso: la nostra violenza nei loro confronti non è affatto morta, è lì, viva e vitale e l’alternativa è solo tra l’ignorarla o l’acquisirne consapevolezza e controllo. Nessuna delle due strade è priva di rischi: cosa fare se in un locale molestano tua moglie? Davide rimane paralizzato e poi traumatizzato dal peso della sua vigliaccheria, Diego invece sfodera un coltello e inchioda al muro l’aggressore con assoluta naturalezza.

Un tema non nuovo ma ben giocato e narrato
La questione non è affatto nuova. In fin dei conti il protagonista Davide condivide l’illusione di Prospero ne La tempesta shakespeariana, ovvero la convinzione di aver dominato la natura e aver posto ogni cosa sotto il suo controllo; ma per ogni Prospero, Stevenson ci insegna che c’è un Jekyll, e occorre venirci a patti per non fare la fine di Atlantide, come ce la racconta Platone nei suoi dialoghi.
Il patto luciferino che Diego propone al protagonista parte da alcune tesi, quasi un manifesto, con cui Diego non manca di indottrinare Davide. «La società moderna reprime gli istinti che non comprende o che non le fanno comodo. Inibisce l’aggressività individuale perché ritiene che confligga con l’idea di civiltà. Gesù è vissuto duemila anni fa: la sua morte violenta ha redento i nostri peccati. Abbiamo decantato la parabola del martirio di tutti i suoi contenuti edificanti, dimenticando che è stata la cruda violenza a restituirci il significato di quel sacrificio».
Diego è senza dubbio crudamente affascinante, e l’attrazione di Davide per il suo maestro a tratti non sembra solo razionale e istintuale, ma anche sensuale. In questo contesto l’autore è bravo a descrivere il magnetismo crescente tra questi due individui con formule e tecniche narrative affatto scontate. Proprio questa dinamica finisce per conferire spessore e verosimiglianza ai due personaggi nonché qualità a tutto il romanzo, facendo da contraltare a certi passi che a tratti tendono invece a essere troppo astratti e didascalici.
Oltre allo stile, è poi il gioco di rimandi e citazioni disseminate nel testo a divertire.

Pensare alla morte
Che fa Davide quando si sveglia? « A cosa pensa un uomo appena si sveglia? Cosa gli recapita la connivenza di inconscio e realtà? […] Probabilmente riflette su di sé, o sulla donna che gli dorme accanto. Forse pensa ai figli. […] Davide no. Davide pensa alla morte». Il pensiero di morte per Davide gioca due ruoli, uno evidente, l’altro non detto. Davide pensa alla morte come a uno spegnimento di problemi, o piuttosto a una loro sterilizzazione indolore. I pensieri legati ai problemi sul lavoro, a quelli familiari con sua moglie Barbara, salutista vegana e logopedista, e col figlio Tommaso, adolescente solitario, alle prese con i primi amorazzi giovanili; quelli sono il livello superficiale. Ma letterariamente la morte è spesso messaggera di cambiamento radicale nell’esistenza del protagonista.
Un altro che pensava alla morte era Pereira. Così inizia il romanzo di Tabucchi, analogamente a quello di Bacà. Pereira, il direttore della pagina culturale del Lisboa, un modesto giornale locale del pomeriggio, all’inizio del romanzo si trova in redazione a riflettere sulla morte. Il che non è assolutamente una novità per lui. La morte per Pereira è un pensiero ricorrente, anzi, un interrogativo a cui bisogna trovare risposta, magari interagendo con qualcuno che ama la vita. E come Pereira muterà radicalmente la sua esistenza grazie all’ incontro con Monteiro Rossi, così Davide cambierà abbracciando il lato oscuro e istintuale della vita proposto da Diego.
«Dominare la violenza o esserne dominati. Toglietemi di dosso l’epitelio della civiltà fino a esporre il sembiante scorticato del mio vero io. Non sono più solo un medico seduto al capezzale di un ragazzo. Sono il figlio prediletto della foresta e del fiume». Ma il cambiamento non ha mai fine e il finale in fondo è un finale ambiguo e aperto. Buona lettura.

Massimiliano Bellavista

(www.bottegascriptamanent.it, anno XVI, n. 173, febbraio 2022)

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Anatomia di un racconto fa…10

A Settembre avevamo parlato di Stig Dagerman , per il numero 9. La decima puntata di Anatomia di un racconto, a cura di Mirko Tondi ( QUI I PRECEDENTI NUMERI Nr 1, Nr 2, Nr 3,  Nr 4, Nr 5;Nr 6 ; Nr 7; Nr 8; Nr 9) ci parla di uno scrittore assai interessante, dotato di un’ironia del tutto particolare e anche di una capacità unica di destreggiarsi tra reale, fantastico e autofinzione.Etgar Keret (1967) è uno scrittore israeliano di notevole successo, tradotto in decine di Paesi, e in Italia. Autore di racconti brevi e sceneggiature, il suo stile è inconfondibile.

Le pagine che Mirko gli ha dedicato sono molto interessanti . Il racconto a cui fa riferimento si trova qui sotto. Sfido chiunque, anche non scrittore, che abbia dovuto comunque confrontarsi con il mondo della scrittura a dire di non aver guardato almeno una volta, con un misto di rabbia e impotenza, alla mitica città delle idee perdute. Su una cosa però non sono del tutto daccordo con Keret. Suggerisco comunque di andare sempre in giro con un piccolo taccuino (a proposito, l’etimologia di questa parola è molto interessante) e una matita al seguito. Molto meglio del telefono, anche perchè non sempre l’idea fuggente si manifesta in forma di parole…

Anatomia di un racconto – La città delle idee perdute

Etgar Keret ormai ci ha abituati alle sue storie lampo, alla base delle quali risiedono idee semplici e geniali allo stesso tempo. Il tutto funziona perfettamente in un meccanismo preciso, nell’arco di poche pagine, anche soltanto due o tre, e spesso ne rimane un senso profondo, che – come già detto in una precedente occasione citando le parole di Cortazar – “va molto oltre il piccolo e talvolta miserabile aneddoto che racconta”. Negli anni lo abbiamo imparato a conoscere con raccolte come All’improvviso bussano alla porta, Sette anni di felicità e Le tettine della diciottenne. Ma qualche volta un suo racconto ci viene concesso durante la lettura di riviste e inserti culturali, come quello di cui parliamo oggi, La città delle idee perdute, pubblicato su La Lettura nel numero di domenica 12 dicembre 2021 (nel 2019 invece venne anticipata un’altra sua brillante short story, La penultima volta che mi spararono da un cannone, tratto da Un intoppo ai limiti della galassia). Tre colonnine in fondo alla pagina per un piccolo gioiello, una vicenda come tante in realtà, uno scrittore che dimentica l’idea per una storia, eppure così significativa, persino universale.

La dedica iniziale recita così, ed è già un indizio: “In memoria di tutte le grandi idee che non sono mai diventate storie”. Si comincia da un evento letterario al quale Keret è stato invitato (come in molti suoi racconti, realistici o fantastici che siano, c’è lui stesso al centro della scena). Siamo a Milano, nel cuore della città. Nelle prime righe pare di stare in uno di quei sogni dove siamo in mezzo alla folla e domina il senso di inadeguatezza, infatti il nostro protagonista ci comunica che “delle duecento persone presenti sembravo l’unico a indossare una maglietta non stirata e dei pantaloni sgualciti”. Un attimo dopo, mentre sta per salire sul palco, Keret inciampa in maniera goffa producendo un rumore che richiama l’intera sala. Si rialza alla svelta e si avvicina alla sua poltrona, ma l’episodio difatti gli ha procurato un certo imbarazzo. Proprio in questo momento però gli balza in testa “una meravigliosa idea per un racconto”, come un’epifania nascosta tra le pieghe del mondo. Fosse stato in un’altra situazione, non ci sarebbe voluto molto a tirar fuori il telefono e ad annotare lo spunto. Ma in quel caso l’autore non azzarda, è convinto che già l’episodio della caduta lo abbia presentato in un modo non proprio impeccabile. L’idea la trascriverà una volta terminato l’incontro, è questo ciò che pensa. Dopo un’ora e un quarto di intervista, però, quella traccia folgorante è svanita.

Che un’idea si perda nel nulla può essere accaduto a tutti. Quando accade agli scrittori, è un po’ come una creatura non nata; forse non sarebbe cresciuta lo stesso, rimanendo per sempre a un livello embrionale nella mente del suo possibile autore, ma almeno ci sarebbe stata, lì, a disposizione, per essere eventualmente sviluppata. In questo caso invece no, è andata, finita nel deposito gigantesco delle idee smarrite. Chissà che qualcuno, magari il suo legittimo proprietario, non la reclami in futuro.

Ed ecco il periodo chiave del racconto: “Se c’è una cosa che tutte queste idee perdute hanno in comune, è che erano le migliori che avessi mai avuto. O almeno è così che le ricordo. Per quanto possa sembrare strano, non ho mai dimenticato un’idea mediocre o scadente: quelle si fissano per sempre in fondo alla mia mente. Sono solo quelle veramente buone che svaniscono nell’oblio.” Da qui – come spesso accade nelle sue storie, in conseguenza di un fatto banale, quasi insignificante –  partono riflessioni esistenziali di Keret, sul suo paese, sulla morte, sul dolore. E una frase che racchiude la verità del racconto: “Le piangiamo perché, a differenza delle idee che sviluppiamo e nutriamo per anni, quelle che dimentichiamo sono prive di difetti e carenze, offrono il potenziale della perfezione.” L’ultimo pezzetto, catartico e ineccepibile, lo lascio alla vostra lettura, casomai vi capiti di recuperare questo racconto da qualche parte. Ma quello che abbiamo detto finora basta e avanza – se così vogliamo fare un accostamento più generale alle nostre vite – per ragionare su ciò che abbiamo perso e su ciò che, invece, abbiamo conservato. Per scoprire che poi, può darsi, la perdita non sia che un’opportunità come un’altra insita nella natura umana. Ci troviamo a rimuginare su qualcosa che non c’è più, sguazzando addirittura nell’ossessione di recuperarla; intanto il bolide della vita ci scorre accanto veloce, e lo guardiamo come dal finestrino di un passeggero in autostrada. Forse quella città delle idee perdute, laggiù nella vallata, possiamo osservarla da lontano, resistere al fascino delle sue luci abbacinanti, e a un certo punto voltare le spalle per tornarsene a casa.

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Esce Equilibrium

Equilibrium esce nei prossimi giorni .

Una cosa di cui sono davvero molto felice e orgoglioso.

Ringrazio i molti che hanno creduto e collaborato a questa bella avventura (cui seguiranno altre traduzioni) che permette di leggere in inglese una storia cui tengo molto.Valentina Rossini e Gabriel Rowland in primis, e gli illustratori di questo bel volume.

Il libro non è solo bello, è anche un esperimento.

I libri bilingue sono in circolazione da tempo, ma sembra che la loro utilità nei luoghi dove avviene l’apprendimento di una lingua straniera sia ancora in qualche modo sottovalutata.

È anche vero che ci sono diversi libri bilingue, per bambini e adulti,  che sono stati prodotti senza tener conto di alcuni dettagli importanti, che se applicati, renderebbero questi tipi di pubblicazioni più attraenti e fondamentalmente utili al loro scopo.

Perché lo scopo fondamentale di una storia in versione bilingue, se prodotta con cura e attenzione, è quello di portare il lettore a confrontarsi con la lingua straniera che sta apprendendo evitando lo sforzo mentale che solitamente si crea quando ci si confronta con il solo testo straniero.

La natura “a specchio” del libro bilingue aumenta, anziché diminuire, l’oppotunità di “assorbire” in contesto e in complesso, termini ed espressioni che potrebbero semplicemente sfuggire leggendo solo il testo in lingua straniera.

Per questo è essenziale tradurre il testo originale avvicinandoci il più possibile ad esso, evitando però qualsiasi forzatura della lingua (che significa: scegliere la traduzione letterale di una frase o espressione, facendola suonare innaturale perché non usata nella lingua tradotta), e dove proprio è necessario, per esempio con termini o espressioni intraducibili, inserire note di spiegazione.

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Recensio a Roma e Siena. Nuove scuole e un articolo

E mentre a Roma al Liceo Tasso il progetto ‘Libri allo specchio’, gemello di Recensio, sta andando alla grande, oggi abbiamo aggiunto alla lista anche l’ Istituto di Istruzione Superiore Tito Sarrocchi. E’ stato bello e impegnativo far partire il progetto di lettura e scrittura con i ragazzi, che ringrazio per l’attenzione dimostratami. Intanto il Premio Asimov, ad un mese dalla scadenza, ha già raggiunto ben 9000 studenti iscritti

Per quanto rigiuarda l’Asimov,questo ol calendario degli incontri organizzati e che si possono seguire sul canale del Premio stesso ( https://www.youtube.com/c/PremioAsimov) :

17 gennaio Marco Ciardi ospite del Liceo Scientifico “Filippo Masci” di Chieti, evento curato da Federica Odorisio;
18 gennaio Agnese Collino ospite del Liceo Scientifico “Albert Einstein” di Teramo, evento curato da Emilia Marchitto;
19 gennaio Licia Troisi ospite del Convitto Nazionale “Domenico Cotugno” annesso Liceo Classico di L’Aquila, evento curato da Grazia Di Lorito.
20 gennaio Paul Sen ospite del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Pescara, evento curato da Rosa Zollo;

Nel frattempo è uscito anche questo articolo.

Storia (a cura di La Redazione) . A.XVI, n. 172, gennaio 2022

La storia veradi un crimine “inventato”
di Massimiliano Bellavista
I turbamenti di una piccola comunità in un angolo nascosto di Francia

E chi l’ha detto che solo una storia inventata, ben congegnata possa fare di un libro un autentico noir? Eppure basta leggere la cronaca per capire che la realtà spesso mette la freccia e supera di slancio anche la fantasia più spinta. È noto il rapporto quasi simbiotico tra alcuni grandi scrittori del genere e la cronaca nera: Camilleri, Simenon su tutti, che la cronaca la masticava e rimasticava fino a tirarne fuori l’essenziale umano, per trattare un crimine inventati a misura di realtà, per evitare nel lettore una “crisi di rigetto”, contrastata da una robusta iniezione di credibilità e verità. Del resto se il crimine è pretesto per indagare la natura umana, è del tutto ovvio che possa accadere anche l’opposto.
La giornalista francese Florence Aubenas ha investito sette anni di ricerca per operare questa simbiosi, nel suo Lo sconosciuto delle poste (Feltrinelli, pp. 240, € 17,00). Perché la realtà, oltre che fonte di autenticità è anche un’altra cosa: è complessa. E davvero molto complessa è la concatenazione di fatti e che inizia la mattina del 19 dicembre 2008 a Montréal-la-Cluse, un borgo francese al confine con la Svizzera.
Catherine Burgod, quarantenne, incinta, impiegata postale viene trovata uccisa con ventotto coltellate nel suo piccolo ufficio. Dalla cassaforte sono spariti poco meno di 3.000 euro. L’ufficio, nel cuore del paese, si affaccia su una via stretta e ha un’unica entrata: eppure nessuno ha visto né sentito niente.
La comunità è sufficientemente piccola affinché, in più riprese, tutti vengano ascoltati dalle forze dell’ordine. E qui ci sono pagine che colpiranno il lettore, anche per lo stile brillante e coinvolgente, a cominciare da quelle che descrivono la maldestra opera d’indagine che ci mette più tempo del dovuto ad escludere l’ovvio candidato ad assumere il ruolo del colpevole, ovvero il (quasi) ex marito. Nella vita reale del resto, quando c’è bisogno difficilmente spunta un Hercule Poirot disponibile a sciogliere tutti i nodi, piuttosto si tratta di investigatori (e avvocati) di provincia, spesso assai più preoccupati di non fare brutta figura coi colleghi di città e con la stampa che di pianificare scientificamente un’indagine. «L’ipotesi del dramma passionale si scontra con un elemento inconfutabile: il Futuro Ex è totalmente innocente. Nel suo bestiario privato, un esperto lo classifica nella specie dei miracolati della scienza. Trent’anni fa, seppure innocente, quasi sicuramente sarebbe finito davanti a una Corte d’assise e – chissà ? – forse si sarebbe trovato nella specie decisamente meno piacevole degli errori giudiziari. Tuttavia, in pochi decenni, la Scientifica è diventata un elemento essenziale della macchina giudiziaria. Nelle poste piccole sono state scoperti alcuni indizi, soprattutto genetici, in punti strategici della scena del crimine. […] Ora, quell’impronta genetica non appartiene al Futuro Ex né ai suoi familiari. La perquisizione a casa sua non ha dato esiti, il test con il Bluestar nemmeno. Dopo un mese l’inchiesta a Montréal-la-Cluse è in caduta libera».

Una verità stritolata negli ingranaggi della giustizia
Sembra di leggere il Gide dei Fatti di Cronaca o piuttosto de Il caso Redureau. Solo che c’è una differenza non trascurabile: in quest’ultimo caso il protagonista è un ragazzo intelligente, che ha conseguito il diploma e di cui nessuno ha mai avuto a lamentarsi di lui, né i suoi datori di lavoro, né i compagni, né tantomeno la gente del paese. Di lui tutti sanno che non ha mai manifestato cattivi istinti, non è litigioso e non si è mai mostrato crudele con gli animali. Nel libro di Aubenas invece la situazione è esattamente invertita: entra in scena, è proprio il caso di dirlo, Gérald Thomassin, un attore, giovanissimo vincitore di un premio César come promessa del cinema, già interprete di una ventina di film prima di cadere in disgrazia. È lui, fannullone alcolizzato e piantagrane, con la sua banda di emarginati, a divenire presto agli occhi degli inquirenti il colpevole ideale. Del resto è qualcuno che ciondola in paese senza scopo. Uno straniero che nessuno conosce e che si è fermato in luogo dove «Alla stazione, i treni passano senza fermarsi».
La sua vita è una parabola: scelto dal cinema perché volto “vero” della periferia e specchio dell’emarginazione, dopo la notorietà emarginato ritorna. Ma un emarginato sui generis, che solo una grande penna poteva rendere in tutte le sue sfaccettature. Quando si parla di lui, il noir subisce una metamorfosi e diventa romanzo a pieno titolo un romanzo di una vita scritto assai bene, con la giusta dose d’emozione, di tragicità e anche di ironia caustica. «Fino alla morte di sua madre, Thomassin si è sempre arrangiato per trovare un riparo, spesso a casa delle donne. Le incontra nel mondo che frequenta in quel momento, il cinema o la galera, assistente di scena o assistente sociale».

Una fine spiazzante
Sarà Thomassin il colpevole, o qualcuno che si cela nell’ombra, in dettagli apparentemente insignificanti di cui la realtà, non i romanzi, è piena?
La prima regola è non svelare mai il finale. Ma qui potremmo anche farlo, e davvero non ruberemmo nulla al lettore, proprio perché il volume ha una sua dignità letteraria che va oltre la costruzione tipica del noir e dell’indagine giornalistica. La figura di Raymond Burgod, il padre della vittima, su tutte, è degna di menzione. Sarebbe facile cadere nel melenso o nel banale, ma non è questo il caso. L’uomo, roso dal dolore ma anche dall’impotenza acuita dal suo passato di influenza sociale e di vicinanza al potere, anima tutto il libro con la sua irrequietezza, la sua crescente tragica consapevolezza, accompagnata da una vecchiaia sempre più pesante da sopportare, di quanto un mondo fino a poco prima perfettamente chiaro prevedibile possa in realtà essere oscuro e spietato. «Raymond Burgod ha l’impressione che la mente lo tradisca, che lembi di memoria svaniscano. Si passa la mano trai capelli che il parrucchiere ha lasciato un po’ più lunghi sulle orecchie, un dito appena “come quando ero giovane”. Non riesce a credere che sua figlia sia stata uccisa da qualcuno che non aveva niente a che fare con lei. Un perfetto sconosciuto».
Un libro degno di nota e assolutamente da non perdere, degno del miglior Emmanuel Carrère.

Massimiliano Bellavista

(www.bottegascriptamanent.it, anno XVI, n. 172, gennaio 2022)

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IL 10 Gennaio alle Oblate a Firenze

Sfidiamo tutte le difficoltà del grave momento parlando di qualcosa di cui abbiamo tutti bisogno. L’equilibrio inteso come conquista di una nuova visione e di una maggiore serenità, ma anche di un miglior grado di comprensione del cambiamento. La parola, scritta e parlata, non può che aiutarci. Non rinviamo niente. Ringrazio le Oblate e il Comune di Firenze per questa opportunità. E ovviamente Max Arcangeli. Ho voluto fortemente parlare di letteratura breve come terminale e allo stesso tempo catalizzatore del cambiamento e del raggiiungimento di un successivo equilibrio. Ho voluto fortemente essere accompagnato in questa avventura da due amici e da due ottimi scrittori come Paolo Ciampi e Mirko Tondi.

Venite se potete: la letteratura e anche il solo parlarne è davvero un ottimo antivirale per l’anima e contro la paura.

10 gennaio 2022
Ore: 17:00
Biblioteca delle Oblate

EQUI-LIBRI, narrazione breve, lettura e scrittura in un mondo che cambia

Tre autori si confrontano sull’anatomia della narrazione breve e sul senso della parola scritta in un mondo che cambia. In una coinvolgente carrellata che è essa stessa un racconto si spazia tra autori più e meno noti di caratura nazionale e internazionale intersecando i generi del racconto, della sceneggiatura e della canzone.

Intervengono: Massimiliano Bellavista docente e scrittore, Mirko Tondi insegnante e scrittore, Paolo Ciampi giornalista, saggista e scrittore. Inziativa a cura dell’Associazione La parola che non muore

La partecipazione è gratuita su prenotazione dal 20 del mese precedente. Per informazioni e prenotazioni contattare la biblioteca al numero 0552616523 oppure scrivere a bibliotecadelleoblate@comune.fi.it

L’accesso in Biblioteca è consentito esclusivamente agli utenti possessori del GREEN PASS RAFFORZATO e di un documento di identità, agli utenti di età inferiore ai dodici anni e ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale.

Per partecipare agli eventi nelle Biblioteche è necessario indossare mascherine di tipo FFP2. 

Per permettere le operazioni di registrazione all’iniziativa si richiede di arrivare 15 minuti prima dell’inizio dell’evento. Per accedere alla biblioteca è necessario utilizzare la mascherina protettiva che copra naso e bocca e dopo aver disinfettato le mani con soluzioni idroalcoliche. La mascherina andrà indossata per tutta la durata dell’iniziativa.

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Una bella giornata al MAB con gli studenti premiati per Leone X

PAPA LEONE X: una bellissima giornata inaugurale quella dello scorso 28 Dicembre con le scuole  medie, il ‘Leone Furioso’ e il Convegno su Leone X

il 1° dicembre di quest’anno 2021, cade il cinquecentenario della morte del primo Papa Medici della storia, Leone X che, per l’appunto, con Castellina in Chianti, ha un legame importantissimo.

L’associazione “Amici di Palazzo Bianciardi aps”, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Castellina in Chianti e la collaborazione del Centro Commerciale Naturale Della Castellina, ha creato, intorno a questa storia straordinaria, un evento per animare il Paese per buona parte del mese di dicembre in previsione di diventare un appuntamento ricorrente dal prossimo anno.

Per tutto il periodo, a richiesta e su prenotazione, sarà possibile visitare la camera dove alloggiò Papa Leone X e la collezione privata a Palazzo Bianciardi.

I ristoratori di Castellina in Chianti proporranno Piatti e Menù rinascimentali in tutti i ristoranti ed il Museo Archeologico del Chianti resterà aperto da sabato 4 a mercoledì 8 Dicembre. Sono coinvolti gli esercizi commerciali del Centro Storico di Castellina in Chiantic che parteciperanno all’iniziativa.

Il Pomeriggio ha visto la premiazione del Concorso, destinato agli studenti delle scuole medie, sulla figura di Leone X. I risultati sono stati sorprendenti. Tema del contest ideato dal Responsabile tecnico del MAB Massimiliano Bellavista, era la riattualizzazione della figura di questo personaggio storico così controverso, utilizzando disegni e opere tridimensionali.

Gli studenti dalla scuola Scuola Media Renato Fucini di Monteroni d’Arbia, ben 75 studenti delle classi terze sezioni A B C guidati dalle docenti Professoresse Chiara Tambani e Daniela Maggipinto, hanno presentato degli elaborati di grandi interesse.

Durante la cerimonia di premiazione alla presenza di una loro delegazione, tenutasi presso il MAB, Gaia Bastreghi, Responsabile del MAB e l’Assessore alla Cultura del Comune di Castellina in Chianti Dottoressa Viviani hanno evidenziato il valore delle opere, che forniscono una rilettura curiosa e originale non solo del profilo di Leone X ma anche degli oggetti e dei simboli tipici della vita di un Papa del Rinascimento. Significative al riguardo le opere tridimensionali che reinterpretano le reliquie, di cui il MAB è molto ricco, e quelle che, con l’uso di mascherine cucite e colorate, hanno fedelmente riprodotto la mozzetta e la papalina di Leone X. È seguito un rinfresco offerto dal MAB per gli studenti, gli insegnanti e le loro famiglie.

Le opere degli studenti vincitori saranno a disposizione dei visitatori durante tutta la durata della manifestazione.

A seguire, presso la Casa dei progetti, si è letto il ‘Leone Furioso’, opera semiseria di Massimiliano Bellavista stampata con il patrocinio del Comune di Castellina in Chianti, con lo scopo di raccontare in chiave romanzata ma fedele il soggiorno di Papa Leone x a Castellina.

Il convegno di apertura sulla figura di Leone Xmoderato da Gaia Bastreghi, Responsabile progetto MAB-Presidente Associazione Amici Palazzo Bianciardi ha poi cercato, grazie ai relatori, di contestualizzare storicamente la figura di Leone X ma anche la profondità e vastità dei suoi interessi, con un approfondimento sulla figura di Leone l’Africano, al secolo al-Ḥasan ibn Muḥammad al-Wazzan al-Fāṣī, insigne geografo ed esploratore berbero, catturato nel 1518 da corsari vicino all’isola di Creta. Fu portato a Roma e inizialmente imprigionato a Castel Sant’Angelo. Poco tempo dopo Papa Leone X, impressionato dal suo sapere e dalla sua cultura lo accolse con grande calore e interesse e presto egli divenne un preziosissimo amico e collaboratore del Pontefice, capace di soddisfare la sua sete di conoscenza e indirizzare la sua politica riguardo a quel mondo arabo e africano di cui allora così poco si sapeva e che al più era percepito solo come una minaccia.

Vista la partecipazione e l’interesse suscitato dalla prima giornata questo non può che essere un buon auspicio per i prossimi eventi in calendario, che continueranno fino al 12 Dicembre.

PROGRAMMA DELLE PROSSIME GIORNATE:

Weekend dell’Immacolata 3-4 e 5 dicembre

Fett’unta e degustazione d’olio nuovo a cura dei Ristoratori del Centro Storico

Sabato 11 dicembre al Circolo Italia

Ore 19.00 Apericena Solidale organizzato dal Gruppo Fratres Donatori di Sangue

Domenica 12 dicembre

Ore 18.00 Concerto della Società Filarmonica di Castellina in Chianti

Informazioni e prenotazioni: Ufficio Turistico di Castellina in Chianti 0577741392 oppure: MAB – Museo Archivio Bianciardi  www.mab-it.org

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Seconda edizione del Concorso della Città di San Giovanni Valdarno “O’pport’unità”

Archiviata la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, adesso conta quello che si fa tutti i giorni, quando i riflettori mediatici si attenuano.E’ proprio lì che si può fare la differenza. E quello che ha fatto e fa la Consulta per le Pari Opportunità del Comune di San Giovanni Valdarno, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale è veramente un gesto importante. Già l’anno scorso ne è uscito un evento molto seguito e molto partecipato, e quest’anno si replica. Lieto e onorato di sostenere il progetto!

Seconda edizione del Concorso della Città di San Giovanni Valdarno “O’pport’unità”. Per l’anno 2021 sarà possibile partecipare anche con opere figurative: disegno, pittura, fumetto e fotografia. Il tema del concorso è la “LIBERTÁ”.
La scadenza per l’invio delle opere è fissata al 31 gennaio 2022 esse potranno pervenire a partire
dalla data del 25 novembre p.v. Tutte le informazioni ed i moduli per partecipare sono pubblicati
sulla pagina dedicata: https://www.comunesgv.it/consulta-comunale-pari-opportunita/
Il progetto è in collaborazione con Pro Loco Sgv, Associazione Liberarte, Comitato 8 marzo-
25novembre, Setteponti Edizioni.

Qui trovate Bando, Regolamento e Modulo di Partecipazione

Il giorno 26 novembre 2021 presso Palomar – Casa Della Cultura di San Giovanni Valdarno alle ore 17.30 si svolgerà l’incontro LA VIOLENZA NDELLA PANDEMIA in collaborazione con Associazione Pronto Donna di Arezzo. Dopo i saluti istituzionali dell’amministrazione comunale, interverranno:
Avv. Piera Santoro Vicepresidente CAV Associazione Pronto Donna Arezzo, Dott.ssa Elisa Serafini
Direttrice CAV Associazione Pronto Donna Arezzo, Dott.ssa Laura Del Veneziano psicologa e
Presidente della Consulta Pari Opportunità di SGV, Dott.ssa Francesca Salvini psicologa e
psicoterapeuta, Vicepresidente della Cooperativa LiberaMente Onlus – CAV Pavia (in videocall).
Modera Laura Occhini docente dell’Università di Siena.

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Leone X in scena al MAB per le prossime 2 settimane

(Voglio ringraziare personalmente gli studenti e le Prof. Chiara Tambani e Daniela Maggipinto (e ovviamente la Dirigente Maria Donata Tardio) della Scuola Media Renato Fucini di Monteroni d’Arbia, Scuola vincitrice del concorso ‘Leone X‘, per il fantastico lavoro svolto sulla reinterpretazione e la riattualizzazione di questo complesso personaggio storico).

PAPA LEONE X celebrazione del cinquecentenario della morte

Da domenica 28 novembre a domenica 12 dicembre a Castellina in Chianti con il Patrocinio del Comune di Castellina in Chianti

il 1° dicembre di quest’anno 2021, cade il cinquecentenario della morte del primo Papa Medici della storia, Leone X che, per l’appunto, con Castellina in Chianti, ha un legame importantissimo. Alla presenza del Presidente Eugenio Giani la manifestazione sarà inaugurata Domenica 28 Novembre.

Questo Papa, in uno storico spostamento da Roma a Firenze nel novembre del 1515, prima di entrare trionfalmente a Firenze, soggiornò, con tutta la sua variopinta corte, a Castellina in Chianti dove fu ospitato a Palazzo Bianciardi e, in segno di gratitudine (e a futura memoria di un evento tanto straordinario), lasciò che il Palazzo si fregiasse del suo stemma.

Papa Leone X, al secolo Giovanni di Lorenzo de’ Medici (Firenze, 11 dicembre 1475 – Roma, 1º dicembre 1521), è stato Papa dal 1513 alla sua morte. Amante del bello, portò alla Corte pontificia lo splendore e i fasti tipici della cultura delle corti rinascimentali. Figura controversa, giocò un ruolo fondamentale nell’Europa del tempo. Fu capace di riportare al potere i Medici a Firenze dopo lunghi anni di esilio; durante il suo papato a causa della vicenda della vendita delle indulgenze a pellegrini e fedeli nacque la scintilla che mosse il monaco agostiniano Martin Lutero a criticare tale commercio dando di fatto inizio alla Riforma protestante.

L’associazione “Amici di Palazzo Bianciardi aps”, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Castellina in Chianti e la collaborazione del Centro Commerciale Naturale Della Castellina, ha creato, intorno a questa storia straordinaria, un evento per animare il Paese per buona parte del mese di dicembre in previsione di diventare un appuntamento ricorrente dal prossimo anno. Durante l’evento sarà dibattuta la figura di Leone X e il suo influsso sul territorio. Gli studenti delle scuole medie convolte nel Premio ‘Leone X’, indetto in concomitanza con la manifestazione, si sono invece occupati di riattualizzare e interpretare la sua figura e gli oggetti e i simboli tipici della vita di un Papa del Rinascimento in chiave moderna tramite opere artistiche e installazioni tridimensionali. Le opere degli studenti vincitori saranno a disposizione dei visitatori durante tutta la durata della manifestazione.

Per tutto il periodo, a richiesta e su prenotazione, sarà possibile visitare la camera dove alloggiò Papa Leone X e la collezione privata a Palazzo Bianciardi.

I ristoratori di Castellina in Chianti proporranno Piatti e Menù rinascimentali in tutti i ristoranti ed il Museo Archeologico del Chianti resterà aperto da sabato 4 a mercoledì 8 Dicembre. Sono coinvolti gli esercizi commerciali del Centro Storico di Castellina in Chiantic che parteciperanno all’iniziativa.

PROGRAMMA:

Domenica 28 novembre alla Casa dei Progetti

Ore 16.00

Premiazione della Scuola vincitrice del concorso: “Cinquecentenario della morte di LEONE X”, Scuola Media Renato Fucini di Monteroni d’Arbia alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Castellina in Chianti Dottoressa Viviani.

Lettura del racconto ‘ Il Leone Furioso’.

Ore 18.00

Convegno di apertura sulla figura di Leone X: moderano Gaia Bastreghi Bianciardi, Responsabile progetto MAB-Presidente Associazione Amici Palazzo Bianciardi, Massimiliano BellavistaCoordinatore tecnico e organizzativo del progetto MAB.

Interviene il Presidente della Regione Toscana Giani.

Weekend dell’Immacolata 3-4 e 5 dicembre

Fett’unta e degustazione d’olio nuovo a cura dei Ristoratori del Centro Storico

Sabato 11 dicembre al Circolo Italia

Ore 19.00 Apericena Solidale organizzato dal Gruppo Fratres Donatori di Sangue

Domenica 12 dicembre

Ore 18.00 Concerto della Società Filarmonica di Castellina in Chianti

Informazioni e prenotazioni: Ufficio Turistico di Castellina in Chianti 0577741392 oppure: MAB – Museo Archivio Bianciardi  www.mab-it.org

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Vie Brevi, un lancio riuscito. Ecco il regolamento

Ringrazio tutti gli ospiti del Festival, Massimo Arcangeli, Diego De Palma per la bellissima riuscita e l’eco che Vie Brevi sta avendo

https://www.lanazione.it/siena/cronaca/per-vie-brevi-vincono-studentesse-senesi-1.7025054

kkkk

A Firenze si respira un’aria nuova…

Le vie brevi della letteratura del futuro: nasce il Premio Letterario “Per vie brevi”

Firenze, 15 novembre 2021

Una nuova piattaforma nazionale a disposizione di giovani, scuole e studenti per la valorizzazione della espressione letteraria giovanile e la promozione delle forme narrative brevi. Durante “Parole in Cammino – Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia – Visioni. Dante, la Notte della lingua italiana, i nuovi linguaggi”, che si è concluso Sabato 13 Novembre si sono svolte le premiazioni delle vincitrici del contest lanciato ad Ottobre nell’edizione senese di “Parole in Cammino 2021” e che ha posto le basi per la creazione del nuovo premio nazionale ‘PER VIE BREVI 2022’

Il Festival, prima edizione Fiorentina che ha ospitato la consegna dei Premi Visioni assegnati ad Antonio Scurati e a giovani talenti italiani nel campo dello studio e dell’imprenditoria digitale e sociale, ha visto una notevole presenza di giovani provenienti dalle scuole secondarie superiori italiane.

Vincitrici del Concorso “Per vie brevi 2021” tre brillanti studentesse.

Ludovica Fei e Margherita Rolla hanno utilizzato pienamente le potenzialità del racconto breve nel trattare in modo immediato e toccante un tema difficile che colpisce tanti giovani, quello dell’anoressia, sapendo dare al contempo un messaggio di ottimismo e speranza in questi tempi difficili.

Margherita Caramanico ha invece utilizzato il racconto breve per dipingere un viaggio interiore bellissimo che illustra le potenzialità della diversità  e quelle della scuola come fattore indispensabile di crescita dei ragazzi che si affacciano alla vita sociale e professionale  dopo quasi due anni di lock down.

A premiare le vincitrici Elisa Colella, Presidente della Rete Nazionale dei Licei Classici. La Dirigente ha sottolineato come “sia importante il supporto degli insegnanti e come sia importante andare oltre l’insegnamento, oltre la disciplina. I ragazzi vanno ascoltati e saputi guidare l’esigenza propria dei singoli ragazzi, più intima cercando di dar voce al loro sentimenti”.

A seguire è avvenuto il lancio del premio letterario nazionale “Per Vie Brevi”

Dopo cinque anni di lavoro con il progetto ‘Recensio’ in giro per l’Italia con classi, professori e studenti di tutte le età e indirizzi di studio il progetto ha avvicinato migliaia di studenti al mondo della lettura e dell’espressione letteraria, con risultati didattici tangibili.  Da questa esperienza, tuttora in corso, e da un’idea di Massimiliano Bellavista (thenakedpitcher.com) supportata da Diego Palma de “La Voce della Scuola Live”, nasce un concorso letterario nazionale, in collaborazione con l’associazione “La Parola che non muore”, unico nel suo genere: il premio “Per vie brevi”.

Per Vie brevi non è un concorso come gli altri, proprio perché in effetti NON è un concorso. Prima di tutto vuole essere un gioco e una porta di accesso messa a disposizione dei giovani al fantastico mondo della narrazione e della letteratura. Lo dimostra il suo regolamento (vedi sotto) che si legge in un attimo. Non premia un primo e non lascia indietro nessuno, valorizzando l’espressione di tutti.  Per Vie brevi non è un premio accademico ma nasce “dal basso”, cioè direttamente dal lavoro fatto nelle scuole con i giovani (e focalizzato sulla lettura) e dalle loro stesse richieste ed interessi, prima ancora che sulle tecniche di scrittura e dalla semplice constatazione che il migliore e più immediato modo di condividere una storia e di parlare di letteratura è rappresentato proprio dalla micro-narrazione. I racconti brevi sono un genere con cui tutti prima o poi si sono misurati (scrittori importanti e lettori appassionati), e per molti il genere ha rappresentato un ponte verso opere e letture ogni volta più ambiziose. Inoltre il racconto breve (per una lunghezza fissata qui in un massimo di 250 parole) è molto gradito al mondo giovanile, anche se non trova ancora in Italia un adeguato spazio editoriale.  

Per Vie Brevi, ancora, non è solo un premio letterario nazionale ma anche un premio itinerante, secondo un format che potrà realizzarne edizioni abbinate ai festival promossi in tutta Italia dall’Associazione ‘La parola che non muore’. Il premio è riservato ai ragazzi dai 13 ai 20 anni. Per maggiori informazioni scrivere a premio@perviebrevi.it.  Il regolamento del premio è disponibile sul sito www.thenakedpitcher.com e www.lavocedellascuolalive.it

Contatti: Segreteria organizzativa del premio tel. 3356148685

Questo è il semplice Regolamento del Premio

REGOLAMENTO 

Art. 1 Il Premio Letterario Per vie brevi è riservato ai ragazzi dai 13 ai 20 anni residenti.

La sezione è unica e riguarda i racconti brevi che non superino le 250 parole.

I premi sono costituiti rigorosamente da libri e dalla pubblicazione dei migliori racconti online, eventualmente in e-book e in pubblicazioni cartacee.

Art. 2 Si può partecipare al concorso con una o più opere. Non ci sono limiti. I racconti devono essere firmati e provvisti di un titolo. Saper dare un titolo a un breve è importante, spesso costituisce parte integrante del fascino di una micro-narrazione.

Art. 3 Non è prevista alcuna quota di partecipazione. 

Art. 4 Gli elaborati inediti devono essere inviati, in formato pdf allegata balla mail, a: premio@perviebrevi.it  firmati, quando possibile e pertinente comprensivi della indicazione della scuola di provenienza e del docente di riferimento. Nella stessa mail, inserire una breve dichiarazione da cui risulti: – la dichiarazione che il testo è inedito e la paternità dell’opera; – l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi della normativa vigente (GDPR. Regolamento 679-2016); – l’indicazione precisa dei propri dati (nome, cognome, indirizzo completo di C.A.P., Comune e Provincia, telefono).

Art. 5 Una Giuria presieduta dagli organizzatori proff. Massimiliano Bellavista e Diego Palma e composta anche da personalità del mondo della cultura, insegnanti e studenti, esaminerà le opere e selezionerà quelle più meritevoli.  Non ci saranno anacronistiche classifiche e quindi nessun vincitore assoluto, ma solo una selezione di autori premiati

Art. 6 Il giudizio della Giuria è insindacabile e inappellabile. 

Art. 7 La scadenza del Concorso è prevista per il 28-02-2022; per l’invio delle opere farà fede la notifica della mail.

Art. 8 La cerimonia di premiazione si svolgerà con le modalità e durante gli eventi che saranno tempestivamente segnalate ai vincitori dall’organizzazione. Una eventuale variazione della data ufficiale di premiazione verrà tempestivamente comunicata agli autori finalisti. 

Art. 9 Il ritiro del premio deve avvenire in presenza, perché gli autori selezionati saranno chiamati di volta in volta a condividere, leggere e commentare le proprie opere, e non semplicemente a ricevere un riconoscimento.  Per Vie Brevi prima ancora che un premio, è un gioco, e per giocare occorre interagire

Art. 10 Ai sensi della normativa vigente sulla tutela dei dati personali (Regolamento (Ue) 2016/679), il trattamento degli stessi, cui si garantisce la massima riservatezza, è effettuato esclusivamente ai fini inerenti il Concorso cui si partecipa; tali dati non verranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo. 

Art. 11 La partecipazione al concorso implica la completa accettazione del relativo regolamento. La mancata osservanza di una sola delle clausole del bando comporterà l’automatica esclusione.

Art. 12 Il contenuto delle opere è assolutamente libero, purché si tratti di un racconto breve: chiaramente la libertà dell’autore finisce dove la stessa danneggi la libertà, l’onorabilità e la reputazione altrui. Per fare buona letteratura occorre costruire e non distruggere, mirare al bello e non alla bassezza.  Le parole usate devono ispirare altri giovani, suscitare emozioni, includere e non escludere.

Art. 13 Gli organizzatori declinano ogni responsabilità per eventuali casi di plagio, che saranno eventualmente risolti in sedi e con mezzi estranei al concorso stesso.

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Una nuova opportunità: parte il premio nazionale PER VIE BREVI 2021/2022

Sono molto felice: dal 13 Novembre parte il più grande premio per i racconti brevi in Italia. Uno spazio grande e tutto nuovo per i giovani tra i 13 e i 20 anni di tutte le scuole (e non)

Cinque anni di lavoro con il progetto ‘Recensio’ in giro per l’Italia con classi, professori e studenti di tutte le età e indirizzi di studio hanno avvicinato migliaia di studenti al mondo della lettura e dell’espressione letteraria, con risultati didattici tangibili.  Da questa esperienza, tuttora in corso, e da un’idea di Massimiliano Bellavista (thenakedpitcher.com) e Diego Palma de “La Voce della Scuola Live”, nasce un concorso letterario nazionale, in collaborazione con l’associazione “La Parola che non muore”, unico nel suo genere: il premio “Per vie brevi”.

Il nuovo concept di premio letterario sarà presentato a Firenze, sabato 13 novembre, alla Fondazione Zeffirelli, nella serata conclusiva di ‘Parole in cammino – Il Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia’ (in programma dall’11 al 13 novembre). Alla serata interverranno tra gli altri Antonio Scurati, Barbara De Rossi e Lorenzo Andreaggi.

Per Vie brevi non è un concorso come gli altri. Prima di tutto vuole essere un gioco e una porta di accesso messa a disposizione dei giovani al fantastico mondo della narrazione e della letteratura.  Per Vie brevi non è un premio accademico ma nasce “dal basso”, cioè direttamente dal lavoro fatto nelle scuole con i giovani (e focalizzato sulla lettura) e dalle loro stesse richieste ed interessi, prima ancora che sulle tecniche di scrittura e dalla semplice constatazione che il migliore e più immediato modo di condividere una storia e di parlare di letteratura è rappresentato proprio dalla micro-narrazione. I racconti brevi sono un genere con cui tutti prima o poi si sono misurati (scrittori importanti e lettori appassionati), e per molti il genere ha rappresentato un ponte verso opere e letture ogni volta più ambiziose. Inoltre il racconto breve (per una lunghezza fissata qui in un massimo di 250 parole) è molto gradito al mondo giovanile, anche se non trova ancora in Italia un adeguato spazio editoriale.  

Per Vie Brevi, ancora, non è solo un premio letterario nazionale ma anche un premio itinerante, secondo un format che potrà realizzarne edizioni abbinate ai festival promossi in tutta Italia dall’Associazione ‘La parola che non muore’. Il premio è riservato ai ragazzi dai 13 ai 20 anni. Per maggiori informazioni scrivere a premio@perviebrevi.it.  Il regolamento del premio è disponibile sul sito www.thenakedpitcher.com e www.lavocedellascuolalive.it

Contatti: Segreteria organizzativa del premio tel. 3356148685

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Festival di Firenze: il 13 sera con Scurati alla Fondazione Zeffirelli premieremo i ragazzi di ‘Per vie Brevi’

Dopo la premiazione dei finalisti di Siena dello scorso Ottobre, ecco adesso il super finale a Firenze. Ne abbiamo fatta di strada! I Ragazzi premiati saranno due, o meglio due i racconti: un primo premio assoluto e un premio speciale della Giuria. In quella sede riguardo al Premio sui racconti brevi faremo un annuncio davvero speciale!!!! Ci saranno Barbara De Rossi e Antonio Scurati. Siete i benvenuti

(PS Saremo alla Fondazione Zeffirelli, nella Sala della Musica. Sono rimasti pochissimi posti che finiranno sicuramente entro questa settimana)

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La scuola secondo D’Errico. Una recensione

Il ritratto di una scuola
ostaggio di sé stessa
e della società contemporanea
D’Errico e i problemi didattici
in un saggio per Armando
di Massimiliano Bellavista
I problemi della nostra scuola sono sotto gli occhi di tutti. La Dad (Didattica a distanza) e la pandemia non hanno fatto che estremizzarli, ma la scuola italiana ansimava ancor prima che fosse costretta a correre dall’emergenza. Studenti stressati e demotivati, politici ignoranti e disorientati, famiglie indifferenti e poco informate, insegnanti scarsamente aggiornati e soprattutto delegittimati (mentre in Giappone i docenti sono gli unici a non doversi inchinare dinanzi all’imperatore).
Il punto di vista di Stefano d’Errico, autore de La scuola rapita. Il Covid e la Dad. Il disastro educativo italiano (Armando editore, pp. 630, € 25,00) è chiaro ed è esattamente sovrapponibile a quello che fu di Italo Calvino: «Un Paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perché le risorse mancano, o i costi sono eccessivi. Un Paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere».
C’è da chiedersi come si sia arrivati a questo punto, e l’autore risponde puntualmente, con argomentazioni fin troppo dettagliate. Si tratta di più di 600 pagine che consentono di attraversare con rinnovata consapevolezza oltre sessanta anni di storia italiana dalle riforme degli anni Sessanta e Settanta fino alle conseguenze dei recenti tsunami riformistici (autonomia scolastica, riforme Moratti e Gelmini, legge sulla Buona scuola e via discorrendo).
Leggendo le pagine di questo notevole volume, la sintesi che si può trarre è che valga la ben nota metafora della rana bollita: vale a dire che una rana messa nell’acqua già calda scapperebbe, ma una che va in pentola con l’acqua fredda, tende a non accorgersi che essa si scalda a poco a poco. Fuor di metafora è quello che dice Pino Aprile nella sua Introduzione: «Ogni dettaglio è premessa di un maggior danno, tanto da dare senso compiuto al titolo: la demolizione della nostra scuola, già una delle migliori del mondo, non può esser conseguenza episodica di troppi incapaci, presuntuosi e ignoranti al vertice del ministero che la guida, ma l’esecuzione di un progetto, di cui quella sequenza di guastatori è solo uno dei meri esecutori».

Più cinese e meno greco
Il problema fondamentale è che oggigiorno la scuola odia sé stessa, e a scorrere le pagine di questo interessante volume, sembra diventata una fucina di idee bislacche e contraddizioni. Eppure è anche la stessa scuola che proprio mentre si sta scrivendo questo articolo ha consentito a una persona come Giorgio Parisi di conquistare il premio Nobel per la fisica. «Un Paese “normale” può lasciare da circa 30 anni (ovvero da quando esistono standard di legge) almeno l’80% delle proprie scuole fuori norma rispetto ad elementari regole di sicurezza? Nei 5 anni che vanno dal 2014 al 2019, nelle scuole italiane s’è verificato in media un crollo ogni 4 giorni. Che senso aveva colpire con continue controriforme la miglior scuola elementare del mondo (così certificata dall’Ocse sino al 1990), facendola scendere al sesto posto? È plausibile un liceo scientifico senza il latino (creato dal 2010)? È “normale” proporre per il liceo classico la sostituzione del greco con il cinese?».
Molte domande quindi, ma anche tante risposte. Forse in questo senso i meriti maggiori del libro in questo senso sono due, di cui il primo, di gran lunga più importante, è senza dubbio quello di generare nel lettore una gran voglia di reagire a questo stato di cose. Reazione che, come si nota a più riprese, ha visto molto latitare diversi attori del sistema scolastico a cominciare dalle stesse organizzazioni sindacali. «La vexata quaestio della scuola italiana ha origine nell’impiegatizzazione degli insegnanti. La scuola, in violazione del dettato costituzionale che ne impone da sempre uno status autonomo (tanto che i docenti ancora non sono giuridicamente annoverabili fra i lavoratori subordinati), è divenuta una res grazie alle attenzioni “disinteressate” dei sindacati dei pubblici travet e del settore privato che, di concerto con Confindustria, “vati” ed accademici della formazione, mondo clericale, partiti operaisti e liberisti, l’hanno spersonalizzata facendone mero terreno di conquista».
Il secondo merito è quello di fare proposte concrete per uscire da questa situazione, dall’ultimo anno di scuola dell’infanzia obbligatorio, all’obbligo scolastico esteso fino a 19 anni. Su tutti i numerosi e ragionevoli punti elencati con dovizia di dati e argomentazioni a sostegno si può citare questo breve ma significativo passo: «11) Sostituzione del programma “Invalsi” con sistemi sia di autovalutazione, anche ad interscambio e verifica congiunta da parte delle Scuole dello stesso ordine e grado e con analogo tessuto sociale di riferimento, sia di verifica ispettiva triennale centrale e/o regionale relativamente al conseguimento degli obiettivi datisi dalle Scuole tramite il Ptof, al fine di potenziare gli interventi che hanno ottenuto buoni risultati e modificare o abbandonare gli interventi inefficaci. Sistemi di stimolo e valutazione legati alla tradizione metodologico-didattica del nostro Paese (anziché alla “consuetudine” anglo-sassone, Usa, finnica e scandinava); 12) Messa in sicurezza di tutti gli istituti italiani, ad oggi in regime di deroga, ed in regola per meno del 15%. Assicurazione professionale a carico della parte datoriale per tutti gli operatori scolastici».

Un problema fondamentale: quello delle infrastrutture
Perché citiamo il tema della sicurezza? Perché esso attraversa tutto il libro, segnalando come l’ultima chiamata per la scuola italiana sia senza alcun dubbio costituita da un profondo intervento sulle sue annose carenze infrastrutturali. Certo, emerge con evidenza anche l’esigenza di profondi cambiamenti ai processi di reclutamento e formazione degli insegnanti, di potenti investimenti sulle metodologie e competenze didattiche ma il potenziamento delle infrastrutture e dell’istruzione tecnica è fondamentale e il non essersene mai occupati con serietà e continuità è il principale atto di accusa che questo libro a nostro giudizio vuole lanciare: « O gli “scostamenti” di bilancio “consentiti” dalla Ue e dalla casta politica Ue-dipendente devono sempre essere solo per altri settori, riarmo e mercato delle armi compresi? Peraltro con la manovra presentata per il 2021 si arriverà ad uno scostamento pari almeno al 10,8%. Sanno in che condizioni: è l’edilizia scolastica in Italia? Hanno mai visitato un Istituto tecnico aereonautico alloggiato in un condominio con aule 4×4, dove il simulatore di volo l’hanno visto solo in fotografia? O una scuola media inferiore (uso all’uopo la dicitura del secolo scorso) alloggiata in container da 20 anni, piuttosto che una scuola dell’Infanzia sistemata nei garage di una palazzina le cui saracinesche si affacciano direttamente sulla strada? Lo sanno che devono ancora essere sostituite le scuole chiuse perché sotto le fondamenta le eco-mafie avevano sotterrato rifiuti speciali?». Impressionanti sono poi le considerazioni dell’autore sul continuo stillicidio di istituti chiusi e di aule perse perché l’incuria li rende de facto inutilizzabili.
Una parte consistente del volume è poi dedicata ai recenti avvenimenti pandemici e alla Dad, ma il tutto è trattato con oggettività e sobrietà, perché le problematiche aggiuntive di questi ultimi due anni non sono piovute dal cielo, ma fanno parte di un ciclo vizioso che parte da molto lontano e il libro aiuta a comprenderlo bene.
Un ultimo aspetto da segnalare, estremamente attuale e di cui non si parlerà mai abbastanza, è il fatto che il volume dedichi le sue pagine finali, quelle orientate al futuro, al necessario coinvolgimento di famiglie e studenti. Questi ultimi sono spesso usati solo in maniera ‘decorativa’ dalla politica, quando di fatto proprio in questi ultimi tempi stanno dimostrando, nelle piazze, sui social e coi loro manifesti, una originalità e concretezza di proposte che farebbe molto bene alla scuola.
Come si vede una vastità di argomenti e temi che rende il libro consigliabile e utile anche come fonte documentale per ogni studente, insegnante o anche semplicemente per un cittadino che voglia essere consapevole di un settore così essenziale per il futuro di ogni Stato. A cominciare dal nostro.

Massimiliano Bellavista

(direfarescrivere, anno XVII, n. 190, novembre 2021)
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Il MAB è aperto: Giani presente alla inaugurazione

Comunicato stampa

“MUSEO ARCHIVIO BIANCIARDI”

(Un’imponente collezione privata tutta da scoprire apre le porte a Castellina in Chianti- Alla inaugurazione ha partecipato il Presidente Eugenio Giani)

“Un viaggio nel tempo alla portata di tutti”. Potrebbe essere questa la sintesi della missione del Museo Archivio Bianciardi (MAB), inaugurato oggi in Via delle Volte 36 a Castellina in Chianti alla presenza del Sindaco Marcello Bonechi e del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

Si tratta di un’autentica scoperta, parzialmente ancora in fase di studio, che getta nuova luce sulla storia locale, chiantigiana e non solo. Raramente infatti si può fare in uno spazio espositivo quello che il MAB garantisce al visitatore, ovvero di trovare pressoché intatti e fruibili, anche attraverso l’uso di supporti multimediali e di originali note esplicative che corredano le teche, gli archivi, il patrimonio librario, le lettere, le reliquie e gli oggetti di cui una importante famiglia del territorio ha fruito per oltre cinque secoli, dalla fine del Trecento al Novecento. Non solo, ma tutto questo si trova disponibile proprio nelle stanze e nei luoghi dove questo patrimonio storico e artistico si è formato, ovvero nel cuore di Castellina in Chianti, proprio all’interno di Palazzo Bianciardi. Il Palazzo, la Cappella di famiglia ancora perfettamente integra sono parte integrante del fascino del MAB: proprio nel 1434 la famiglia Bianciardi acquistò il Palazzo dai Ricasoli ed il contratto originale d’acquisto è un esempio dei tesori ancora consultabili nell’archivio.

A questo scopo, coronando in questo modo un lavoro assai lungo e laborioso, tutto finanziato con mezzi propri, gli eredi della famiglia Bianciardi hanno creato l’Associazione Amici di Palazzo Bianciardi.  

 “Sono cresciuta con la consapevolezza del valore di queste carte e di questi preziosi volumi, ma per la prima volta nella mia vita ho sentito che se non li avessi trasformati in qualcosa di vivo nel presente, probabilmente la memoria storica di questo patrimonio sarebbe andata perduta”.

Gaia Bianciardi, Responsabile progetto MAB- Presidente Associazione Amici Palazzo Bianciardi

Ma diamo un po’ di numeri di questa imponente collezione privata da oggi fruibile su appuntamento a chiunque ne faccia richiesta: oltre trecento volumi antichi, alcuni di estrema rarità, un archivio storico che copre oltre cinquecento anni di storia, pergamene che documentano una quantità di atti e in estrema sintesi la vita della famiglia nel territorio da fine Trecento, oltre duecento reliquie integre e ancora corredate dei certificati di autenticità e dei sigilli dell’autorità ecclesiastica.

Il MAB costituirà il punto di partenza per una serie di progetti sul territorio, tutti collegati alla storia racchiusa nei documenti a disposizione ed in sinergia con l’Amministrazione Comunale di Castellina in Chianti ed i privati che ne vorranno far parte.

Un immenso lavoro di censimento e catalogazione, quindi, che è stato possibile anche grazie alla consulenza del Professor Massimiliano Bellavista – Università degli Studi di Siena – che ha seguito Gaia e la sua famiglia durante la manutenzione e il restauro di tutto il patrimonio librario.

 “Abbiamo di fronte un patrimonio di assoluto interesse, sia per la rarità di alcuni volumi e la particolarità degli oggetti e delle reliquie, ma anche, e soprattutto, per il fatto di essere miracolosamente rimasto intatto nel corso dei secoli che pure non hanno risparmiato al territorio eventi tumultuosi e molti danneggiamenti. Storia, arte, legge, economia, medicina, religione, nella collezione esposta al MAB si può entrare in una macchina del tempo in grado di restituirci con estremo realismo e profondità il senso di un periodo storico, degli interessi e delle curiosità che animavano gli uomini e le donne tra Cinquecento e Ottocento “

Massimiliano Bellavista, Coordinatore tecnico e organizzativo del progetto MAB

Il materiale già catalogato costituisce il cuore del MAB, che sorge in un fondo di Palazzo Bianciardi, di proprietà della famiglia, affacciato sulla storica Via Delle Volte disegnata dal Brunelleschi prima e da Giuliano da Sangallo poi.

Il Presidente Giani nel suo intervento ha sottolineato come egli ritenga uno dei compiti primari del suo mandato quello di prodigarsi per proteggere ed aiutare a far conoscere il patrimonio di una Regione ricca di cultura come la Toscana, nel quale certamente rientra la colleziona esposta al MAB. Giani ha inoltre evidenziato che proprio nel 2021, e precisamente il primo Dicembre, si celebrano i 500 anni della morte, avvenuta nel 1521, di Papa Leone X, Giovanni de’ Medici il secondo figlio di Lorenzo il Magnifico La figura di questo Papa, oggi poco conosciuta, è assai peculiare. Raffigurato benedicente nel Salone dei Cinquecento, giocò un ruolo fondamentale nel consolidare il potere della casata nel Cinquecento. Ma soprattutto questo Papa che nel 1517 concedeva le indulgenze ai pellegrini che raggiungessero la “Gerusalemme” di San Vivaldo è lo stesso che in segno di gratitudine per le molte occasioni in cui vi era stato ospitato, lascia il suo stemma (stemma della famiglia Medici) sopra la porta di Palazzo Bianciardi. Lo stesso Leone X con bolla papale conferisce un particolare e unico onore alla Cappella di famiglia: ancora oggi è possibile conferire l’indulgenza plenaria nel giorno di San Francesco (4 di ottobre) e nel giorno del perdono di Assisi (2 agosto). Un ultimo punto che Giani ha portato all’attenzione dei partecipanti è che proprio nel Salone dei Cinquecento sono raffigurati i territori chiantigiani, ovvero quelli stessi territori che dal 2021 sono candidati per l’iscrizione nella lista del patrimonio mondiale culturale e naturale dell’Unesco. E proprio per l’ottenimento di questo importante riconoscimento per il ‘paesaggio culturale del Chianti classico’ sta prodigando i suoi sforzi il Consorzio Vino Chianti Classico, i cui rappresentanti hanno partecipato alla cerimonia di inaugurazione. Il MAB sembra essere un ottimo esempio delle ragioni che supportano e rafforzano questa candidatura. È seguita una visita ai locali del MAB.

Il MAB, da oggi debutta quindi nel mondo culturale come museo online

                                                        http://www.mab-it.org

in attesa di diventare museo a tutti gli effetti una volta ottenuti i finanziamenti necessari.

Nel frattempo la collezione privata può essere visitata su prenotazione.

Il concept del MAB nasce in un anno difficile, il 2020, ma forse proprio per questo è stato ben progettato e ideato in tutti i suoi aspetti come parte di un necessario rilancio turistico del territorio, comprendente anche una destagionalizzazione dei flussi. Due elementi l’hanno caratterizzato fin da subito: una forte interazione con l’Amministrazione Locale, dal primo momento coinvolta nel progetto e molto attenta al suo sviluppo e la collaborazione con l’Università di Siena che consentirà di creare una Start Up dedicata alla gestione ed alla valorizzazione e promozione dei beni culturali, incentrata sull’animazione di questa nuova struttura museale, attraverso la formazione di 3 giovani imprenditori

Per info e contatti:

 Ufficio stampa:

Massimiliano Bellavista
tel. 335 6148685, e-mail: bellmaxi@tin.it

www.thenakedpitcher.com

Organizzazione:

Gaia Bianciardi

Cell: +329 6102028 mail: info@palazzobianciardi.com

Palazzo Bianciardi – Via Ferruccio 32, Castellina in Chianti 53011 (SI)

Sulla stampa

https://www.oksiena.it/news/inaugurato-a-castellina-in-chianti-il-museo-archivio-bianciardi-251021183529.html

https://www.lanazione.it/siena/cronaca/castellina-viaggia-nel-tempo-e-il-dono-dei-bianciardi-1.6959103

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Il perfetto viaggio (a breve poi pubblichiamo tutti i racconti)

Cosa è un racconto breve? L’esaltazione della parola e della sua efficacia, ma anche della lettura condivisa. Con questo intento il Festival della Lingua Italiana di Siena ha creduto in un progetto, coordinato da Massimiliano Bellavista sul blog thenakedpitcher.com, che parte da lontano e che già da tempo coinvolge molte scuole e giovani di tutta la Penisola.

La versione messa in campo per il Festival a Siena grazie all’aiuto dell’associazione La Voce della Scuola e indirizzato agli studenti delle scuole medie e superiori di Siena e della Toscana ha visto il suo atto finale presso la sede cittadina del Comitato della Società Dante Alighieri. Ai partecipanti è richiesto di scrivere un breve racconto di 250 parole al massimo, in tema di viaggio (in senso fisico o metaforico),

Viaggiare, come dice lo scrittore olandese Cees Nooteboom, più volte citato nella premessa al premio a cura di Diego Palma (La Voce della Scuola) e Massimiliano Bellavista (www.thenakedpitcher.com) è spesso un fatto istintivo, non meditato, qualcosa che insomma ‘è come il mulino da preghiere dei tibetani: il movimento precede il pensiero’.

Questa componente istintuale e di spontaneità non è mancata affatto ai giovani partecipanti:in un tempo brevissimo, che ha coinciso con i giorni del Festival, sono arrivati moltissimi racconti brevi, in un numero che ha sorpreso per primi gli organizzatori.  I premiati, anche grazie alle pubblicazioni offerte dalla Casa Editrice Betti e dalla Società Dante Alighieri, sono stati sei, accompagnati dalle famiglie e dai loro docenti di riferimento.

Paola Panico, quattordicenne studente del Liceo Classico Galilei di Pisa ha narrato con grande forza e capacità tecnica il viaggio di uno scrittore che cerca ispirazione nelle vite degli altri fino ad esserne sopraffatto (Lo scrittore non pubblicò un libro. Uno solo non sarebbe bastato).

Ludovica Fei e Margherita Rolla, della seconda liceo Scientifico ‘Tito Sarrocchi’ di Siena hanno scritto a quattro mani trattando con grande delicatezza e sensibilità un viaggio dentro l’anoressia, una narrazione, dove oltre alle cure professionali, diventano fondamentali le attenzioni di tutta la classe, che riescono alla fine a far intravedere la luce alla fine del tunnel. (Il 30 Settembre 2020 il medico entrò nella mia stanza, gli occhi pieni di felicità, mi disse che il mio lungo viaggio era finalmente terminato. La campanella sta suonando, prendo dallo zaino il panino al prosciutto e gli do felicemente un morso!)

Valentina Nicolucci dell’Istituto Monna Agnese di Siena con Rimbalzando disordinatamente è riuscita nella difficilissima impresa di rendere il convulso vorticare dei pensieri di un’adolescente in quello stato di dormiveglia che, poco prima del sonno, confonde in una lunga sinestesia colori, suoni e ricordi E piano piano, questi pensieri ingarbugliati sfumano in baleni casuali di luci e immagini, che pongono fine al mio viaggio.

Margherita Caramanico, della quarta Liceo Musicale ’E.S. Piccolomini’ di Siena ci ha regalato forse l’immagine più bella, al culmine di un percorso di crescita e presa di coscienza delle proprie capacità che, proprio grazie alla Scuola, le ha insegnato come ci racconta nel suo breve   a non sentirmi il pesce che gareggiava contro le scimmie in una gara di arrampicata’ e le ha aperto le porte del prestigioso Conservatorio di Santa Cecilia di Roma.

Dalla stessa scuola proviene l’ultima vincitrice, Priscilla Panichi che, paragona con dolcezza e abilità tecnica il viaggio nella vita propria e altrui a un interminabile puzzle ognuno misterioso ognuno diverso, e che nessuno, e questo è il bello, vedrà mai finito, perché la troppa perfezione è nemica della vita vera, quella vissuta con intensità. Mai come fai a dire di aver concluso un viaggio bello come la vita?

Dopo la cerimonia di Siena, tra i cinque finalisti verrà scelto un ‘super vincitore’ che sarà premiato nel prossimo Festival di Firenze, che sarà organizzato tra l’11 e il 13 Novembre prossimi in vari siti del capoluogo toscano.

Non resta che dare appuntamento alla prossima edizione di ‘Per Vie Brevi’ prevista per la primavera del 2022.

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Per Vie Brevi, un successo

Complimenti a tutti i vincitori

Grazie agli insegnanti di tutti gli Istituti e Licei partecipanti

Grazie al Festival della liingua Italiana/ Parole in Cammino

Grazie a ‘La voce della Scuola’

Grazie a Betti editore

Grazie alla Società Dante Alighieri di Siena

…e naturalmente un gigantesco grazie ai ragazzi che ci hanno stupito ancora una volta coi loro vivacissimi racconti brevi.

Per pubblicazione foto e altro, come si dice …..stay tuned!!!