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Bookcity Milano 2019

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Il nostro evento “Parole dolceamare e racconti in città” è previsto per il giorno 16 Novembre  alle ore 16.00 in Corso Europa 9. Ringraziamo l’organizzazione.

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Emersioni, aria nuova nell’editoria (e nel modo di farla)

NUOVO ARTICOLO GIUGNO 1NUOVO ARTICOLO GIUGNO 2

Emersioni, casa editrice aperta alle tante novità:
lo spazio per scrittori talentuosi e intraprendenti
Emersioni, talent scout per professione, ha lo scopo di far emergere
e sostenere il vero talento nel mare magnum dell’editoria
di Giuseppe Chielli
«Emersioni nasce per dar spazio ai nuovi talenti, cerca autori rimasti nascosti e li fa emergere. È un talent scout, per professione». Una dichiarazione di intenti che, compendiata efficacemente già dal nome della casa editrice, ispira l’operato di un valido team con a capo un timoniere navigato: Michele Caccamo, scrittore e poeta nonché editore.
Una dichiarazione di intenti che diventa realtà, dal momento che si tratta di una casa editrice non a pagamento, che dunque non richiede ai propri autori alcun contributo che non sia il talento e l’intraprendenza.
Questo mese, con occhio particolare, si analizzerà dunque la Emersioni editore, nata “da una costola” della Castelvecchi – di cui era in precedenza collana – e divenuta recentemente casa editrice autonoma all’interno del medesimo gruppo Lit.

Il catalogo e le novità
Visitando il sito (www.emersioni.it ), si ha una panoramica esaustiva dei titoli che saranno pubblicati nell’imminente futuro (Prossimamente), di quelli di recente pubblicazione(Novità), nonché della totalità degli scritti editi già in commercio (Catalogo).
In generale, si può subito notare la precisa e definita linea editoriale con cui si fornisce, come accennato, spazio agli autori emergenti, con un occhio di riguardo rispetto alla narrativa che spazia dal fantasy ai romanzi storici fino a quelli introspettivo-psicologici.
Tra le novità, degno di considerazione è il romanzo della psicologa Roberta Palopoli, Mater dolcissima (pp. 176, € 17,50), in cui si racconta la particolare storia di una famiglia borghese romana, rinchiusa tra le contraddizioni e le ipocrisie del suo stesso essere. Nell’ambito familiare, si collocano anche il libro di Maria Teresa Liuzzi, Sofia & Sofia (pp. 152, € 16,50), dove viene esplorato il rapporto tra la protagonista e la nonna omonima scomparsa da dieci anni, e quello di Anna Maria Benone, Il giro lento del sole (pp. 64, € 10,50) in cui vengono scandagliate le dinamiche interne di una famiglia che sembra avere apparentemente tutto.
L’analisi sociale si vena invece di ironia nel romanzo di Antonella Ferrari, Un amore di città (pp. 176, € 17,50) dove ogni elemento è oggetto di una grottesca estremizzazione, dai pettegolezzi al lusso fino agli stessi personaggi; un’ironia che diventa distopia nell’interessante opera di M. M. Doodle, 2695. Una storia vera, (pp. 230, € 18,50) ambientata nella Roma del ventottesimo secolo, che vede asserviti patrizi e plebei allo strapotere di Ottaviano, mentre un gruppo di ribelli peripatetici cerca di cambiare il corso della storia grazie al professor Joshua Levi, al secolo Gesù Cristo. Riflessione politica che si coniuga con piacevolezza narrativa, dunque, come nel romanzo di Marco Gassi, Miglia da percorrere prima di dormire (pp. 136, € 15,50) in cui si immagina un presidente degli Stati Uniti che dovrà scegliere tra il bene del suo paese e la propria salute personale.

Bottega editoriale e le novità di Emersioni
Per non “sbrodarci” troppo, abbiamo deciso di inserire solo in ultimo gli inediti della nostra “Scuderia letteraria” che sono diventati libri in “pagine e rilegatura” grazie ad Emersioni. Per ora, c’è il romanzo «istintivamente filosofico» (così definito dal critico Renato Minore, che ne firma la Prefazione) Non ho un sogno (pp. 124, € 14,50) di Fabio Bacile di Castiglione, che narra il cammino iniziatico di Diego, un adolescente alle prese con i dubbi, i cambiamenti e le paure che la crescita reca con sé. Di recente pubblicazione, invece, la nuova raccolta di Massimiliano Bellavista, Dolceamaro (pp. 188, € 18,50), un insieme di racconti capaci di scavare nell’inconscio da una parte e nella sfera dei sogni e delle speranze dei protagonisti dall’altra.
Una collaborazione promettente, dunque – non a caso, gli autori citati sono tra i “fiori all’occhiello” della nostra agenzia – che in futuro certamente non cesserà di far “emergere” talenti altrettanto interessanti!

Giuseppe Chielli

(direfarescrivere, anno XV, n. 161, giugno 2019)

 

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Rubrica Fiction & Libri: recensione per Dolceamaro

A Francesco Ricci un sentito grazie.

Articolo su Sienanews di oggi  – Fiction & Libri, Magazine

Ricci recensione dolceamaro 2

 

In un romanzo, come è noto, l’incipit riveste grandissima importanza. Lo sanno bene gli scrittori, che giocano con le numerose variazioni che esso offre (la modalità incipitaria abbraccia, infatti, la descrizione di un luogo, una riflessione filosofica, una cornice, la presentazione del narratore, una conversazione già iniziata), lo sanno bene i lettori un po’ scaltriti, che possono riconoscere senza troppe difficoltà quale patto narrativo gli viene proposto. Anche in presenza di una raccolta di racconti, però, gettare uno sguardo d’insieme sui diversi incipit dei testi che la compongono può risultare un’operazione tutt’altro che inutile.

Consideriamo, ad esempio, l’ultima fatica letteraria di Massimiliano Bellavista, “Dolceamaro” (Lit edizioni). Scorrendo le prime righe degli otto racconti, accade di imbattersi ora in un narratore interno ora in un narratore esterno, ora in uno spazio consueto e riconoscibile ora in uno spazio indistinto, ora in una cornice temporale ben determinata ora evanescente, in un caso perfino fiabesca (“C’era una volta un re, che pianse e si disperò…”). La stessa presentazione dei personaggi pare sottrarsi a ogni criterio di univocità, pur rifuggendo costantemente dal ritratto-descrizione accurato e definitivo. Se insisto su questi aspetti tecnici, è perché con “Dolceamaro” ci troviamo al cospetto di un’opera nella quale a essere centrale è proprio la scrittura. Con questo non intendo certo dire che non sia importante quanto ci viene narrato; voglio semplicemente riconoscere il primato del “come” sul “cosa”.

Raffinato lettore e profondo conoscitore della letteratura (specie postmoderna), Bellavista ricorre a una “scrittura di secondo grado”, vale a dire una scrittura nella quale gli echi, le riprese, le citazioni, i rimandi alla tradizione (l’immensa biblioteca universale) abbondano e fanno dello scrittore una sorta di “bricoleur”, attento a individuare e a ricontestualizzare non semplicemente tessere narrative e immagini, ma anche un tono, un ritmo, un’atmosfera incontrata in un altro autore. E tuttavia sbaglieremmo a considerare “Dolceamaro” alla stregua di un elegante gioco formalistico-retorico, una sorta di pezzo di bravura. Percepibile, infatti, è la funzione difensiva che la scrittura è chiamata da Bellavista a svolgere, pagina dopo pagina.

Difensiva rispetto a cosa? A un’esistenza (la propria, quella di tutti gli uomini) che non lascia intravedere né significati ultimi né direzioni, che procura ferite e traccia solchi tra le persone, e che solamente se assunta sul piano dell’arte (il libro) può essere almeno in parte capita e in parte addomesticata. La stessa centralità della similitudine – autentico marchio della scrittura di Bellavista – con funzione spiccatamente comunicativa offre testimonianza, a livello stilistico, di come i racconti di “Dolceamaro” nascano dal proposito di reagire all’angoscia che afferra l’autore ogni volta che la verità dell’esistenza (il dolore, la latitanza di senso) si mostra in tutta la sua incontrovertibile evidenza. Il passo che segue è tratto dal primo racconto, intitolato “La città e i suoi falsi santi”.

“Per la prima parte del percorso Momo e io procediamo in silenzio, lentamente, molto lentamente. Se i nostri piedi fossero strumenti musicali e la nostra passeggiata notturna uno spartito punteggiato di passi si direbbe che camminiamo più o meno in quattro quarti. Momo dice che la città da tempo non dorme e che compiere una passeggiata notturna non significa andare ambiziosamente a caccia del mistero, del diverso o di chissà quale sogno da realizzare: significa semplicemente vederla nel suo momento più vitale. Di giorno la città è quasi morta, se fosse un corpo si troverebbe in una sorta di coma farmacologico, proverebbe troppo dolore a svegliarsi, scoprendosi vuota. Di giorno tutti si spostano verso le periferie come fanno i pesci che chissà perché nuotano sempre lungo il bordo esterno dell’acquario. Di notte invece tutto torna in ordine. Di notte la città ha davvero gli abitanti che conta all’anagrafe, le case si animano e si riscaldano, i suoi miliardi di tubazioni fremono come vene in preda all’eccitazione, il tanto spazio lasciato vuoto viene occupato da corpi in movimento. Di notte si ha il tempo per mettere mano a quello che i giorni frenetici vissuti a chilometri di distanza impediscono di fare”.

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Oggi al Fringe a Roma /today at the Fringe Festival in Rome

fringe festival book

 

FringeBook

 

FringeBook è una delle tante novità di quest’anno.

Una vetrina sulla nuova editoria realizzata in collaborazione con Il Seme Bianco – Controluna – Emersioni del Gruppo LIT.

Tre case editrici e un unico progetto culturale che mira a dare voce e valorizzare autori emergenti ed esordienti per dare spazio all’energia creativa e alla sperimentazione espressiva spesso trascurate da altri circuiti editoriali più paludati.

Un’idea di base in perfetta sintonia con lo spirito del Fringe Festival.

Il Seme Bianco pubblica libri di narrativa, noir, gialli, saggi, racconti, fantasy. Il filo conduttore che unisce i diversi generi è la passione per la scoperta. Scoperta di una particolare visione, di un punto di vista originale che permetta al lettore di curiosare in territori “altri”, siano essi geografici, sociali, generazionali, storici, psicologici, distopici, spirituali. Un attento lavoro di scouting permette di selezionare quei testi che raccontano una storia interessante e su questi gli editor, in sinergia con gli autori, intervengono per ottenere un alto standard qualitativo delle pubblicazioni.

Controluna pubblica libri di poesia. Una bellissima sfida editoriale per una forma espressiva che sta trovando nella contemporaneità un nuovo pubblico.

Emersioni pubblica quegli autori che si stanno affermando per la qualità e l’originalità della loro opera presso un pubblico più vasto.

Gli spazi del Mattatoio – La Pelanda, dal lunedì al sabato a partire dalle 18:00, ospiteranno una serie di incontri con gli autori, e Firma-copia.

19  gennaio 18:30 – 22.00  L’ombra del Caso Massimiliano Bellavista

seme bianco libro fringe