Indagine ad altissimo rischio per un detective sulle tracce di un feroce assassino seriale

L'ombra del caso.Bellavista_prima_preview-1

L'ombra del caso.Bellavista_prima_preview-1

Da Il seme bianco un thriller appassionante che mette a nudo le piaghe di un’intera società

di Guglielmo Colombero

(si ringrazia Bottega Editoriale)

«La gente non capiva che la morte non si fa. Si subisce. Non si crea né si distrugge, passa solo di mano in mano, come un cerino acceso». Questo passaggio estrapolato dal romanzo L’ombra del caso (Il seme bianco, pp. 272, € 22,90) illumina la filosofia disincantata, sfumata di cinismo, che caratterizza il protagonista, il commissario M. L’autore, Massimiliano Bellavista, usa solo l’iniziale del nome per questo personaggio che racchiude molteplici echi dei classici del giallo: da Gadda a Simenon fino a Camilleri. Senese, classe 1973, ingegnere e docente di Management strategico, Bellavista si può definire poliedrico sotto il profilo letterario. Accanto a questa sua prima opera narrativa, infatti, troviamo saggi in materia amministrativa e diverse raccolte poetiche. Catalogare sbrigativamente il suo romanzo come thriller potrebbe apparire riduttivo, anche se ripercorre il solco di quella tradizione: un serial killer che colpisce apparentemente a caso; un contesto sociale in cui l’autore innesta «dolore, malvagità, dubbio, pericolo, sadismo, pazzia»; un investigatore solitario che, scavando sempre più a fondo, finisce per portare alla luce un intrico perverso di marciume, corruzione, tangenti, prostituzione e reti di pedofili. La trama appartiene sicuramente alla letteratura gialla, ma da tale contesto Bellavista distilla umori corrosivi per tracciare l’affresco desolante di un tessuto sociale ormai irrimediabilmente contaminato da loschi traffici e deliranti pulsioni delittuose.

Un sentiero di enigmi come in un libro di Borges

Di sapore quasi pirandelliano, poi, alcuni sprazzi densi di dolenti metafore sul tormento esistenziale del protagonista: «A M. in sostanza, pareva di leggere un libro in cui era scritta la sua vita, ma che lui non aveva diritto a sovrascrivere e nemmeno ad annotare. Da qui due conseguenze logiche per la mente analitica di un investigatore: primo, era qualcun altro a decidere il copione, secondo, questo qualcuno il copione l’aveva già scritto in tutto o in parte, quindi nella migliore delle ipotesi lui era indietro rispetto alla sua vita di qualche pagina nella peggiore si trattava di un libro già bello che finito, magari anche di seconda mano. E quindi la logica conseguenza era che nelle cose della vita non occorreva sempre impegnarsi: tanto il libro avrebbe comunque girato pagina da sé». Caparbio, metodico e tenace, il commissario M. è anche guidato, nel suo tortuoso itinerario investigativo, da alcuni sogni premonitori: l’orribile realtà che egli è destinato a scoperchiare assume via via i contorni rarefatti di un incubo a occhi aperti, che lentamente si dischiude davanti al suo sguardo indagatore. Non è assolutamente casuale, a questo proposito, la citazione che l’autore dedica alla struttura angosciante e labirintica di uno dei racconti più celebri di Jorge Luis Borges, La lotteria di Babilonia. Sul versante più propriamente poliziesco, prevale invece la visuale asettica e lucidamente  razionale dell’investigatore navigato: «Gli omicidi tra familiari erano casi intensi, dotati di un’elettricità particolare, ma in genere procedevano spediti nella loro soluzione. Quando la vittima non aveva uno straccio di relazione o, se le aveva, erano sporadiche o peggio solo virtuali, erano grandissime rogne anche solo per stabilire un decente perimetro di indagine». Attento rifinitore nel descrivere la fisicità dei personaggi di contorno (come le «ballerine attempate e straripanti di cellulite» che affollano certi idioti programmi televisivi), Bellavista ci offre lo spaccato inquietante di una società deteriorata: il commissario M. prende a calci un vespaio e sprofonda le mani in un immenso verminaio generato dalla putrefazione degli ideali e dal trionfo dell’avidità e della sete di potere.

 

Guglielmo Colombero

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...