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Dantedì e il girone degli ignoranti

In prossimità del Dantedì un evento ha fatto di sicuro rigirare nella tomba il Sommo Poeta.

La costituzione di un girone degli ignoranti, o meglio di quel particolare tipo di ignoranti che non sono in questo status per cause indipendenti dalla loro volontà, ma che sono invece compiaciuti del loro stato o peggio, lo usano malignamente per generare altra ignoranza, ovvero e in breve gli idioti, è quanto mai necessaria.

Il fatto è quello, riportato oggi dai giornali olandesi, del Dante ‘purgato’. Un piccolo editore olandese ha omesso il nome Maometto dal suo nuovo adattamento olandese dell’Inferno di Dante Alighieri, per non “ferire inutilmente” i lettori musulmani. Il brano del Canto XVIII non è stato cancellato, ma è stato ‘anonimizzato’.

Sabato, alla Radio 1 belga, la traduttrice ha spiegato la sua scelta. Secondo lei, il punto di vista su Maometto è ora cambiato a tal punto da non corrispondere più al “messaggio che vogliamo trasmettere con il libro”. L’intenzione dell’editore era di rendere l’Inferno accessibile al pubblico più vasto possibile, e anche giovane.

L’editore ha aggiunto, “il fatto che il brano non sia necessario per la comprensione del testo letterario”.

I lettori e gli studiosi, di ogni credo religioso, hanno bollato molto chiaramente questo tenativo come un nonsense e c’è chi ha detto chein fondo per chi preferisce leggere la Divina Commedia nel 700 ° anno della morte dell’autore in una versione con Maometto, fortunatamente ce ne sono abbastanza da scegliere: solo in olandese ci sono già una quindicina di traduzioni diverse.

Ma non è questo il punto: nel girone degli ignoranti, o peggio, con contrappasso da stabilirsi, dovrebbero finire coloro che pensano che il miglior modo per approcciarsi alla cultura e alla storia sia la cancellazione e la censura, coloro che pensano che la relativizzazione della cultura e la suddivisione della società in bolle culturali edulcorate sia davvero il futuro e un rimedio alle incomprensioni, coloro che pensano che la cultura sia una sorta di fast food dal menù banalizzato, prestabilito e omologato e anche coloro che sulle polemiche e sui veri problemi ci speculano solo per vendere qualche libro in più. Che si vendano libri o saponette, per loro è la stessa cosa.

Questi sono di sicuro i degni amici di chi qualche giorno fa ha messo in condizione di rinunciare all’incarico Marieke Lucas Rijneveld, la poetessa e traduttrice olandese, ventinovenne, che la casa editrice Meulenhoff a suo tempo aveva scelto per tradurre le poesia di Amanda Gorman, e che è stata considerata “troppo bianca” per svolgere un simile compito.

Ma la poesia, si sa, supera tutto e non si cura troppo di costoro, che passano e vanno. Lo sapeva Dante, lo sa Marieke che ha risposto alle polemiche proprio con una poesia, Everything inhabitable.

Ma di certo occorre vigilare su certe derive…