Domino letterario 15 e 16

 

Nr 15. Prosegue la nostra staffetta di presentazioni a catena. Questa volta, per il Domino Letterario, Carlo Miccio, del cui libro aveva parlato Marco Ballestracci, propone la lettura di “Sette abbracci e tieni il resto” (Rizzoli) di Stefano Tofani, una storia che fa ridere e che commuove, con un protagonista irresistibile che ha coraggio da vendere, anche se non lo sa ancora. Clicca qui per il video

Stefano Tofani lavora come redattore web a Lucca. Nel 2013 ha pubblicato L’ombelico di Adamo (Giulio Perrone Editore), elogiato dalla critica e vincitore del Premio Villa Torlonia. È anche autore di racconti, quasi tutti pubblicati con lo pseudonimo Stof nella rivista Toilet, grazie ai quali ha vinto il Premio Città di Capannori 2016 e per due volte (2008 e 2017) il Premio letterario Fantastic Handicap, per il miglior racconto sulla tematica della disabilità.

sette abbracci e tieni il resto
Il libro – Ernesto ha dodici anni, occhiali spessi e una camminata sbilenca. È così dall’incidente d’auto che gli ha portato via la nonna, amatissima, la nonna dei proverbi e delle lezioni di vita, la nonna a cui in cambio di un abbraccio strappava quasi tutto. Ernesto ha un amico, Lucio, che come un grillo parlante gli fa venire mille dubbi e lo mette in guardia su tutto. Ma siamo sicuri che sia sincero? Ha poi anche un altro amico che si chiama Elien e viene da lontano. Ernesto ha una passione per una sua compagna di scuola, Martina, ma sa che lei non lo noterà mai. Finché un giorno Martina non sparisce di colpo, gettando nel panico la comunità. Per Ernesto è l’occasione per ritrovarla, componendo il puzzle di un mistero che gli adulti, neanche quelli che dovrebbero saperlo fare per mestiere, riescono a risolvere. Ed è l’occasione per trasformarsi di colpo da sfigato Quattrocchio a magnifico eroe salvatore.

Nr 16  Stefano Tofani, del cui libro aveva parlato Carlo Miccio, propone la lettura di “Il cielo per ultimo” (Bollati Borlinghieri) di Michele Cecchini, una nuova rappresentazione della paternità. Clicca qui per il video

Michele Cecchini, nato a Lucca nel 1972. Insegna materie letterarie in una scuola superiore di Livorno, dove risiede. Nel 2010 ha pubblicato il suo primo romanzo, nel 2017 ha collaborato alla realizzazione dei testi per l’album di Bobo Rondelli Anime storte.

il cielo per ultimo

Il libro – Si chiama Emilio Cacini ma tutti lo conoscono come Soldo di Cacio perché è basso e goffo. La sua vita è sempre stata una storia semplice, di quelle senza aneddoti. Cacio è un uomo mite, insegna educazione artistica alle scuole medie e vive a Livorno, nel rione di Ardenza Mare. Da sempre coltiva la passione per le immagini, tanto che spesso associa le situazioni che vive ai dipinti dei suoi pittori preferiti. Vorrebbe tanto rivelare il suo segreto, che riguarda la relazione clandestina con Ilaria, una donna con un passato da brigatista, ma nessuno glielo chiede. Cacio ha un figlio, Pitore, un bambino che parla una lingua tutta sua, fatta di parole incomprensibili, inventate: folmedina, parassonio, golbetico… Cacio sembra non farne un dramma e anzi si impegna a trovare forme di comunicazione alternative alle parole, nel tentativo di stringere un legame sempre più forte con suo figlio. Seppure disorientato, Cacio ha un mondo dentro di sé e va per la sua strada, ed è una strada gentile e allo stesso tempo forte nel passare attraverso la solitudine e nel creare armonia dalla disarmonia da cui si sente circondato. Nel tentativo di trovare una autenticità che vada al di là delle parole, Cacio sembra dire che il mondo può essere in tanti modi differenti, basta sapere inventarlo. Michele Cecchini ha un immaginario tutto suo. È un realismo magico, fatto di delicatezza, tenerezza e stupore per le cose. Scrive usando una lente speciale per guardare e raccontare il mondo, che vola leggero come in una bolla di sapone.

Domino letterario 13 …e 14

Siccome per i supestiziosi il 13 non è di buon auspicio, ecco due numeri del Domino insieme.  Scherzi a parte la congestione di attività varie  di queste settimane non ci ha permesso di fare altrimenti quindi eccoci qua con due puntate in una. Prosegue in esse il filone che abbina narrativa e sport.

Nel Nr 13 Giovanni Nencini raccoglie il testimone di Giancarlo Brocci e propone “I guardiani” di Marco Ballestracci (66th and 2nd). Clicca qui per il video

Ballestracci guardiani

Marco Ballestracci è nato in Svizzera ma vive da sempre a Castelfranco Veneto. È stato musicista di blues e giornalista musicale. Il suo primo libro – Il compagno di viaggio. 9 racconti in blues (Il Foglio Letterario) – è uscito nel 2005. Nel 2009 e nel 2012 ha vinto il Premio Selezione Bancarella Sport con A pedate. 11 eroi e 11 leggendarie partite di calcio (Mattioli 1885) e con La storia balorda (Instar Libri). Ha pubblicato, sempre con Instar Libri, L’ombra del Cannibale (2009), Imerio. Romanzo di dannate fatiche (2012) e Il dio della bicicletta (2014). Nel 2016 ha vinto il Premio CONI-Memo Geremia con I guardiani (66thand2nd).

Il libro – Wembley, ottobre 1973. Inghilterra e Polonia si giocano l’accesso alla Coppa del Mondo. Quella notte un “clown vestito di giallo”, Jan Tomaszewski – un metro e novantatré, capelli lunghi trattenuti da un cordino -, inanella una serie di parate spettacolari, regalando ai polacchi la qualificazione alle fasi finali. Diciassette anni prima, nel maggio del 1956, lo stadio dell’Impero era stato il teatro di un’altra prestazione memorabile. L’acrobata inatteso, quella volta, si chiamava Bert Trautmann, numero uno del Manchester City – un ex soldato della Wehrmacht catturato dagli inglesi durante la Seconda guerra mondiale. Solo grazie al coraggio mostrato nella finale di FA Cup contro il Birmingham City, quel “mangiacrauti schifoso”, l’uomo più fischiato della Prima Divisione, potrà riscattare il proprio passato e sarà acclamato come un eroe nel paese che lo ha adottato. Le storie di Tomaszewski e Trautmann si intrecciano a quelle di altri formidabili portieri – Toni Turek, William Vecchi e Giuseppe Perucchetti – nel sesto romanzo di Marco Ballestracci. Un viaggio imprevedibile per le pianure dell’Ucraina, le Langhe e la Val Trompia, tra divisioni di fanteria, staffette partigiane e squadrette giovanili, dove le gesta dei cinque “guardiani” – cinque interpreti stravaganti del ruolo più eccentrico del calcio – rivivono nelle giocate di un bambino, diventato ragazzo e poi uomo, che comincia terzino prima di scoprirsi un talento tra i pali. Anzi, nelle uscite.

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Invece nella putata nr 14 Marco Ballestracci, chiamato in causa da Giovanni Nencini, propone la lettura de “La trappola del fuorigioco” (Edizioni Alpha Beta Verlag) di Carlo Miccio, un romanzo che ci accompagna all’interno delle dinamiche di un ambiente familiare in cui si annida ed esplode un disagio mentale. Clicca qui per il video

Carlo Miccio

Il libro – Giugno 1975: la travolgente avanzata elettorale del PCI di Berlinguer minaccia di sconvolgere l’ordine politico e sociale dell’intero paese. Per Sebastiano La Rosa, 40 anni e una diagnosi di Depressione Bipolare Schizoaffettiva, si profila il peggiore degli incubi: un paese in mano a barbari che bruciano chiese e sequestrano case. Una paura capace di spingerlo nel baratro psicotico sotto gli occhi di suo figlio Marcello, dieci anni, che la realtà la decifra solo attraverso il gioco del calcio. E che al significato della parola comunismo, e al senso vero delle paure di suo padre, ci arriverà scoprendo le meraviglie del calcio totale: un modulo perfetto praticato dalla nazionale olandese sotto la guida del suo rivoluzionario condottiero, il compagno Johan Cruyff. Inizia sul campo di calcio un cammino di trasformazione che porterà negli anni quel ragazzino a trovare la maniera per gestire l’ingombrante presenza della malattia paterna e le sue stesse reazioni emotive davanti alla paura e al pericolo.

Carlo Miccio vive a Latina dove lavora come mediatore culturale con profughi e richiedenti asilo politico. Ha pubblicato racconti per la collana Toilet, della 80144edizioni, di cui è stato uno dei fondatori. Appassionato di creatività digitale, ha al suo attivo mostre personali e collettive (Roma, Torino, Londra, Latina, Paola) e nel 2014 è stato incluso in un’antologia della Taschen tra i 150 più interessanti illustratori al mondo. Il suo sito è microcolica.it

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Il Domino letterario fa 13

 

Gastone Nencini

Nuovo appuntamento con il nostro Domino Letterario, che per ora resta in ambito sportivo. Giancarlo Brocci, chiamato in causa la scorsa volta da Riccardo Lorenzetti, passa la palla a Giovanni Nencini e presenta il suo libro “Sulla cresta dell’onda. Gastone Nencini e quel 1960” (Sarnus), in cui restituisce il ritratto commovente del padre, vincitore del Tour de France nel 1960. Clicca qui per il video

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Il libro – Il 1960 è un anno fondamentale per il grande ciclista Gastone Nencini, che vince il Tour de France dopo aver sfiorato il trionfo al Giro d’Italia che perse per solo 28 secondi dopo aver duellato a lungo con Jacques Anquetil che si aggiudicò quell’edizione.. In un dialogo immaginario col giornalista Armand, il campione racconta sforzi, passioni, imprese, fortune e sfortune di quel Tour. Parallelamente è ricostruita la storia d’amore ‘clandestina’ tra Nencini e Maria Pia, ragazza fiorentina che poi riuscirà a sposare e che diverrà madre di suo figlio. Il libro restituisce un ritratto commovente del ciclista e dell’uomo, raccontandoci allo stesso tempo un’epoca che, con l’avvento degli sponsor, segnò il passaggio dal ciclismo “eroico” a quello moderno.

 

Domino letterario nr 12

L’Italia è davvero il paese più sportivo del mondo, come racconta Riccardo Lorenzetti nel libro presentato la scorsa settimana da Mattia Nocchi. E, dunque, il nostro Domino Letterario non può che proseguire nel nome dello sport. Stavolta si parla di ciclismo e ad essere suggerito è il libro di Giancarlo Brocci “L’Eroica” (Giunti), in cui sono narrate storie, imprese e sogni sulle strade bianche. Clicca qui per il video sul canale YouTube

L'eroica

Il libro – L’Eroica, cicloturistica d’epoca che si svolge la prima domenica di ottobre con partenza da Gaiole in Chianti, è nata dall’amore di Giancarlo Brocci per gli impareggiabili scenari delle colline toscane e per il ciclismo dei pionieri, austero e genuino. Questo libro ne ripercorre la storia, che per un intero popolo di cultori della poesia della fatica è già leggenda. Nei bar e nei circoli del Chianti di mezzo secolo fa, dove ancora risuonava l’eco delle imprese di Bartali e Coppi, ha inizio il racconto. Che poi continua, nella parabola di Brocci, come consapevole ricerca e insieme coraggiosa riproposizione dei valori alle radici di uno sport tanto duro quanto popolare. Animati da questa solida passione, Giancarlo Brocci e i suoi compagni d’avventura hanno scritto negli ultimi vent’anni nuove pagine dell’epica del ciclismo: dalla Gran Fondo “Gino Bartali”, pensata per lanciare il Parco Ciclistico del Chianti, a L’Eroica, che ha dato il via in Italia e nel mondo a un movimento sempre più vasto e a un’autentica moda, passando per i recenti fasti de L’Eroica professionisti e l’esperienza utopica del Giro Bio (Giro d’Italia dilettanti).

Le puntate precedenti

domino 12

 

 

11 Domino 11

Come ogni lunedì, ci ritroviamo per il consueto appuntamento con il Domino Letterario che vi permette di assistere, stando a casa, a presentazioni a catena di libri. Tocca a Mattia Nocchi, classe 1979, toscano, batterista mancato, giornalista. Ha diretto la prima radio universitaria italiana, a Siena, prima di lavorare per cinque anni a Milano nel mondo delle emittenti nazionali (Rtl 102.5, Radio 24 – Il Sole 24 Ore). Da qualche anno si occupa di comunicazione politica, istituzionale e altre stranezze a Firenze, presso la Regione Toscana. Mattia raccoglie il testimone di Nicola Nucci e propone la lettura della raccolta di racconti di Riccardo Lorenzetti “Il paese più sportivo del mondo” (Absolutely Free Editore). Clicca qui per il video sula canale YouTube
Mattia Nocchi
Il libro – “Quando Paolo Rossi segnò il gol al Brasile… quando Villeneuve fece quello storico sorpasso… quando Coppi conquistò l’Alpe di Huez…”. Sono innumerevoli i quando entrati a far parte della nostra vita. Questo libro racconta quei momenti. La normalità dei protagonisti unita ai grandi momenti sportivi che si trovano ad assistere, anche solo davanti a una radio, a una televisione, a un maxischermo. Come quel tale che festeggiava i trent’anni di matrimonio e gli chiesero cosa ricordasse di quel giorno: “Praticamente nulla, se non che era domenica e che la Fiorentina vinse a Napoli. Segnò Antognoni, su punizione.” E poi c’è un piccolo paese toscano, più immaginario che reale. Lo chiamano “il paese più sportivo del mondo“, gli abitanti narrano storie alle quali non sarà difficile affezionarsi, perché parlano di noi. Gli abitanti del paese sono i motori delle storie: maestri e contadini, segretari comunali e preti, bottegai e bariste prosperose. Il paese più sportivo del mondo racconta storie così, dove ognuno è a suo modo protagonista di qualcosa che passa alla Storia.

 

Qui la playlist completa

Il domino fa 10

Il libro suggerito. Nicola Nucci propone “Come cerbiatti sulle strisce pedonali”

Decimo appuntamento con il Domino Letterario che vi permette di assistere, stando a casa, a presentazioni a catena di libri. Nicola Nucci, chiamato in causa l’ultima volta da Silvia Roncucci, propone la lettura del romanzo “Come cerbiatti sulle strisce pedonali” (Edizioni Effigi) di Mattia Nocchi. Clicca qui per il video

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Nicola Nucci,  ha lavorato come sceneggiatore in ambito teatrale e attualmente si sta dedicando ad alcuni progetti in campo cinematografico, settore nel quale si è già distinto arrivando in finale al concorso bandito nell’ambito di Uno Sguardo Raro – Festival Internazionale di Cinema sulle Malattie Rare (2018).Ha ottenuto alcuni significativi riconoscimenti: la segnalazione al Premio InediTO (2013) al Salone Internazionale del Libro di Torino, due volte in finale al Premio Mario Luzi (2014 e 2015), il premio della giuria al concorso La Città di Murex (2013), il secondo posto al concorso Under 29 di Modena (2013).
Nel 2018 il suo primo romanzo, Trovami un modo semplice per uscirne.
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https://www.youtube.com/watch?v=qNWlELiIicw&feature=emb_logo

Il libro – Federico Fiumani è un giovane giornalista televisivo che lavora a Milano nei primi anni duemila e vive le (a)normali condizioni di una generazione fragile, ambiziosa e precaria. Giano è un contadino della mezzadria toscana, chiamato alla leva durante la seconda guerra mondiale. Federico sogna di fare lo scrittore di racconti per bambini. Giano di sposare Tina, una maestra anarchica di origine piemontese. Due vite normali, distanti nel tempo, che saranno sconvolte entrambe da un evento imprevedibile. Due storie che si alternano e procedono in parallelo, finché una si legherà indissolubilmente con l’altra, interrogandola. Un romanzo che intreccia molti fili e molte voci, ambientato tra l’Italia e gli Stati Uniti. Una piccola saga familiare dove i segreti si annidano coperti dalla polvere e dal silenzio. La ricerca della verità, come unica arma di difesa nei confronti del male che muove il mondo.

 

L’ora del domino…

Il domino letterario travolge tutti inarrestabile e fa cadere la sua nona tessera...

domino

Per l’appuntamento di oggi con il nostro Domino Letterario Silvia Roncucci(nata nelle Crete Senesi, classe 1979, autrice di articoli storico-artistici, racconti, scritti umoristici, romanzi, guide per ragazzi – quest’ultime nate dalla sua formazione come storica dell’arte e dalla decennale esperienza come guida turistica a Siena e provincia cfr ad es  “L’anno della morte di Kurt” (La Ruota edizioni, 2018) del cui libro aveva parlato Annalisa Coppolaro, propone la lettura del romanzo “Trovami un modo semplice per uscirne” (Dalia Edizioni) di Nicola Nucci. Clicca qui per il video

Il libro – Cosa possono fare due ventenni annoiati in una settimana di ferie? La rivoluzione. Nick e il suo amico trascorrono le giornate sul divano di uno scantinato a parlare di musica, a bere e a fumare ma, nel momento indefinito in cui questo dialogo prende forma, qualcosa in loro cambia. Nick, il più audace tra i due, cerca di trascinare l’indolente amico, operaio di un’azienda conserviera, in un progetto che, a suo dire, li farà alzare finalmente dal divano e che cambierà il mondo: “Rivoluzione!” si chiamerà. Sarà una sorta di grande varietà, un bel “prodotto”: corpi che ondeggiano, belle ragazze, cuochi famosi. Ci siamo, la rivoluzione è pronta. Se non fosse per un temporale…

Ecco qua tutte ke puntate precedenti disponibili sul Canale YouTube

domino tutte le puntate

Un’altra tessera del domino…

domino

Altra puntata, la settima del Domino letterario: Silvia Schiavo, che era in scena su YouTube la scorsa settimana,  ha tirato in ballo  Massimiliano Milanesi, il quale a sua volta oggi ci propone la lettura di “Luoghi arcani” (ARA Edizioni) di Annalisa Coppolaro, un piccolo tour del mistero tra Siena e provincia.

Il libro – Quello di Annalisa Coppolaro è un viaggio attraverso la notte. Renderla magica sta anche alla nostra sensibilità, alla misura in cui ci apriamo alla sua ricerca che cuce insieme storia e mistero. Due ingredienti tipici dalle nostre parti. Questi non sono racconti “strani” come sono intesi da altre parti, ma i segni di un’antica convivenza fra passato e presente, fra uomini di ieri e uomini di oggi.

luoghi arcani

 

 

Per le puntate precedenti…

Cadono le tessere del domino…

 

Effetto domino

Allora dunque: oggi tocca a Silvia Schiavo che per  il nuovo appuntamento con il nostro Domino Letterario, che vi permette di assistere stando a casa a presentazioni a catena di libri. Silvia Schiavo, chiamata in causa la scorsa settimana come ricorderete da Elisa Mariotti, propone la lettura di “Il copione maledetto” (ARA Edizioni) di Massimiliano Milanesi.

domino

Il libro – lI celebre e ormai anziano attore e regista teatrale Marco Rini torna a Siena per il solitario atto finale della sua esistenza. La parabola della sua lunga vita sembra infatti ormai destinata a concludersi nel rimpianto per la perdita della moglie e per il difficile rapporto con il figlio, quando dal passato riemerge un antico testo teatrale dai poteri inquietanti: Il copione maledetto. Tra vecchi teatranti alle prese con le grazie e le tragedie del proprio passato e giovani attori che affrontano le benedizioni e le maledizioni del proprio presente, la vicenda culmina con la messa in scena del Copione. Sarà infatti quest’ultima rappresentazione a portare a compimento i destini di tutti, nella gloria e nell’amore, nella miseria e nella rovina.

 

 

Per le puntate precedenti…

domino puntate precedenti

#oraccontobreve: i magnifici tre della quarta settimana

E mentre  il domino letterario è arrivato alla quinta settimana,( con Elisa Mariotti, chiamata in causa da Martina Delpiccolo, che suggerisce la lettura de “I cieli visti dal tempio” (Effigi edizioni) di Silvia Schiavio) questo quarto appuntamento di #ioraccontobreve è un dialogo (purtroppo rigorosamente a distanza) tra due categorie, gli insegnanti e gli alunni, quanto mai sulla cresta dell’onda in questo periodo. Poi c’è un convitato di pietra, il mezzo elettronico, digitale. Come l’acqua non ha sapore, odore, o colore. Ma a differenza dell’acqua, non sembra capace di ‘dissetarci’ davvero

Iniziamo

DO ALGORITHMS PLAY AN ELECTRIC BLUES?  di Massimiliano Bellavista

distopia 4

Con brevi istruzioni può azzurrarti gli occhi affinché scintillino di rimando sullo schermo come soluzioni in cerca di un problema affinché tu veda un mondo irreale, un miraggio, un’alba binaria grondante pixel e bit ‘unmondochepoiungiornotuttoquestosarà(virtualmente/diperatamente)tuo’.

Una realtà aumentata si direbbe quando invece è solo diminuita quando invece l’essenziale e il bello sono nel contatto, nell’addizione di corpi, prova se non ci credi a frapporre un diamante all’aurora, o anche a un semplice sorriso. Essere umani significa pretendere ogni giorno dal prossimo una libbra di carne e un quarto di pazzia. Ma vallo a spiegare a un chiunque qualcuno ora che la corsa è lanciata e lo stadio digitale bolle di grida e frigge di applausi.

Qui nell’acido sterile di una connessione postata silenziosamente su un tavolo di quercia c’è tutto intorno una trama bugiarda, una trincea invisibile di paure. Pensare che l’uomo sia direttamente deducibile dai fatti che tu sia sezionabile in una cascata ordinata di piccoli problemi e necessità, è razionale follia. Ma poi chi ti dice che questo non sia già successo e pure molte volte e non si sia il prodotto di un’ostinata e più che meritata Nemesi? Meritiamo di estinguerci, anzi, di spegnerci.

Perché può darsi che Dio la pensi come mia nonna:Quando non funziona non stare a grattarti. Spegni e riaccendi.

E continuiamo con Simonetta Losi, collaboratore Esperto Linguistico all’ Università per Stranieri di Siena, giornalista ed esperta in divulgazione culturale.  Se ci leggete da Vega e non sapete nulla (dato il ben noto ritardo relativistico del nostro segnale televisivo ad arrivarvi) dell’attuale istituzione della DAD, la famigerata didattica a distanza, leggete questo assi ben confezionato racconto e ve ne farete un’idea precisissima. No, amici Vegani, purtroppo non si tratta di un racconto distopico…

LA PIATTA FORMA DIGITALE

distopia 2

E così la mia didattica in una manciata di giorni è entrata in zona rossa attraverso una rivoluzione copernicana. Pochi clic e accedo a una piattaforma. Davanti, un vasto nulla animato.

Siamo chiusi dentro, ma immagini e parole dette, scritte, cantate, viaggiano libere raggiungendo studenti intrappolati a Siena, o fortunosamente tornati a casa, collegati dal mondo.

Prima, cancellando la lavagna, mi chiedevo dove andavano a finire le parole. Me lo chiedo ora, che sono un misto fra dj, avatar, voce disincarnata, su un ponte tibetano virtuale affollato, instabile.

Mancano presenza e relazione: insegnare a distanza è una piatta forma.

Gli fa da perfetto eco Maddalena Biserni, 16 anni, che frequenta la IIB del Liceo Classico Enea Silvio Piccolomini di Siena. Scrive molto bene Maddalena, leggere pennellate che poi cominciano a pesare sui pensieri. Insegnanti e studenti, come si vede, sono entrambi naufraghi sulle sponde del mare…virtuale.

TRA SOGNO E VIRTUALE

Il solletico dei fili d’erba che incontrano le mie braccia scoperte, il ronzio delle api che passano da fiore in fiore. I raggi del sole che sembrano fatti per scaldarmi la pelle. Gli universitari ridono seduti in terra aspettando la prossima lezione, alcuni fanno pranzo. Dietro sento il rumore leggero delle note di un pianoforte che si rincorrono tra loro, viene dal Collegio Tolomei. Passa un uomo con un cane, mi fermo ad osservarlo.

Mi balena in testa l’idea di andare da lui e chiedergli se posso accarezzarlo. Ma è notte e sono a casa sul letto e l’unico rumore che sento è il ticchettio dell’orologio sul comodino che mi ricorda che domani ho le videolezioni.

distopia 1

E nella morsa di tutta questa virtualità a pronta presa sotto vuoto spinto si perdono anche i confini dell’esperienza, si sovrammettono quelle vissute da altri quelle immaginate, quelle ancora da vivere. Dov’è la polvere, copre solo il passato o anche il futuro? Kevin Tushe, anche lui Liceale di 16 anni e tra l’altro fresco segnalato del Premio Asimov con una bella recensione , ha un’idea ben precisa al riguardo. E certo anche lui sa maneggiare molto bene la penna, e non lo diciamo solo noi.

POLVERE

distopia 3

Le mie dita blandiscono i lisci involucri, un tempo sgargianti, dei vinili, ora giacenti sbiaditi nel solaio. Scorro rapido i titoli, in cerca di memorie di gioventù trascorsa. Mi soffermo su una copertina avvolta da una densa patina di polvere: ne estraggo alla cieca il disco e, poggiato sul lettore, Born to Run di Bruce Springsteen avvolge l’ambiente. Sulle note di “We gotta get out while we’re young” rievoco il tepore delle sue membra che si confondono con le mie. Rimorsi di amori mai nati riaffiorano: rivivo drammi per esorcizzarli, finendo inevitabilmente soffocato dalla polvere stessa, nella quale mi reincarno, residuo di tempi distanti che non mi appartengono.