Quando i racconti sono asteroidi

Ho conosciuto Giorgio Simoni in una fiera del libro virtuale pochi giorni fa. Almeno questo lo si può fare, anche a distanza. Intendo valutare quando una persona, prima ancora che uno scrittore, ha qualcosa di interessante e profondo da dire su sé e sul suo territorio. E’ il suo caso

A breve parleremo del suo ultimo libro, vorrei però partire dalla grande cortesia che ha fatto per me e soprattutto per Caffè 19 con un suo inedito, uno di quei racconti da leggere e rileggere, perchè ogni volta dice qualcosina in più…

Giorgio Simoni abita a Pomarance in provincia di Pisa è amante della storia, molto interessato all’attualità e da sempre ama leggere. Nel nostro seminario online di qualche giorno fa ha detto di voler descrivere un territorio, il suo,  attraverso i suoi libri: già per questo per il sottoscritto è degno di ammirazione. Il suo territorio in verità un po’ in questo lo favorisce, se non altro nell’abbondanza di storie peculiari: oltre ad essere una zona bellissima, vi si svolge tra l’altro una delle storie industriali più singolari d’Italia, la storia dell’industria boracifera di Larderello.

larderello

Dal 2009 ha iniziato un percorso letterario che lo ha visto dal 2011 al 2016, con i suoi romanzi e racconti, finalista nei principali premi di genere quali: il Premio Tedeschi, Delitto d’autore, Gran Giallo Cattolica, Giallolatino, Nebbia Gialla e Garfagnana in giallo.  Per la casa editrice Delos Digital nella collana History Crime ha pubblicato quattro ebook dal titolo “La strada ferrata della vita”, “La sacra scheggia”, “Maremma amara” e “Il prezzo dell’ingenuità”. Ha appena finito di scrivere il romanzo storico “Il diavolo non abita qui” e iniziato il sequel di “Nati per morire”.

ASTEROIDS

Nonostante le grandi ombre rotonde sopra di me, il caldo è soffocante. Tutto intorno sento le grida. Cerco di concentrarmi, ma è così difficile.

Guardo gli asteroidi in avvicinamento, sempre più grandi, le traiettorie andranno a incrociarsi, ma entrambi sono in rotta di collisione con la Terra. È impossibile rimanere freddi e concentrati. Ma il prescelto sei tu! Sei tu l’uomo decisivo che deve evitare la catastrofe.

Mi asciugo la fronte e controllo l’energia disponibile nell’accumulatore del “raggio di forza”. Adesso è di nuovo sufficiente. Imposto il puntatore per colpire l’asteroide “A” per deviarlo sull’asteroide “B” e farli autodistruggere. Aspetto la sovrapposizione delle linee di mira guidate dal computer e schiaccio il pulsante di sparo. L’asteroide “A” è colpito!

asteroids

Lo vedo deviare verso “B” ma non avviene nessun impatto gli asteroidi si sovrappongono e si oltrepassano ancora intatti.

− Ho sbagliato ancora la generatrice! − sbotto.

Mi concentro sullo schermo e analizzo. La traiettoria della sezione conica originata dall’incontro tra la retta generatrice del piano inclinato e l’asse del cono origine non è una parabola ma un’iperbole, devo impostare di nuovo il programma.

Ammiro lo splendore del cielo così maledettamente bello con le sagome sempre più grandi di quei corpi celesti impazziti. All’improvviso un piccolo settore in basso s’illumina: − Impostare generatrice “A”

Devo iniziare di nuovo la sequenza per assecondare questo maledetto programma.

Improvvisamente, intorno a me, è sceso il silenzio. Sento il peso degli sguardi; sono tutti atterriti in attesa dell’inevitabile. La tensione è alle “stelle”; è il caso di dirlo. Sulla console digito velocemente i dati che ho ricalcolato. Tra qualche attimo avverrà l’ultimo incrocio di orbite degli asteroidi prima dell’impatto col pianeta. Se la generatrice impostata è corretta, la deviazione li farà scontrare e si neutralizzeranno a vicenda, altrimenti sarà la fine.

Ci siamo! Il periodo di rivoluzione è quasi completo, gli astri sono di nuovo in rapido avvicinamento, non è più questione di prospettiva, questa volta non possono evitarsi.

− Ora! – grido, premendo il pulsante di sparo.

− Andiamo Gianni… smettila di giocare con quell’Ipad. Non senti che caldo? Invece di stare sempre sotto l’ombrellone a rimbecillirti il cervello con quelle cazzate perché non vai a fare un bagno!

Guardo mio padre con odio. Riesce sempre a rovinarmi tutto. Sbircio ancora il tablet e vedo gli asteroidi sovrapporsi senza scontrarsi. Il pianeta è perduto e “Asteroids” ha vinto ancora.

− Fanculo – impreco.

− Come? – Papà mi guarda male.

− No niente. Vado a fare un tuffo… è meglio.

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