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Il festival, le parole e SQUID Game

Un incontro originale, speriamo il primo di tanti. Grazie al Centro di aggregazione giovanile ‘La Base’ di San Miniato

Grazie anche a Laura Del Veneziano e Francesco Ricci. E naturalmente a Riccardo Bruni per l’attenzione e il bell’articolo.

https://www.lanazione.it/siena/cronaca/fiction-e-trap-li-dove-nasce-la-citazione-1.6920533

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Parole in cammino…venite ci divertiremo 14-16 p.v.

Visioni. Retrospettive, scenari, nuovi linguaggi

Siena, 14-16 ottobre 2021

Parole in cammino

Visioni. Retrospettive, scenari, nuovi linguaggi

Siena, 14-16 ottobre 2021

L’organigramma

Associazione organizzatrice

La Parola che non muore

Direttore artistico

Massimo Arcangeli

Direzione organizzativa

Diego Palma

Comitato scientifico

Carla Bagna, Marco Mancassola, Fiammetta Papi, Carlo Pulsoni, Alessio Ricci, Laura Ricci

Segreteria organizzativa

Andrea Ciarrocchi, Fabio Di Nicola, Edoardo Ottaviani (contatti con gli ospiti)

Fabio Di Nicola (tecnico audio e video)

Alessandro Russo (diretta streaming)

Comunicazione e ufficio stampa

Letizia Pini, Massimiliano Bellavista

Riprese e montaggio video

Gianni Gadaleto

Con il sostegno della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e la collaborazione dell’Università di Siena, dell’Università per Stranieri di Siena, del Comune di Siena, della contrada della Chiocciola, dell’Accademia della Crusca, della Società Dante Alighieri, delle case editrici Mondadori e Zanichelli, della Rete dei Licei Classici e dell’associazione culturale “Il Liceone”

Il progetto generale

Il progetto generale, promosso dall’associazione La parola che non muore e sviluppato, con il sostegno della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, in collaborazione con il Comune di Siena e con la partecipazione dell’Università per Stranieri di Siena e dell’Università di Siena, è pensato come un itinerario sull’italiano fra passato, presente e futuro, senza trascurare il contributo portato alla storia linguistica, sociale, culturale del nostro paese dalle tante altre “lingue” presenti sul territorio (dialetti, lingue minoritarie, linguaggi giovanili, lingue di contatto, gerghi tecnologici, ecc.), dalle maggiori lingue di cultura (con riferimento alla traduzione letteraria, alle parole “in viaggio”, alle nuove forme di “capitalismo linguistico”, ecc.), dalla comunicazione non verbale (la lingua dei segni, il linguaggio del corpo).

Il progetto, nato nel 2017, punta a fare di Siena il centro strutturale, organizzatore, propulsore di una manifestazione annuale in grado di coinvolgere, negli anni, città, cittadine e borghi italiani (toscani e non toscani) disposti a realizzare uno o più eventi, per un percorso tematico comune, all’interno di altre manifestazioni culturali. Saranno quest’anno direttamente coinvolte, oltre ai festival italiani già gemellati in un progetto culturale di “cultura in cammino” (la Festa di Scienza e Filosofia di Foligno, il Festival della Crescita di Milano, ANTICOntemporaneo di Cassino e Montecassino, La parola che non muore di Civita di Bagnoregio (VT), il Borgo dei Libri di Torrita di Siena), manifestazioni che si svolgono in varie regioni italiane, fra le quali il Festival delle Corrispondenze di Magione (PG), il Roma Videoclip Festival e In Costiera amalfitana, le Conversazioni sul futuro e Io non l’ho interrotta di Lecce, le Feste Archimedee di Siracusa. 

Premio “Per vie brevi”

Il premio, organizzato dall’associazione La Voce della Scuola e indirizzato agli studenti delle scuole medie e superiori, intende esaltare il potere della narrazione, dimostrando che, per raccontare una storia, si possono usare anche pochissime parole, purché efficaci. Ai partecipanti è richiesto di scrivere un breve racconto di 250 parole al massimo, in tema di viaggio (in senso fisico o metaforico), da spedire entro venerdì 15 ottobre (all’indirizzo bellmaxi@tin.it).

Giovedì 14 ottobre

L’invenzione della lingua. Cinema, teatro, letteratura

Università per Stranieri di Siena, piazza Rosselli 27-28, Aula Magna

Ore 14.45 Saluti di Giuseppe Marrani, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici

Coordina Laura Ricci

Ore 15.00 Roberto Barzanti, Riccardo Castellana, Marco Marchi, Silvia Tozzi, Cent’anni dopo. Sull’attualità di Federigo Tozzi. Modera Valentino Baldi

Ore 15.30 Stefania Carpiceci,Federico e Giulietta. Tra Pinocchio, i clown e Cabiria 

Ore 16.00 Enrico Terrinoni e Fabio Pedone, Un “labirincubo” di parole

Ore 16.30 Anilda Ibrahimi e Laura Proja, Convergenze albanesi. Modera Carlo Pulsoni

Ore 17.00 Premio “Visioni” a Barbara De Rossi per lo spettacolo teatrale Dante e le donne

Pausa caffè

La lingua fra ambiente, territorio ed ecosistema

Ore 18.00 Simone Bastianoni e Massimo Arcangeli, Comunicare la sostenibilità. Un dizionario minimo

Ore 18.30 Maurizio Masini e Valentina Canu, “Se ci credi lo vedi”. Promuovere il territorio fra parola e mito

Buffet

Castellina in Chianti, Palazzo Bianciardi, costituendo Museo Archivio Bianciardi, via delle Volte 33

Ore 18.o0 Gaia Bianciardi Bastreghi e Massimiliano Bellavista, Le parole del Chianti: un cammino letterario tra autori e libri (antichi e moderni) chiantigiani. La famiglia Bianciardi, nell’omonimo palazzo a Castellina in Chianti, tra Siena e Firenze, ha custodito per secoli, oltre a un’importante biblioteca, un archivio di pergamene, documenti e carte che, a partire dal XIV secolo, racchiude la storia di questo territorio. Gli eredi della famiglia hanno creato l’Associazione Amici di Palazzo Bianciardi con l’intento di rendere fruibile questo patrimonio attraverso la creazione del MAB (Museo Archivio Bianciardi), che sarà a breve inaugurato come Collezione privata e Museo online.

Venerdì 15 ottobre

Istituto Tecnico Biotecnologie e Liceo Linguistico Monna Agnese, via del Poggio 16

Ore 11.00 Massimo Arcangeli,Visualizzare le parole, verbalizzare i gesti, dare un nome alle cose

Nel corso dell’incontro gli studenti partecipanti saranno sollecitati a dare significato a tanti gesti compiuti più o meno abitualmente, ad abbinare le parole selezionate durante la lezione a una o più immagini in grado di rappresentarle, ad attribuire un nome a tanti oggetti del passato trasmessi al nostro sguardo da dipinti famosi.

Fondazione Monte dei Paschi di Siena, via Banchi di Sotto 34, Sala Conferenze

L’italiano fuori d’Italia

Saluti di Carlo Rossi, presidente della Fondazione Monte dei Paschi  

17.00 L’italiano fuori d’Italia. Con Carla Bagna, Giuseppe D’Anna, Enrico De Agostini, Silvio Mignano. Modera Carlo Pulsoni 

San Miniato, Centro di Aggregazione Giovanile “La base”, Via Enrico Berlinguer (emiciclo)

Ore 17.00 Massimiliano Bellavista, Laura Del Veneziano, Francesco Ricci, Comunicare, scrivere (o digitare) giovane. Evento in collaborazione col Centro di Aggregazione Giovanile (CAG) locale e con la cooperativa sociale onlus ALIOTH

Contrada della Chiocciola, via S. Marco 37

Ore 18.00 Ouvertures. Incontri tra musica e cultura. Premio “Visioni” a Massimo Bernardini

Sabato 16 ottobre

Lingue e linguaggi fra cinema e canzone d’autore

Università degli Studi di Siena, via Banchi di Sotto 55, Aula Magna Storica del Rettorato

Ore 9.15 Saluti di Francesco Frati, rettore dell’Università degli Studi di Siena

Coordina Alessio Ricci

Ore 9.30 Fabrizio Franceschini, Le lingue della commedia all’italiana (ma solo “all’italiana”)

Ore 10.00 Fabio RossiFederico Fellini e Giulietta Masina. Dal parlato rarefatto realistico all’iperparlato creativo

Pausa caffè

Ore 11.00 Marco PontiScrivere per lo sguardo. Come il cinema nasce da parole e spazio e li trasforma in immagini e tempo

Ore 11.30 Marianna Marrucci, Sulle tracce del “mosaicista” De André: studiare le carte di un cantautore. Introduce Giulia Giovani

Buffet

Comitato della Società Dante Alighieri, via Tommaso Pendola 37

Ore 17.00 Fiorella Atzori, Sgrammaticando

Ore 17.45 Marco Ferrari, Romanae disputationes” eOpera prima”. La parola alla prova tra filosofia e letteratura (nella scuola)

Ore 18.30 Massimiliano Bellavista e Luca Betti, Premiazioni per il concorso “Per vie brevi”. Modera Diego Palma

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Parte Italia book Festival ,7-9 Maggio siamo in ballo…

Venerdi 7 maggio

In grassetto gli appuntamenti che mi riguardano più da vicino

ore 15,00 Incontro con l’Editore – Diastema Edizioni

ore 15,30 Presentazione di Incipit 23 Cafè

ore 16,00 Incontro con l’Editore – Levania Edizioni

ore 16,30 Incontro con  Leonardo Taiuti e Massimiliano Innocenti di Bookdealer i tuoi librai a domicilio

ore 17,00 Incontro con l’Editore – ErreKappa Edizioni

ore 17,30 Marco Tarozzi, giornalista, presenta il libro “L’oro di Ondina, il primo trionfo di un’italiana alle Olimpiadi” (Minerva Edizioni). Dialoga con lo scrittore il giornalista Stefano Zanerini

ore 18,00 Incontro con l’Editore – Pandilettere Edizioni

ore 18,30 Semifinale 1 di SCRIPTOR – Talent show letterario

ore 19,00 Semifinale 2 di SCRIPTOR – Talent show letterario

ore 19,30 Incontro con Gianni Bugno,  A trent’anni dai suoi più grandi successi, Bugno si racconta nella sua prima autobiografia “Per non cadere. La mia vita in equilibrio (La Nave di Teseo). Dialoga con l’ospite il giornalista Stefano Zanerini

ore 20,30 Incontro con l’Editore – Atile Edizioni

ore 21,00 Incontro con Franco D’Aniello, musicista e fra i fondatori dei Modena Cty Ramblers autore del libro “E alla meta arriviamo cantando” (La Nave di Teseo). Dialoga con l’ospite il giornalista Stefano Zanerini

Sabato 8 maggio

ore 15,00 Incontro con l’Editore – Baglieri Editrice

ore 15,30 Marta Bolognesi presenta il libro “Il cangiante mondo di Elia” (Nepturanus Edizioni)

ore 16,00 Pierfranco Bianchetti presenta il suo libro “L’altra metà del pianeta cinema” (Aiep Edizioni). Dialoga con lo scrittore il giornalista Stefano Zanerini

ore 16,30 Incontro con l’Editore – Fiori d’Asia Edizioni

ore 17,00 Incontro con Enrico Quaglia – Libri da asporto

ore 17,30 Incontro con l’Editore – Nep Edizioni

ore 18,00 Incontro con Daniela Mena, direttrice della Microeditoria di Chiari

ore 18,30 Reading light show con lo scrittore Filippo Nibbi, il giornalista Francesco Ricci e il professore Massimiliano Bellavista

ore 19,00 Incontro con l’editore – Mimep Docete Edizioni

ore 19,30 FInale prima parte SCRIPTOR – Talent show letterario

ore 21,00 “Emilia nera – tra Aurora e la scrittura”. Incontro con la scrittrice Barbara Baraldi. Dialoga con la scrittrice Simone Metalli 

Domenica 9 maggio

ore 11,00 Stefano Cavina presenta il libro “Marte e le origini della vita (Aiep Editore). Dialoga con lo scrittore il giornalista Stefano Zanerini.

ore 12 Incontro con l’Editore – Pagine in progress

ore 15,00 Incontro con l’Editore – Gruppo Il Viandante Chiaredizioni

ore 15,30 Fiori Picco presenta la “Trilogia del Guangdong – tre raccolte di narrativa, poesia e saggistica di autori cinesi contemporanei” (Fiori d’Asia Editore). Dialoga con l’editrice il giornalista Stefano Zanerini

ore 16,00 Incontro con l’Editore – AltrEdizioni

ore 16,30 Francesco Barone presenta il libro “I musulmani dell’Italia medievale” (Officina di Studi Medievali Editore). Dialoga con lo scrittore il giornalista Stefano Zanerini

ore 17,00 Lettura Day – Incontro con  Annarita Corrado  – Adei associazione degli editori indipendenti

ore 17,30 Incontro con l’Editore – Puntidiivista Edizioni

ore 18,00 Premiazione racconti “Le vie brevi – luce” con il professore Massimiliano Bellavista

ore 18,30 Incontro con l’Editore – Tomolo Edigiò Edizioni

0re 19,00 Incontro con la scrittrice Federica Bosco. Dialoga con l’ospite il giornalista Stefano Zanerini

ore 19,30 Andrea Bertolini presenta i suoi libri “Viaggio nella gnosi”, “Manuale di quarta via” e “Universo simbolico dei tarocchi” (Bastogi Libri Edizioni). Dialoga con l’autore il giornalista Stefano Zanerini.

ore 20,00 Incontro con Andrea Mingardi, cantante e scrittore. Presentazione del suo nuovo libro “Dopo l’uragano” (Edizioni Cidem). Dialoga con l’ospite il giornalista Stefano Zanerini

ore 21,00 Incontro con Simone Cristicchi, cantante e scrittore. Presentazione del suo nuovo libro “Happy Next – alla ricerca della felicità (La Nave di Teseo). Dialoga con l’ospite il giornalista Stefano Zanerini

Bell’inizio stasera per la rassegna colori del libro off. Fino a metà dicembre con chi vorrà partecipare.

Ottimo incontro, una conversazione che è, essa stessa, una ‘storia di amicizia e di scrittura’.

Il video che ne è uscito è una fantastica occasione per rivivere un clima e un momento storico pieno di spunti e interessi. https://www.facebook.com/toscanalibri.it/videos/193728069034765/

La rassegna prosegue fino a metà di Dicembre (quando speriamo di intravedere almeno qualche spiraglio alla fine di questo incubo che ci attanaglia e poter presto tornare a parlarci di persona) secondo il seguente calendario

I Colori del Libro Off. Incontri d’autore in rete dal 18 novembre all’11 dicembre

Da domenica 15 novembre anche la Toscana è in lockdown, ma grazie ad iniziative come #icoloridellibrooff toscanalibri.it offre il suo contributo per far conoscere editori, autori e produzioni letterarie. La programmazione parte domani, mercoledì 18 novembre, con FrancescoRicci che alle 18.30, in diretta sulla pagina Facebook di Toscanalibri.it, presenta insieme a Massimiliano BellavistaStorie d’amicizia e di scrittura” (primamedia editore). Seguiranno poi altre 7 incontri d’autore in rete fino all’11 dicembre, tutti alle 18.30 in diretta Facebook.

Gli incontri d’autore – Secondo incontro giovedì 19 novembre con FrancescaPetrucci e il suo “Basta una coda” (MdS Editore), presentato con Sara Ferraioli. A seguire, mercoledì 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Carla Bardelli porta il suo contributo grazie al libro “La guerra è femmina” (Edizioni Effigi). Insieme a lei la scrittrice Simona Merlo. Venerdì 27 novembre è la volta di Paolo Ciampi che parlerà insieme a Sandro Gianetti, del suo libro fresco di stampa “Il maragià di Firenze” (Arkadia). Mercoledì 2 dicembre tocca poi a Giuseppe Leo Leonelli con “Tre” (I libri di Mompracem). Venerdì 4 dicembre spazio all’arte con “Jackson Pollock Dripping Dance” (Pacini Fazzi Editore) che verrà illustrato dalla autrici Federica Chezza e Angela Partenza insieme all’editore FrancescaFazzi e a Paolo Bolpagni della Fondazione Ragghianti, coeditore del volume e della collana. Mercoledì 9 dicembre si parla invece dello scrittore senese Federigo Tozzi nell’anno delle celebrazioni per il centenario della morte. Alessandra Cotoloni presenta il suo libro “Con gli occhi aperti. Viaggio nelle emozioni di Federigo Tozzi” (Betti Editrice). Interviene Riccardo Castellana, professore associato di Letteratura italiana e contemporanea all’Università di Siena; modera lo scrittore e saggista Luigi Oliveto. Ultimo incontro venerdì 11 dicembre con Teresa Lucente e il suo saggio “Il luogo accanto. Identità e differenza, una storia di relazioni” (Edizioni Effigi).

Storie d’amicizia e di scrittura, una recensione

https://massimilianobellavista.wordpress.com/2020/11/15/quando-scrivere-era-socialita-presento-storie-di-amicizia-e-di-scrittura-il-18-novembre-a-i-colori-del-libro-off/

Nel poker la doppia coppia è una mano composta da due carte dello stesso valore, in combinazione con altre due carte dello stesso valore anch’esse, più un kicker… Se entrambe le coppie coincidono, il kicker è proprio la carta che si va a guardare per decidere chi vince la posta.

Sul tavolo verde su cui Francesco Ricci fa scivolare le sue carte, ci sono due misteriosi giocatori che si affrontano con due doppie coppie: Debenedetti e Saba, Ginzburg e Morante, Moravia e Pasolini, Pavese e Pivano. La posta in gioco è possedere l’impronta culturale di un Paese ben diverso da quello di oggi. 

Ma a quel tavolo nessuno dei due giocatori sconosciuti può vincere, si tratta di coppie composte da carte pesanti, raffiguranti autentici mostri sacri della letteratura nostrana ed europea.

Il kicker però è proprio Ricci, che in questi ultimi anni si è in qualche modo ritagliato una nicchia nella saggistica e inventato, anzi reinventato un genere. È lui che anima il gioco e sposta con abilità il fulcro della nostra attenzione.

In epoca di virale e virtuale, sappiamo fin troppo bene quanto ci manchi il vissuto materiale. E allora come possiamo immaginare che lo scrittore, possessore di una sensibilità superiore alla media, sia una sorta di stilita, un asceta della parola appollaiato su una colonna?  La scrittura come ha ben detto Cees Nooteboom, è come costruire una strada per fare un viaggio, e se si può certamente viaggiare da soli, assai spesso lo si fa in coppia o in gruppo e certamente lungo la strada non si può fare a meno di confrontarsi con cose e persone. Anzi, si viaggia proprio per quello.

Ecco perché il filo rosso che anima l’opera di Ricci da un po’ di tempo a questa parte, è quello di riempire gli spazi e colmare i silenzi, aiutando il lettore a capire dove, come, quando e con chi i grandi scrittori nostrani hanno interagito, quanto tutto ciò ha influito sul loro modo di concepire l’arte e la letteratura. Non si tratta di otto biografie, nulla di tutto questo, di quelle se ne vendono un tanto all’etto: la domanda cui il libro risponde non è quella di capire, nozionisticamente, di che cosa e come questi autori ‘sono morti’, ma piuttosto come (e con chi) hanno vissuto.   E poco importa chi dei giocatori alla fine vorremo far vincere, questo dipenderà dalle nostre convinzioni di lettori, quello che è certo è che da questa lettura usciremo comunque arricchiti e assai più consapevoli.

Dice l’autore in Elsa, le prigioni delle donne, dedicato nel 2019 alla MoranteCome lettore, sono sempre stato interessato esclusivamente ai romanzi, ai racconti, ai saggi, che contribuiscono a migliorare la nostra conoscenza dell’umano: Dante, Shakespeare, Dostoevskij, sanno insegnarci intorno all’uomo, alla condizione dell’uomo, alla dimensione intima dell’uomo, lo stesso che possono insegnarci gli psicologi del profondo. Insomma, quando leggo, un libro pretendo che questo, partendo dalla vita di chi scrive, finisca col parlare alla vita di chi ne sfoglia le pagine”. Non sappiamo se lui se ne sia reso pienamente conto, ma come autore Ricci già in quel libro ci aiutava a compiere anche la navigazione inversa: sfogliando le pagine di quel libro presi dai fatti della nostra vita, si finiva per restarci incollati e cadere dritti dritti nella vita di Elsa Morante, seguendola in presa diretta.

Così succede anche, questa volta moltiplicato per otto, in questo suo ultimo volume. Si tratta quindi di un libro prima di tutto empatico, capace di catalizzare la reazione di osmosi tra lettore e percorsi di vita narrati. Al crocevia di questi percorsi, questa è la tesi di fondo che l’opera veicola, c’è stata un’epoca della storia del nostro Paese, periodo che nella quarta di copertina è individuato grossomodo con il trentennio che inizia con la conclusione del secondo conflitto mondiale (ma che io estenderei anche un filo di più almeno fino agli anni ottanta, avendo vissuto da ragazzo le estreme propaggini di quel modo di intendere la letteratura, che si esplicitava incomparabilmente più di ora e senza ritrosie e imbarazzi in occasioni di condivisione orale e ‘promiscuità letteraria’, in incontri pubblici fin dalle prime fasi di ideazione e gestazione di un’opera letteraria) in cui i libri non nascevano nel silenzio, ma nella convivialità di locali e ristoranti rumorosi, in accesi e ben frequentati salotti romani e milanesi, e nella frenesia delle fumose redazioni dei quotidiani.

E non si trattava mica di opere trascurabili; i romanzi, i racconti e le poesie non ne uscivano peggio di ora, anzi è ben vero il contrario.

Perché allora si faceva così, perché gli scrittori vivevano e interagivano profondamente gli uni con gli altri e con la società, molto più di adesso?

Nella desertificazione dei rapporti umani che stiamo attualmente vivendo, ben ci accorgiamo del significato preponderante che un ambiente, una relazione d’amore o anche una salda amicizia possono avere nella cura della nostra anima, nel nostro quotidiano esercizio intellettuale: questo per gli otto scrittori che popolano le righe di Ricci era chiaro come il sole a mezzogiorno. Anzi era scritto nel loro istinto: li accomunavano (anzi, accomunavano tutta la loro generazione) storie di solitudine, di violenza e di oppressione durante la guerra. Ora, che ‘si era liberi di scrivere, pubblicare, presentare i libri, partecipare a premi letterari, farsi intervistare, comparire su rotocalchi e quotidiani’ essi non si lasciano sfuggire questa opportunità, prima ancora etica che comunicativa, di parlare a tutti e di parlare chiaro, di interagire, di concepire e vivere pienamente la scrittura, detto alla Calvino, come mattone e motore del patto sociale. Ci si accorge leggendo che in loro non c’è desiderio di rivalsa, ma un autentico entusiasmo, una fiducia a tratti anche ingenua nella forza del racconto e della parola cui Ricci guarda giustamente da contemporaneo e acuto osservatore di quanto succede nella nostra società, con un tocco di nostalgia.

E queste coppie di grandi autori e scrittori, presentate da Ricci in un modo che qualche volta fa pensare a una specie di messa in scena teatrale, come le particelle subatomiche si rivelano ai nostri occhi nel libro solo quando le loro orbite si incrociano e si libera energia. Immersi nelle relazioni profonde tra di loro ne accettano consapevolmente tutti (o quasi) i risvolti: quelli positivi di stima, solidarietà e aiuto ( si vedano nel libro le interessantissime dinamiche Saba–Debenedetti o Ginzburg-Morante) ma anche le gelosie, le incomprensioni, le critiche, mai cattive anzi sofferte, alle rispettive opere, i momenti di lontananza, e talvolta pure i rifiuti (si pensi alla diade Pavese-Pivano, forse la sezione più affascinante del volume) di portare il loro rapporto su di un piano diverso.  Credo che, più di ogni altra cosa, sia proprio questo che Ricci ci aiuta a capire, con il suo modo di porgere le cose al contempo musicale e lieve ma anche strutturato e attento, in quanto frutto come sua abitudine di una meticolosa ricerca; quegli scrittori non hanno vissuto isolati (e i contemporanei non dovrebbero farlo nemmeno oggi), chiusi in bolle comunicative che riecheggiavano solo e soltanto il loro pensiero, ma sono sempre rimasti aperti al confronto con chi concepiva in modo assai diverso il ‘mestiere di scrivere’.  Moravia e Pasolini, ad esempio, dal loro desiderio di ‘stare vicini’ comprando casa assieme, dal comune viaggio materiale (si vedano le pagine dedicate all’India) e spirituale non hanno sicuramente mai messo a repentaglio un grammo della loro originalità espressiva, ma ne hanno anzi acquistato molto sul piano umano.

 Se scrivere ha senso solo se ci si pone degli obiettivi smisurati leggere questo libro appare allora doppiamente sensato: in primis perché il volume parla di coloro che questo principio lo hanno autenticamente messo in atto, pagandolo in qualche caso con la vita. In seconda battuta perché chi lo ha scritto ambisce genuinamente e senza retorica a farci tornare indietro nel tempo richiudendo intorno a sé gli echi sgranati di un’epoca per certi versi troppo frettolosamente e schematicamente archiviata.

Quando scrivere era socialità: presento ‘Storie di amicizia e di scrittura’, il 18 Novembre a ‘I colori del libro off’.

Da domenica 15 novembre anche la Toscana è in lockdown, ma grazie ad iniziative come #icoloridellibrooff Toscanalibri continuerà a dare il suo contributo per far conoscere editori, autori e produzioni letterarie. Mercoledì 18 novembre alle ore 18.30 vi aspetta in diretta sulla pagina Facebook di Toscanalibri.it Francesco Ricci con “Storie d’amicizia e di scrittura” (primamedia editore), un saggio che indaga una stagione nella vita letteraria italiana nella quale i libri, soprattutto a Roma, nascevano anche attraverso un incessante confronto con colleghi e amici, in una circolarità d’esperienze e di vissuti in cui ciascuno scrittore molto dava e molto riceveva in relazione al “mestiere di scrivere”. Dialogherò con l’autore e sarà molto interessante, perchè il taglio del libro è davvero originale.


 
Il libroLa scrittura viene spesso associata all’idea di solitudine, raccoglimento, silenzio. È all’interno della sua stanza-tana-cella monastica, infatti, che il poeta solitamente compone i suoi versi e la stessa cosa può dirsi del romanziere, del drammaturgo, del critico. Il momento della “socialità”, di conseguenza, sembra per lo scrittore iniziare sempre dopo, quando l’opera, ormai conclusa e pubblicata, è presentata al pubblico, divenendo oggetto di discussione e di giudizio. C’è stata, però, una stagione nella vita letteraria italiana – il trentennio che grosso modo inizia con la conclusione della seconda guerra mondiale – nella quale i libri, soprattutto a Roma, nascevano anche attraverso un incessante confronto con colleghi e amici, negli uffici di una casa editrice, in una trattoria, in un caffè all’aperto, in un appartamento privato, dove, in una circolarità d’esperienze e di vissuti, ciascuno scrittore molto dava e molto riceveva in relazione al “mestiere di scrivere”. In Storie d’amicizia e di scrittura Francesco Ricci si sofferma su otto dei maggiori protagonisti di quegli anni, distribuiti in quattro coppie: Giacomo Debenedetti e Umberto Saba, Natalia Ginzburg ed Elsa Morante, Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini, Cesare Pavese e Fernanda Pivano. Con loro, pagina dopo pagina, come in un romanzo, anche altri personaggi si fanno incontro al lettore (Italo Calvino, Giulio Einaudi, Carlo Emilio Gadda, Cesare Garboli, Leone Ginzburg, Carlo Levi, Alberto Mondadori, Enzo Siciliano) consentendogli di tornare a respirare il clima, fatto di coralità e di collaborazione, di quella stagione ormai lontana.

La poesia è morta e altri versi a Siena

Molte le persone da ringraziare. Filippo Mazzieri della Libreria Mondadori di Siena, per la sua cortesia e disponibilità. Delio Cammarosano e il Gruppo ‘Area verde Camollia 85‘ per aver messo a disposizione uno spazio così bello come quello del Giardino Segreto. Simona Trevisi di Toscanalibri per il sostegno. E naturalmente l’amico Francesco Ricci per la bella conversazione, che, più che una presentazione è stato un modo di celebrare con i presenti il potere liberatorio della poesia e della letteratura.