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Oggi al Fringe a Roma /today at the Fringe Festival in Rome

fringe festival book

 

FringeBook

 

FringeBook è una delle tante novità di quest’anno.

Una vetrina sulla nuova editoria realizzata in collaborazione con Il Seme Bianco – Controluna – Emersioni del Gruppo LIT.

Tre case editrici e un unico progetto culturale che mira a dare voce e valorizzare autori emergenti ed esordienti per dare spazio all’energia creativa e alla sperimentazione espressiva spesso trascurate da altri circuiti editoriali più paludati.

Un’idea di base in perfetta sintonia con lo spirito del Fringe Festival.

Il Seme Bianco pubblica libri di narrativa, noir, gialli, saggi, racconti, fantasy. Il filo conduttore che unisce i diversi generi è la passione per la scoperta. Scoperta di una particolare visione, di un punto di vista originale che permetta al lettore di curiosare in territori “altri”, siano essi geografici, sociali, generazionali, storici, psicologici, distopici, spirituali. Un attento lavoro di scouting permette di selezionare quei testi che raccontano una storia interessante e su questi gli editor, in sinergia con gli autori, intervengono per ottenere un alto standard qualitativo delle pubblicazioni.

Controluna pubblica libri di poesia. Una bellissima sfida editoriale per una forma espressiva che sta trovando nella contemporaneità un nuovo pubblico.

Emersioni pubblica quegli autori che si stanno affermando per la qualità e l’originalità della loro opera presso un pubblico più vasto.

Gli spazi del Mattatoio – La Pelanda, dal lunedì al sabato a partire dalle 18:00, ospiteranno una serie di incontri con gli autori, e Firma-copia.

19  gennaio 18:30 – 22.00  L’ombra del Caso Massimiliano Bellavista

seme bianco libro fringe

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L’ombra del caso al Fringe Festival di Roma

L’ombra del caso: presentazione e firma copie a Roma: il 19 gennaio dalle ore 18.00 alle ore 22.30 circa.
Il FRINGE Festival si terrà al MACRO TESTACCIO DI ROMA PIAZZA ORAZIO GIUSTINANI 4

VENITE NUMEROSI!!! (una sorpresa per chi parteciperà…)

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FringeBook

FringeBook è una delle tante novità di quest’anno.

Una vetrina sulla nuova editoria creata in collaborazione con Il Seme Bianco Controluna / Castelvecchi Editore.

Gli spazi del Mattatoio – La Pelanda ospiteranno una serie di incontri, tra presentazioni di libri, firmacopie con autori e reading con ospiti prestigiosi.

Alcuni degli autori che saranno presenti al FringeBook:
Francesco Paolantoni
Nicola Vicidomini
Mario Marenco
Maria Grazia Adamo
Chiara Alaia
Arena Esther
Fabio Bacile di Castiglione
Massimiliano Bellavista
Annalisa Fabbri
Simona Bennardo
Andrea Bizzarri
Chiara Borghi
Evita Comes
Pierbruno Cosso
Claudia Dalmastri
Annalisa Fabbri
Elysa Fazzino
Gaia Mencaroni
Donatella Previtera
Lorella Natalizi
Corrado Passi
Giovanna Tatò
Marì Taverna
Marta Tedesco
Bettina Todisco
Kraus Folner
Delia Marzo
Francesco Fagioli

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Il programma completo degli appuntamenti sarà disponibile a breve.

 

Indagine ad altissimo rischio per un detective sulle tracce di un feroce assassino seriale

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Da Il seme bianco un thriller appassionante che mette a nudo le piaghe di un’intera società

di Guglielmo Colombero

(si ringrazia Bottega Editoriale)

«La gente non capiva che la morte non si fa. Si subisce. Non si crea né si distrugge, passa solo di mano in mano, come un cerino acceso». Questo passaggio estrapolato dal romanzo L’ombra del caso (Il seme bianco, pp. 272, € 22,90) illumina la filosofia disincantata, sfumata di cinismo, che caratterizza il protagonista, il commissario M. L’autore, Massimiliano Bellavista, usa solo l’iniziale del nome per questo personaggio che racchiude molteplici echi dei classici del giallo: da Gadda a Simenon fino a Camilleri. Senese, classe 1973, ingegnere e docente di Management strategico, Bellavista si può definire poliedrico sotto il profilo letterario. Accanto a questa sua prima opera narrativa, infatti, troviamo saggi in materia amministrativa e diverse raccolte poetiche. Catalogare sbrigativamente il suo romanzo come thriller potrebbe apparire riduttivo, anche se ripercorre il solco di quella tradizione: un serial killer che colpisce apparentemente a caso; un contesto sociale in cui l’autore innesta «dolore, malvagità, dubbio, pericolo, sadismo, pazzia»; un investigatore solitario che, scavando sempre più a fondo, finisce per portare alla luce un intrico perverso di marciume, corruzione, tangenti, prostituzione e reti di pedofili. La trama appartiene sicuramente alla letteratura gialla, ma da tale contesto Bellavista distilla umori corrosivi per tracciare l’affresco desolante di un tessuto sociale ormai irrimediabilmente contaminato da loschi traffici e deliranti pulsioni delittuose.

Un sentiero di enigmi come in un libro di Borges

Di sapore quasi pirandelliano, poi, alcuni sprazzi densi di dolenti metafore sul tormento esistenziale del protagonista: «A M. in sostanza, pareva di leggere un libro in cui era scritta la sua vita, ma che lui non aveva diritto a sovrascrivere e nemmeno ad annotare. Da qui due conseguenze logiche per la mente analitica di un investigatore: primo, era qualcun altro a decidere il copione, secondo, questo qualcuno il copione l’aveva già scritto in tutto o in parte, quindi nella migliore delle ipotesi lui era indietro rispetto alla sua vita di qualche pagina nella peggiore si trattava di un libro già bello che finito, magari anche di seconda mano. E quindi la logica conseguenza era che nelle cose della vita non occorreva sempre impegnarsi: tanto il libro avrebbe comunque girato pagina da sé». Caparbio, metodico e tenace, il commissario M. è anche guidato, nel suo tortuoso itinerario investigativo, da alcuni sogni premonitori: l’orribile realtà che egli è destinato a scoperchiare assume via via i contorni rarefatti di un incubo a occhi aperti, che lentamente si dischiude davanti al suo sguardo indagatore. Non è assolutamente casuale, a questo proposito, la citazione che l’autore dedica alla struttura angosciante e labirintica di uno dei racconti più celebri di Jorge Luis Borges, La lotteria di Babilonia. Sul versante più propriamente poliziesco, prevale invece la visuale asettica e lucidamente  razionale dell’investigatore navigato: «Gli omicidi tra familiari erano casi intensi, dotati di un’elettricità particolare, ma in genere procedevano spediti nella loro soluzione. Quando la vittima non aveva uno straccio di relazione o, se le aveva, erano sporadiche o peggio solo virtuali, erano grandissime rogne anche solo per stabilire un decente perimetro di indagine». Attento rifinitore nel descrivere la fisicità dei personaggi di contorno (come le «ballerine attempate e straripanti di cellulite» che affollano certi idioti programmi televisivi), Bellavista ci offre lo spaccato inquietante di una società deteriorata: il commissario M. prende a calci un vespaio e sprofonda le mani in un immenso verminaio generato dalla putrefazione degli ideali e dal trionfo dell’avidità e della sete di potere.

 

Guglielmo Colombero

Successo al Salone di Torino

Foto Colombero e Max

Grande interesse e apprezzamento allo stand della Regione Calabria nel 31esimo Salone Internazionale del libro di Torino, che si è aperto al Lingotto Fiere. Uno spazio caratterizzato dal rosso che è il colore scelto dalla Regione Calabria per la cultura, richiamandosi innanzitutto al Codex Purpureus Rossanensis. Una partecipazione dedicata a quattro pensatori calabresi, Cassiodoro, Gioacchino da Fiore, Bernardino Telesio e Tommaso Campanella, a cui si aggiungono omaggi agli scrittori Mario La Cava e Saverio Strati, allo scienziato del sedicesimo secolo Luigi Lilio e con momenti dedicati alla narrativa calabrese, tra cui una tavola rotonda a più voci con numerosi scrittori. Visitabile anche un percorso espositivo con edizioni di pregio delle opere di Gioacchino da Fiore e riproduzioni dal Codice Romano Carratelli del XVI secolo. Il primo giorno è stata ospitata la presentazione del lavoro realizzato sulle location cinematografiche della nostra regione con il supporto della Calabria Film Commission e della Regione Calabria, edito da Rubbettino e intitolato “Cinetour Calabria”, a cura di Maurizio Paparazzo e Giovanni Scarfò. La presentazione, con la partecipazione di Daniela Rabia, ha coinvolto anche il Presidente della Calabria Film Commission, Giuseppe Citrigno. Venerdì 11 ospite del Focus Cassiodoro il cardinale Edoardo Menichelli, che ha presentato con il prof. Luciano Vasapollo, dell’università La Sapienza e don Antonio Tarsia del Centro Culturale Cassiodoro, l’ultimo libro curato da Mons. Antonio Cantisani, arcivescovo emerito di Catanzaro Squillace dal titolo “Grazie a te, Signore” con traduzione e commenti ai salmi di Cassiodoro, edito da Jaca Book.

Nelle prime due giornate di attività sono stati presentati i testi di Giuseppe Fiorenza “E dopo accadde” (Ferrari editore), di Federico Carro “Il re della luce. L’ordine degli dei oscuri” (Sovera) e “L’ombra del caso” di Massimiliano Bellavista (Il seme bianco), entrambi a cura di Bottega editoriale, il libro “Guglielmo” di Adriana Lopez (La Rondine), due testi dedicati al cinema come “La grande avventura: Tony Gaudio/Nicholas Musuraca” di Eugenio Attanasio e Mariarosaria Donato a cura della Cineteca della Calabria, e “Appunti di cinema” di Francesco Grano (Ferrari editore). E ancora i testi dedicati ai bambini e ragazzi tra cui “Il sogno di Martin” di Dino Ticli e “L’Angelo di Alì” di Anselmo Roveda, entrambi della Coccole books, “Perché non volo” di Paola Merolli con l’intervento di Francesco Toniarini e “Giseppa e il fantasma pasticcione” di Leonardo Ruffo e Nini Mazzei, edito da La Rondine e “Ardian che voleva svuotare il mare” di Assunta Morrone (Expressiva edizioni). Presentazioni che hanno visto la colorata partecipazione dei ragazzi delle scuole in visita al Salone. Tra i libri più impegnati quello di Mario Caligiuri “ Aldo Moro e l’intelligence. Il senso dello Stato e la responsabilità del potere” (Rubbettino), “Generazione don Milani” a cura di Raffaele Iosa (Erickson), con la partecipazione di Silvana Borgese e di Nicola Irto, Presidente del Consiglio regionale della Calabria. Ancora, “‘Ndrangheta totalitaria” di Andrea Carnì (Falco editore), con la partecipazione dello storico Enzo Ciconte, il testo di Giuseppe Aieta “Vie d’uscita” (associazione culturale Visioni), presentato con Maria Antonietta Sacco. Su Tommaso Campanella tre testi editi da Città del Sole edizioni, “Stavamo al buio… io accesi un lume” con la partecipazione del Sistema Bibliotecario Jonico, “La Città del Sole” di Francesco Idotta, “All’ombra delle tue ali. La saggezza di Tommaso Campanella” di Claudio Stillitani. A chiudere la seconda giornata un panel dedicato alla narrativa calabrese, con i libri “Lungo il sentiero delle trasparenze” di Felice Foresta (Tralerighe libri), “L’ uomo dei tulipani” di Elia Banelli (Alter Ego), “Caos ordinato” di Paolo Magrì (Ferrari), “La forma esatta delle stelle” di Brunello Montagnese (Besa), “Permani” di Carlo Simonelli (Pellegrini).

 

Da “Il Giornale di Calabria

Fonte