Il ballo angelico, i sabba e Leonardo

Nel 1991, un disegno di Leonardo da Vinci, ritrovato in Germania, suscitò un immenso clamore in tutto il mondo. Si trattava di un disegno scabroso, sottratto nel secolo scorso dalle raccolte reali del Castello di Windsor, forse con tacito consenso della regina Vittoria che voleva disfarsi per “pruderie” di alcuni disegni imbarazzanti, che rappresentava la figura dell’androgino.L’artista lo avrebbe realizzato dopo il 1503 e ne avrebbe tratto ispirazione durante la sua permanenza in Casentino, nel 1502, come ingegnere militare di Vitellozzo Vitelli, luogotenente del Valentino. In quel frangente, il conte di Urbech (oggi Papiano), Mazzone d’Anghiari, svolgeva un’intensa attività di paciere tra la Repubblica fiorentina e le truppe filomedicee…Il resto della storia, per Caffè 19, ce la racconta Vinicio Serino, antropologo, docente di discipline appartenenti all’area delle scienze umane e sociali presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Siena e di antropologia presso la Scuola di Psicoterapia Erich Fromm di Prato. È autore di oltre ottanta pubblicazioni a stampa. Conduce attività di analisi, studio e ricerca intorno al rapporto Uomo, corpo, salute; alle diverse funzioni cognitive umane, e segnatamente alle capacità intuitive; ai meccanismi, culturali e neuro-biologici che presiedono alla formazione simbolica.

 

il ballo angelico

Nel corso dei miei studi sul fenomeno della stregoneria nella Toscana meridionale, mi sono imbattuto, più volte, nel “ballo angelico”, un rito a sfondo orgiastico del quale esistono molte testimonianze, ovviamente verbali, raccolte in aree diverse dell’Appennino. Ne cito due: la prima è quella che proviene dal castello del Cotone, nel territorio del comune di Scansano, ormai poco più che un rudere, già possesso della famiglia dei Maggi e sottomesso, a metà del Trecento, alla Repubblica di Siena. In questo luogo, ancora oggi pieno di suggestione, si vuole che fosse usanza praticare, appunto, il “ballo angelico”, una via di mezzo tra sabba e orgia contadina. Storditi da una musica voluttuosa uomini e donne si denudavano completamente e danzavano ininterrottamente, al ritmo di una musica sempre più incalzante, fino a raggiungere uno stato di semi-incoscienza.

Allora, quando l’eccitazione generale era giunta al culmine, si manifestava un essere dalle bellissime forme ma dall’inquietante sguardo demoniaco, che danzava con la più bella della compagnia, fino a trascinarla con sé in un vortice tempestoso, scomparendo nel buio della notte.

Questo si raccontava. E questo giunse all’orecchio del vescovo che, inviò un proprio emissario che però, senza alcun riguardo, fu cacciato. Allora il vescovo stesso decise di intervenire di persona per riportare sulla retta via quella mala gente. Ma non vi riuscì, anzi: i corrotti abitanti del Cotone rinchiusero il pio uomo in una botte che poi gettarono nelle acque limacciose del fiume Ombrone. La botte raggiunse quindi il ponte di Istia, ormai alle porte di Grosseto, incagliandosi ad un’arcata e fu allora che le campane della chiesa presero a suonare: agli abitanti del piccolo borgo parve di sentire una flebile voce che li chiamava. Accorsero tutti e liberarono subito il povero prelato che, immediatamente, inviò gli armigeri a distruggere il castello del Cotone e a disperderne gli abitanti.

Questa storia del “ballo angelico” viene raccontata anche in un altro luogo della Toscana, nel Casentino, il castello di Urbech dove i signori del luogo, Caterina Guidi e Mazzone d’Anghiari, avrebbero organizzato quella orgiastica pratica che tanto assomiglia ad un sabba.

Alcune femmine, le prescelte, venivano adeguatamente acconciate dal “ciurmadore”, uno stregone, che poneva sul loro corpo nudo delle bisce nere vive. Quando i ballerini erano al massimo della frenesia compariva un bellissimo demone androgino, ovviamente nudo, che rapiva la più bella delle fanciulle volando con lei fuori dal castello in un turbine violentissimo di vento.

Questa storia ha conosciuto una notorietà che è andata oltre il ristretto mondo degli etnologi quando Carlo Pedretti, uno dei maggiori studiosi di Leonardo, ha sostenuto che una “citazione” del “ballo angelico” sarebbe celata in una delle opere più intriganti del genio di Vinci, l’ “Angelo incarnato”. Il disegno di un essere bellissimo, dalle caratteristiche sia maschili che femminili, dalla cui veste compare, sia pure sfumato, un fallo di ragguardevoli proporzioni. In quest’opera, per la quale Leonardo aveva utilizzato, come modello, il proprio scapestrato allievo Gian Giacomo Caprotti, più noto come Salaì, dice Pedretti in una intervista rilasciata nel 2015 a Enrico Giustacchini per Stilearte.it, “l’inguine si mostra esplicito nella sua nudità, col membro virile in erezione. Il sorriso angelico si è trasformato in ghigno, in un’espressione di satiro cui contribuisce la struttura animalesca del capo. Il torso presenta caratteri femminili, messi in evidenza dal seno pronunciato. Un ermafrodita, insomma”.

È stato ipotizzato che l’immagine dell’angelo fosse una allusione, più o meno velata, al mito, narrato da Aristofane nel Simposio di Platone, dell’androgino, nel tempo primigenio quando non esistevano due sessi, il maschio e la femmina ma, appunto, ce ne era anche un terzo, l’androgino, con caratteristiche sia maschili che femminili. Pedretti esprime però una opinione diversa ritenendo che quando Leonardo realizzò il suo “Angelo incarnato” “avesse anche e soprattutto una gran voglia di divertirsi … immerso e partecipe della straordinaria tradizione popolare della sua terra, trascorsa da una vena beffarda, salace e sboccata”.

L’opera potrebbe essere stata realizzata nel periodo in cui Leonardo si trovava in Casentino dove era stato chiamato per condurre, a scopi militari, approfondite rilevazioni geomorfologiche e topografiche del territorio: la fascinosa storia del “ballo angelico” potrebbe allora aver allora funzionato da ispirazione, inducendolo a realizzare quella straordinaria figura in cui una bellezza muliebre si accompagna ad una (poco) celata dotazione maschile … Potenza del genio …

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...