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I programmi definitivi delle giornate del Festival di Siena

Ricordiamo il termine per la presentazione dei racconti da 250 parole per il concorso ‘Vie Brevi’ è Venerdì. I migliori saranno premiati Sabato durante questo evento:

Comitato della Società Dante Alighieri, via Tommaso Pendola 37

Ore 17.00 Fiorella Atzori, Sgrammaticando

Ore 17.45 Marco Ferrari, “Romanae disputationes” eOpera prima”. La parola alla prova tra filosofia e letteratura (nella scuola) Ore 18.30 Massimiliano Bellavista e Luca Betti, Premiazioni per il concorso “Per vie brevi”. Modera Diego Palma

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Parole in cammino…venite ci divertiremo 14-16 p.v.

Visioni. Retrospettive, scenari, nuovi linguaggi

Siena, 14-16 ottobre 2021

Parole in cammino

Visioni. Retrospettive, scenari, nuovi linguaggi

Siena, 14-16 ottobre 2021

L’organigramma

Associazione organizzatrice

La Parola che non muore

Direttore artistico

Massimo Arcangeli

Direzione organizzativa

Diego Palma

Comitato scientifico

Carla Bagna, Marco Mancassola, Fiammetta Papi, Carlo Pulsoni, Alessio Ricci, Laura Ricci

Segreteria organizzativa

Andrea Ciarrocchi, Fabio Di Nicola, Edoardo Ottaviani (contatti con gli ospiti)

Fabio Di Nicola (tecnico audio e video)

Alessandro Russo (diretta streaming)

Comunicazione e ufficio stampa

Letizia Pini, Massimiliano Bellavista

Riprese e montaggio video

Gianni Gadaleto

Con il sostegno della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e la collaborazione dell’Università di Siena, dell’Università per Stranieri di Siena, del Comune di Siena, della contrada della Chiocciola, dell’Accademia della Crusca, della Società Dante Alighieri, delle case editrici Mondadori e Zanichelli, della Rete dei Licei Classici e dell’associazione culturale “Il Liceone”

Il progetto generale

Il progetto generale, promosso dall’associazione La parola che non muore e sviluppato, con il sostegno della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, in collaborazione con il Comune di Siena e con la partecipazione dell’Università per Stranieri di Siena e dell’Università di Siena, è pensato come un itinerario sull’italiano fra passato, presente e futuro, senza trascurare il contributo portato alla storia linguistica, sociale, culturale del nostro paese dalle tante altre “lingue” presenti sul territorio (dialetti, lingue minoritarie, linguaggi giovanili, lingue di contatto, gerghi tecnologici, ecc.), dalle maggiori lingue di cultura (con riferimento alla traduzione letteraria, alle parole “in viaggio”, alle nuove forme di “capitalismo linguistico”, ecc.), dalla comunicazione non verbale (la lingua dei segni, il linguaggio del corpo).

Il progetto, nato nel 2017, punta a fare di Siena il centro strutturale, organizzatore, propulsore di una manifestazione annuale in grado di coinvolgere, negli anni, città, cittadine e borghi italiani (toscani e non toscani) disposti a realizzare uno o più eventi, per un percorso tematico comune, all’interno di altre manifestazioni culturali. Saranno quest’anno direttamente coinvolte, oltre ai festival italiani già gemellati in un progetto culturale di “cultura in cammino” (la Festa di Scienza e Filosofia di Foligno, il Festival della Crescita di Milano, ANTICOntemporaneo di Cassino e Montecassino, La parola che non muore di Civita di Bagnoregio (VT), il Borgo dei Libri di Torrita di Siena), manifestazioni che si svolgono in varie regioni italiane, fra le quali il Festival delle Corrispondenze di Magione (PG), il Roma Videoclip Festival e In Costiera amalfitana, le Conversazioni sul futuro e Io non l’ho interrotta di Lecce, le Feste Archimedee di Siracusa. 

Premio “Per vie brevi”

Il premio, organizzato dall’associazione La Voce della Scuola e indirizzato agli studenti delle scuole medie e superiori, intende esaltare il potere della narrazione, dimostrando che, per raccontare una storia, si possono usare anche pochissime parole, purché efficaci. Ai partecipanti è richiesto di scrivere un breve racconto di 250 parole al massimo, in tema di viaggio (in senso fisico o metaforico), da spedire entro venerdì 15 ottobre (all’indirizzo bellmaxi@tin.it).

Giovedì 14 ottobre

L’invenzione della lingua. Cinema, teatro, letteratura

Università per Stranieri di Siena, piazza Rosselli 27-28, Aula Magna

Ore 14.45 Saluti di Giuseppe Marrani, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici

Coordina Laura Ricci

Ore 15.00 Roberto Barzanti, Riccardo Castellana, Marco Marchi, Silvia Tozzi, Cent’anni dopo. Sull’attualità di Federigo Tozzi. Modera Valentino Baldi

Ore 15.30 Stefania Carpiceci,Federico e Giulietta. Tra Pinocchio, i clown e Cabiria 

Ore 16.00 Enrico Terrinoni e Fabio Pedone, Un “labirincubo” di parole

Ore 16.30 Anilda Ibrahimi e Laura Proja, Convergenze albanesi. Modera Carlo Pulsoni

Ore 17.00 Premio “Visioni” a Barbara De Rossi per lo spettacolo teatrale Dante e le donne

Pausa caffè

La lingua fra ambiente, territorio ed ecosistema

Ore 18.00 Simone Bastianoni e Massimo Arcangeli, Comunicare la sostenibilità. Un dizionario minimo

Ore 18.30 Maurizio Masini e Valentina Canu, “Se ci credi lo vedi”. Promuovere il territorio fra parola e mito

Buffet

Castellina in Chianti, Palazzo Bianciardi, costituendo Museo Archivio Bianciardi, via delle Volte 33

Ore 18.o0 Gaia Bianciardi Bastreghi e Massimiliano Bellavista, Le parole del Chianti: un cammino letterario tra autori e libri (antichi e moderni) chiantigiani. La famiglia Bianciardi, nell’omonimo palazzo a Castellina in Chianti, tra Siena e Firenze, ha custodito per secoli, oltre a un’importante biblioteca, un archivio di pergamene, documenti e carte che, a partire dal XIV secolo, racchiude la storia di questo territorio. Gli eredi della famiglia hanno creato l’Associazione Amici di Palazzo Bianciardi con l’intento di rendere fruibile questo patrimonio attraverso la creazione del MAB (Museo Archivio Bianciardi), che sarà a breve inaugurato come Collezione privata e Museo online.

Venerdì 15 ottobre

Istituto Tecnico Biotecnologie e Liceo Linguistico Monna Agnese, via del Poggio 16

Ore 11.00 Massimo Arcangeli,Visualizzare le parole, verbalizzare i gesti, dare un nome alle cose

Nel corso dell’incontro gli studenti partecipanti saranno sollecitati a dare significato a tanti gesti compiuti più o meno abitualmente, ad abbinare le parole selezionate durante la lezione a una o più immagini in grado di rappresentarle, ad attribuire un nome a tanti oggetti del passato trasmessi al nostro sguardo da dipinti famosi.

Fondazione Monte dei Paschi di Siena, via Banchi di Sotto 34, Sala Conferenze

L’italiano fuori d’Italia

Saluti di Carlo Rossi, presidente della Fondazione Monte dei Paschi  

17.00 L’italiano fuori d’Italia. Con Carla Bagna, Giuseppe D’Anna, Enrico De Agostini, Silvio Mignano. Modera Carlo Pulsoni 

San Miniato, Centro di Aggregazione Giovanile “La base”, Via Enrico Berlinguer (emiciclo)

Ore 17.00 Massimiliano Bellavista, Laura Del Veneziano, Francesco Ricci, Comunicare, scrivere (o digitare) giovane. Evento in collaborazione col Centro di Aggregazione Giovanile (CAG) locale e con la cooperativa sociale onlus ALIOTH

Contrada della Chiocciola, via S. Marco 37

Ore 18.00 Ouvertures. Incontri tra musica e cultura. Premio “Visioni” a Massimo Bernardini

Sabato 16 ottobre

Lingue e linguaggi fra cinema e canzone d’autore

Università degli Studi di Siena, via Banchi di Sotto 55, Aula Magna Storica del Rettorato

Ore 9.15 Saluti di Francesco Frati, rettore dell’Università degli Studi di Siena

Coordina Alessio Ricci

Ore 9.30 Fabrizio Franceschini, Le lingue della commedia all’italiana (ma solo “all’italiana”)

Ore 10.00 Fabio RossiFederico Fellini e Giulietta Masina. Dal parlato rarefatto realistico all’iperparlato creativo

Pausa caffè

Ore 11.00 Marco PontiScrivere per lo sguardo. Come il cinema nasce da parole e spazio e li trasforma in immagini e tempo

Ore 11.30 Marianna Marrucci, Sulle tracce del “mosaicista” De André: studiare le carte di un cantautore. Introduce Giulia Giovani

Buffet

Comitato della Società Dante Alighieri, via Tommaso Pendola 37

Ore 17.00 Fiorella Atzori, Sgrammaticando

Ore 17.45 Marco Ferrari, Romanae disputationes” eOpera prima”. La parola alla prova tra filosofia e letteratura (nella scuola)

Ore 18.30 Massimiliano Bellavista e Luca Betti, Premiazioni per il concorso “Per vie brevi”. Modera Diego Palma

Calcio e lettere, un piccolo omaggio a Paolo Rossi

In questo momento triste che ci fa pensare che proprio qua a Siena si sia aperto un buco nero inghiottendo un pezzo gioioso della nostra Storia, proviamo a risollevarci un po’ con la letteratura. Sarà un modo come un altro per ricordare un campione.

Tanto si è scritto di calcio ma non si tratta affatto di un monopolio dei giornalisti sportivi. Il calcio conquista tifosi inaspettati.

Di Montanelli spesso si ricorda l’aforisma  Forse uno dei guai dell’Italia è proprio questo, di avere per capitale una città sproporzionata per nome e per storia, alla modestia di un Popolo che quando grida “forza Roma” allude solo ad una squadra di calcio.  Ma si conosce un po’ meno che l’11 maggio 1969 il giornalista, che si trovava a Parigi per seguire le elezioni presidenziali francesi, lasciò perdere per qualche ora Pompidou, Poher e la politica internazionale e, dopo aver ascoltato la radiocronaca di  Juventus-Fiorentina, partita decisiva per il secondo scudetto della Viola, travolto dall’emozione buttò giù seduta stante un pezzo su questo match.

Non fu da meno Mario Soldati a 75 anni fu inviato molto speciale del Corriere della Sera nel 1982. Pubblicherà persino un libro nel 1986 su quella esperienza Ah! Il Mundial A volte si innervosisce un po’ proprio per il comportamento di Rossi, che tiene sempre (secondo lui) la palla. Ad esempio scrive il 17 giugno 1982 (Italia-Polonia): «… proprio in quell’area Paolo Rossi tre o quattro volte si aggirò, insistette a aggirarsi con funambolesca agilità di gambe e piedi giocolieri intorno al pallone, mentre a pochi metri un suo compagno attendeva il passaggio, e mentre invano un avversario tentava di insinuarsi rompendo l’incanto».

Il calcio vuole a volte dire superare dolorosi infortuni, sopportare lunghi recuperi, come è stato per Rossi.Scrive Ernest Hemingway nel racconto In un altro paese (1938): «Il dottore si avvicinò alla macchina… Il mio ginocchio non si piegava e la gamba pendeva irrigidita dal ginocchio alla caviglia, senza polpaccio, e la macchina doveva piegare il ginocchio e farlo muovere come se andassi in bicicletta. Ancora non si piegava, però… Il dottore disse: “Tutto questo passerà. Lei è un giovanotto fortunato. Tornerà a giocare a football come un campione”».

Il calcio poi, come la letteratura, si può giocare in prosa e in poesia. E un campione, come è stato Rossi, come un ottimo scrittore deve saper padroneggiare tutti i generi e i registri. Pasolini la vedeva così: «Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro… Il football è un sistema di segni, cioè un linguaggio… con i suoi poeti e i suoi prosatori…» e il momento più poetico, manco a dirlo, è il gol.

Ma il calcio è fatto di spettatori, a volte inconsapevoli. Ma forse proprio per questo, in grado di raccogliere quella poesia. Umberto Saba non era un tifoso, ma riceve un biglietto in regalo da un amico per una partita Triestina – Ambrosiana. E, conquistato da quell’atmosfera per lui insolita, scrive nel suo Canzoniere, Cinque poesie sul gioco del calcio

Goal

Il portiere caduto alla difesa

ultima vana, contro terra cela

la faccia, a non vedere l’amara luce.

Il compagno in ginocchio che l’induce,

con parole e con la mano, a sollevarsi,

scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

La folla – unita ebbrezza- par trabocchi

nel campo: intorno al vincitore stanno,

al suo collo si gettano i fratelli.

Pochi momenti come questi belli,

a quanti l’odio consuma e l’amore,

è dato, sotto il cielo, di vedere.

Presso la rete inviolata il portiere

– l’altro- è rimasto. Ma non la sua anima,

con la persona vi è rimasta sola.

La sua gioia si fa una capriola,

si fa baci che manda di lontano.

Della festa – egli dice – anch’io son parte.

Fare calcio e in generale fare sport, significa anche essere uomini, assumersi delle responsabilità fin da giovani o giovanissimi a volte in un modo così forte e originale da passare alla storia. Cosa che Rossi ha dimostrato. Fatto che ha colpito anche molti celebri scrittori. Un momento di responsabilità per eccellenza è il calcio di rigore (Rossi ne ha realizzati ben 26 nel campionato italiano). Racconta Peter Handke in Prima del calcio di rigore«Il portiere si domanda in qual angolo l’altro tirerà,” disse Bloch. “Se conosce il tiratore, sa quale angolo si sceglie di solito. Può darsi però che anche l’incaricato del calcio di rigore calcoli che il portiere ci pensa. Quindi il portiere pensa che oggi, per una volta, il pallone arriverà nell’altro angolo. Ma se il tiratore continuasse a pensare insieme al portiere e decidesse quindi di tirare nel solito angolo? E così via, e così via».

Ma il rigore, tanto celebrato anche da artisti e cantanti, non c’è sempre stato. E tuttavia il calcio aveva ugualmente il potere di attirare l’attenzione di poeti e scrittori.

Nel 1928 Rafael Alberti scrive l’Oda a Platko, poesia che dedicò a Franz Platko, all’anagrafe Ferenc Plattkó Kopiletz. Anche lui si recava allo stadio occasionalmente, in quel caso per una finale di Copa del Rey disputata tra Barcellona e Real Sociedad. O meglio, lui assistete solo alla prima delle tre finali, perché, finendo le prime due in parità e non essendo allora previsti i calci di rigore, la partita si giocò e si rigiocò ben altre due volte. Comunque il portiere del Barcellona fu l’autentico eroe di questo trittico: parò, salvò il risultato, si prese in testa il calcio destinato al apllone che avrebbe segnato la sconfitta della sua squadra- Rientrò in campo dopo le cure, coi punti di sutura e con altri vistosi segni dei danni fisici subiti.

E Alberti gli dedicò questi versi, bellissimi

        Né il mare,

            che davanti a te saltava senza riuscire a difenderti.

            Non la pioggia. Non il vento, che era quello che ruggiva di più

            Né il mare né il vento, Platko,

            biondo Platko di sangue,

            portiere nella polvere,

            parafulmini.

Il premio Asimov: la recensione delle opere di divulgazione scientifica

asimov

L’incontro avrà luogo presso il complesso S.Niccolò (ex ospedale psichiatrico di Siena, Pta Romana) nel palazzo centrale al piano 1 (quello dell’ingresso principale) in aula 145 alle ore 14:30 di giovedì 23 gennaio p.v.

Il Premio, intitolato allo scrittore Isaac Asimov, autore di numerose opere di divulgazione scientifica, è rivolto a tutti gli studenti di scuole secondarie superiori nelle Regioni partecipanti all’iniziativa. Gli studenti saranno coinvolti sia nella veste di giurati – chiamati a scegliere la migliore opera di divulgazione scientifica pubblicata nei due anni precedenti – sia in quella di concorrenti.Gli autori e le autrici delle migliori recensioni saranno infatti a loro volta premiati in occasione della cerimonia conclusiva che si terrà a primavera in contemporanea nelle sedi locali dei partners aderenti all’iniziativa. 

premio asimov siena

 

Venite numerosi!!!!!

 

PS il 25 p,v., altro incontro a Montepulciano