Tanto rumore per uno stronzillo. Un clickbait in pieno Settecento

 

 “Spaventosissima descrizione dello spaventoso spavento che ci spaventò tutti coll’eruzione del Vesuvio la sera degli otto d’Agosto 1779 ma (per grazia di Dio) durò poco

IMG_4771

Se il premio Nobel per la letteratura fosse strutturato come l’Oscar, questo libro avrebbe quello per il titolo, precursore di ben duecento anni dei titoli alla Wertmüller. Questo volume rientra nel novero dei libri sommersi che ci pososno insegnare molto su di noi, su come oggi si comunichi e su come i media enfatizzino i problemi drammatizzandoli invece che razionalizzandoli e contestualizzandoli. Sembra che qualcuno si sia davvero divertito a prendere la macchina del tempo e lasciare un opuscoletto in pieno Settecento per disorientarci.

A cominciare appunto dal titolo. Che è un vero clickbait.

Sveliamo subito l’inganno. Intanto il libro non è per niente quel che sembra.

  1. Il sedicente autore dell’opera, don Onofrio Galeota, “Poeta e Filosofo all’impronto e personaggio molto noto nella Napoli dell’epoca per i suoi opuscoli dissacranti e scellerati, in cui metteva alla berlina la società dell’epoca, non ne è in realtà l’autore, che è invece Galiani, economista, che ne imita lo stile;
  2. Nessuno, o pochi si spaventarono davvero per quella pseudo-eruzione;
  3. In realtà quella notte non successe quasi niente;
  4. Alla descrizione dell’evento vero e prorpio è dedicata una paginetta appena, perché tanto tutto quanto fece la montagna lo fece in pubblico e quelli che lo vollero vedere se non erano ciechi lo veddero;
  5. Il titolo è volutamente ingannevole. Dice l’Autore: Io ho messo nel titolo dell’opera che questa eruzione fu spaventosissima, e non è vero niente affatto…Ma io l’ho fatto per dar concetto al mio libro, muovere la curiosità, e così venderne di più.

Ma allora?

La storia va più o meno così. È una calda notte di Agosto del 1779, e sotto la Baracca della Sorbetteria, e il nostro Autore è là, tra tanta gente che si diverte all’aperto, nelle osterie e nei piccoli teatri, che intrattiene il suo pubblico recitando poesie all’impronta.

Ma questa allegria è spezzata dal Vesuvio, che si infiamma ed esplode alto nel cielo: tutti si precipitano all’aperto, ma non tanto impauriti, quanto per godersi quella specie di enorme spettacolo pirotecnico.

Se paura c’era stata, era per quello che doveva accadere, non per quello che succedeva che alla fine fu poca cosa, e chi si ricorda quella del 1737 dirà che c’è la differenza che c’è tra una cannonata e uno stronzillo di polvere sparato incoppa a un astrico.

Ma anche lì, il piatto piange perché se pure Don Onofrio sottolinea come molte di queste catastrofi o eventi naturali speciali, che siano comete, terremoti, eruzioni, equinozi, aurore boreali, solstizi o parti mostruosi, sono spesso pronostici di qualche evento maggiore che deve accadere nel prossimo futuro: mutazione di governi e principi, cadute di interi imperi, pestilenze, fame, guerre o fallimenti dolorosi, niente di tutto questo in realtà accadde mai.

IMG_4772

Ci rimise invece come al solito la gente comune, e anche in questo caso tirandola per i capelli e nella fattispecie: 1) un impresario del teatro  che non poté portare a termine l’Opera in programma, e questo scatenò effetti a catena che ne portarono di lì a poco al fallimento;  2) Vincenzo detto lo Spoletino, venditore di “chincaglierie” che per la prima volta fu costretto a sospendere e annullare la sua celebre Lotteria nella baracca presa in affitto; 3) un amico dell’autore, quasi sul lastrico, cui era rimasto di proprietà solo un bel giardino, che si ritrovò completamente coperto di cenere.

Ma qui viene fuori il vero perché del libro: secondo l’Autore i veri imbroglioni sarebbero quelli, studiosi e autorità, che tanto avevano scritto e filosofeggiato dottamente sul fenomeno e le sue supposte ‘ maraviglie’, traendone vantaggio, meraviglie che beninteso in realtà non ci furono affatto. E ce lo spiega per filo e per segno:

  1. SI DISSE CHE C’ERA UNA GIGANTESCA COLONNA DI FUMO E FUOCO FINO ALLA STRATOSFERA: MA QUANDO MAI? Hanno detto che la colonna di fuoco s’è alzata tre miglia, e io manco lo credo (…) forse forse non fu nemmeno mezzo miglio»;
  2. LE URLA STRAZIANTI DELLA GENTE SI SENTIVANO DA LONTANO nella maggior parte delli vicoli di Napoli non si vedeva niente; Le femmine parevano ossesse, indemoniate, e se li domandavate perché strillavano, non lo sapevano nemmeno loro»;
  3. LA POPOLAZIONE IN PREDA ALLA DISPERAZIONE: in realtà quella sera tutti mangiarono e con buonissimo appetito;
  4. LE RAFFIGURAZIONI PITTORICHE ESASPERATE: il nostro Autore nota il gran da farsi dei pittori e pittorelli, pittoricchi e pittoroni che si son messi a dipingere quell’eruzione e maledetto quell’uno che l’avesse ingarrata. Questo però non è stata gran maraviglia, perché a Napoli si dilettano più di far cornici, che non di far quadri…;
  5. L’ESAGERAZIONE DEGLI SCRITTORI E DEI CRONISTI NELL’ENFATIZZARE L’EVENTO: Ben nove quando scrive l’Autore, hanno scritto della cosa e qui il nostro sfodera il colpo da maestro che lo consegna dritto dritto all’immortalità, ovvero l’inversa proporzionalità tra tragedie e scrittori: Altre volte ci sono eruzioni grandi, e scrittori pochi, ed altre volte ci sono eruzioni piccole, e scrittori assai.

Lui, l’Autore, quindi in realtà sarebbe l’unico davvero sincero, e aveva solo l’intento, riuscito, di sdrammatizzare l’evento e di fugare le paure dalla testa dei suoi concittadini e così scrisse l’opera in una sola notte L’indomani l’opera vide la luce: si rise, svanirono le triste idee, ed ebbe fine il timore”.

Vi ricorda niente tutto questo? Secondo noi è probabile che leggendo l’opuscolo tanti avrebbero spento la televisione all’ora del TG…fosse stata già inventata!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...