The naked pitcher, strategy unveiled. The book.

cropped-triplo-infinito.pngThe Naked Pitcher will be soon available as a Manual, with a totally new,  easy and ready-to -use approach!!!!

“The Naked Pitcher is a practical blog that is surely to entertain, educate, and challenge our common understanding of what it takes to be an entrepreneur.”
Abdelhamid El-Zoheiry -President of the Euro-Mediterranean University, Slovenia (http://www.emuni.si/).

Are you a circular or straight start up?  And your entrepreneurial style is Kipling or a Parsifal- like? Following the experience of many years of consulting and teaching Prof. Massimiliano Bellavista proves an enjoyable and back –to-basic approach to strategy.  The naked pitcher is a “low cost”, simple and fast approach to strategy that proved to be successful with many different startups in the Euro-Mediterranean region: it is not a manual neither a book about strategy but a ready -to -employ vademecum for your entrepreneurial journey.

  • If you are somebody interested in understanding how strategy can be effectively applied to start up management, this is probably your book.
  • If you are an entrepreneur, and you want to get the basic concepts necessary to have a successful one avoiding the usual pitfalls, this is your book.
  • If you are in a multi-ethnic or in a multicultural team and you want to transform it into a successful firm, this is definitely your book!!!

“Initiatives such as the Naked Pitcher are of great importance, allowing to create a
cradle and an environment where those entrepreneurial gems can grow and prosper locally, without dispersion towards the dominant nations, increasing the intellectual potential of our peoples.”
Willy Burkhardt- founder and CEO of Arcares SPA (https://arcares.lutech. group/), the IT leading company for Factoring and SCF Management Systems in Italy

Copertina

Annunci

Piccola storia del futuro attraverso la letteratura

cyrano

Pubblicato su Eleatiche  si ringrazia Licosia Editore

Dovendo riflettere su quale dei nostri sensi più ci possa aiutare a comprendere il futuro chissà perché ma mi capita di pensare sempre più spesso all’udito.

La vista non ci aiuta, il futuro è troppo lontano, sempre oltre la curvatura dell’orizzonte e oltretutto a volte ci inganna come fanno i miraggi in mare aperto, invitandoci maliziosamente verso montagne e coste situate ben oltre l’orizzonte.

Il tatto men che meno è affidabile, il futuro è un tesoro intangibile poiché è quel luogo dove il presente e i nostri sogni finalmente si toccano, sarebbe una contraddizione in termini se non lo fosse, se potessimo davvero toccarlo.

Forse allora il futuro è capacità di ascolto, capacità di intendere i silenzi nascenti che sporadicamente intervallano il molto rumore che il nostro presente produce: proprio lì, forse, si sta generando un nuovo suono, l’alfabeto di un nuovo discorso sul mondo che ancora non si sa articolare, ma che tra un poco tutti intenderanno.

Inoltre il nostro orecchio, con la sua struttura complessa, è anche il centro dell’equilibrio; quindi analizzare i futuri possibili significa alla fine proprio questo: discernere tra i vari scenari quello che, col senno di poi, era inevitabile che dovesse verificarsi, non in quanto fosse il più logico, o il più probabile, ma in quanto era il più armonico, il più capace di mantenersi organicamente e costantemente in equilibro tra il nostro presente e il nostro possibile.

Utilizzando il nostro orecchio, udiremmo varie voci, voci che a volte ci parlano di un inesorabile accumulo di passato che ci sommergerà “La città di Leonia rifà sé stessa ogni giorno…l’opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove…Il risultato è questo: più che Leonia espelle roba più ne accumula; le squame del suo passato si saldano in una corazza che non si può più togliere…”, (I. Calvino).

Ma ci sono anche voci un poco più ottimistiche, che ci direbbero che il futuro è già qui, lo stiamo già vivendo “Noi viviamo in contemporanea tre tempi: il presente del passato, che è la storia; il presente del presente, che è la visione; il presente del futuro, che è l’attesa” (Sant’Agostino); anche se non è sempre facile leggerlo perché Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta”, (P. Valéry), e anche Amleto ci direbbe a tal proposito che “We know what we are but know not what we may be”, (W. Shakespeare).

Del resto, anche se agissimo nel presente con tutte le migliori intenzioni applicandoci per un futuro “migliore” o, quanto meno, “sostenibile” chi ci garantisce che questa volta non il nostro orecchio, ma quello dei posteri, intenderebbe il nostro linguaggio e le nostre intenzioni? In fin dei contiL’erede riceve qualcosa di diverso da quel che il morente gli lascia in eredità”, (E. Canetti).

Ma non dovremmo scoraggiarci per quanto saremo riusciti in qualche modo ad ascoltare perché il passato, le nostre cognizioni e la nostra capacità di pensare e riflettere sono carte che non possiamo non giocare: ancora una volta ecco una voce, quella di Don Chisciotte, che ce lo conferma La storia è madre della verità, emula del tempo, depositaria delle azioni, testimone del passato, esempio e annuncio del presente, avvertimento per il futuro”, (M. de Cervantes).

E quindi occorre darsi da fare, perché il futuro, se adesso fatichiamo ad ascoltarlo, tra poco potremmo vederlo e toccarlo, forse anche prima di quanto pensiamo: – Alice: Per quanto tempo è per sempre? – Bianconiglio: A volte, solo un secondo”, (L Carrol).

E poi, troppe sono le incognite e i rischi se non lo facessimo, visti i mezzi di cui l’umanità oggi dispone: e qui altre parole ci circondano improvvisamente. “Il dottor Frankenstein sta sulle spalle di Gilgamesh. Poiché non si può fermare Gilgamesh, è impossibile anche fermare il dottor Frankenstein. La sola cosa che possiamo tentare di fare è di influenzare la direzione che stiamo prendendo. Dato che presto potremmo essere in grado di progettare anche i nostri desideri, forse la vera questione che ci troviamo di fronte non è «Cosa vogliamo diventare?» ma «Cosa vogliamo volere?». Coloro che non sono spaventati da questo interrogativo, probabilmente non ci hanno riflettuto abbastanza”, (Y. N. Harari). Inoltre un’altra voce forse aggiungerebbe cheLa volontà di fare scaturisce dalla conoscenza di ciò che possiamo fare”, (J. L. Allen).

E alla fine di questo percorso, possiamo davvero concludere che porsi in ascolto del futuro è fondamentale. Ma bisogna stare attenti a non ascoltare solo quel che vogliamo sentire… sarebbe un errore; il futuro non è il nostro specchio, ma una finestra aperta su un paesaggio affollato e mutevole. Quando si ascolta davvero, fateci caso, difficilmente c’è tempo di fare altro: ci si concentra, allontanando tutto il resto, ed il prima che si è vissuto diventa un cumulo di sensazioni che ci rende più ricettivi a questo o quel suono, all’inizio di una nuova storia (per questo forse, si potrebbe aggiungere che sarebbe bene che ascoltassimo in compagnia di altri, come quando si assiste ad un concerto).

“Anche per te ci sono novità”. “È una giornata di molte novità. Per me e per te”.”

“Bene”. “E adesso?”.

“Adesso dovrebbe cominciare una storia nuova”.

“E questa?”.

“Questa è finita”.

“Finita finita?”.

“Finita finita”.

“La scriverà qualcuno?”.

“Non so, penso di no. L’importante non era scriverla, l’importante era provarne un sentimento”, (D. Del Giudice).

 

 

Il miglior modo per predire il futuro è crearlo

ELEATICHE è un centro studi indipendente che svolge attività di consulenza e formazione per imprese e pubbliche amministrazioni e produce analisi di scenario e previsionali in ambito politico, sociale, economico e tecnologico.
Il centro pubblica report strategici su tematiche globali, studi particolareggiati su specifici settori o aree geografiche, instant papers.
Per maggiori informazioni è possibile scrivere a info@eleatiche.it o visitare il sito www.eleatiche.it

ELEATICHE 1

CONTATTI
Massimiliano Bellavista

Nunziante Mastrolia

Filippo Di Nardo

DEI FUTURI POSSIBILI
ELEATICHE è un centro studi indipendente che svolge attività di consulenza e formazione per imprese e pubbliche amministrazioni e produce analisi politiche, sociali, economiche e tecnologiche.
Il Centro si ispira a una visione politica liberale, in grado di conciliare diritti sociali e diritti liberali, sviluppo economico e progresso sociale, libera impresa e un ruolo di propulsione strategica della mano pubblica.
Le riflessioni che Eleatiche conduce poggiano su alcuni assunti: l’insorgere di un nuovo attore collettivo, la folla; la crisi della società fordista dovuta all’emergere di nuove logiche che hanno totalmente ristrutturato il sistema di produzione; il fallimento dei processi di transizione (Russia, Cina, Turchia); il reshoring e la mutazione della geografia della divisione internazionale del lavoro; una rivoluzione tecnologica permanente che avanza in maniera esponenziale.
In questo contesto, un particolare accento è posto sul passaggio da una società fordista a una società postfordista. Per far fronte agli alti costi di trasporto e di produzione si è creata infatti sia una società sia un modo di produzione fordista, fatto di economie di scala e catene di montaggio. L’evoluzione tecnologica ha azzerato i costi di trasporto e di comunicazione. Si è generato così un nuovo modo di produzione basato su altre logiche (Big Data e Intelligenza Artificiale). Così il modo di produzione fordista si è estinto, ma società fordista che intorno a qual modo di produzione e alle logiche che lo hanno
costituito, continua a vivere, e ciò produce attriti e disfunzioni.
Le analisi di Eleatiche sono pertanto finalizzate alla comprensione dei cambiamenti in atto e alla creazione di futuri postfordisti possibili, che possono cioè realmente vedere la luce, cosicché gli attori pubblici e privati possano mettere in atto tutte le misure utili ad affrontare questi nuovi scenari e a trarne vantaggio.

CLIMATOLOGIA POLITICA INTERNAZIONALE

L’obiettivo di Eleatiche e del suo programma di “Climatologia politica” è proprio quello di fornire alle aziende che operano sui mercati internazionali analisi e strumenti interpretativi che consentano loro di leggere le evoluzioni che l’ordine internazionale sta subendo e approfondimenti con focus regionali sulle aree di maggiore interesse delle aziende coinvolte.
In sintesi, le attività del Centro si focalizzano su: l’evoluzione dell’ordine internazionale; reshoring, Industria 4.0 e globalizzazione; la nuova divisione internazionale del lavoro; welfare state, questione sociale e tecnologia; il fallimento degli erodiani: la difficile transizione politica degli emergenti; le rivoluzioni tecnologiche; il futuro del Welfare; il futuro dell’energia; i nuovi fattori di competitività.

UNA VISIONE STRATEGICA
Il mondo aziendale si trova in questi anni a fronteggiare la maggiore crisi di sempre. Questo perché non si tratta dei ben conosciuti e studiati elementi congiunturali ma di una crisi di carattere strategico: cicli economici erratici che non forniscono basi affidabili per un simulazioni e attività previsionali, incertezza sociale e politica sempre meno condizionata da riferimenti ideali e valoriali comuni e transnazionali, necessità di investimenti sempre più massicci in tecnologia, ricerca e sviluppo e capacità analitiche sui big data difficilmente sostenibili singolarmente e per i quali quindi è quindi necessario sviluppare politiche di cluster e reti aziendali. Questi sono solo alcuni dei fattori che spingono le aziende a dotarsi, a fianco dei tradizionali supporti sul piano legale (nella forma di advisory internazionale e di legal opinion) e su quello commerciale ( report di marketing e analisi di mercato/settore) di un terzo presidio informativo: quello dell’analisi di report strategici e di scenario in grado di fornire affidabili informazioni sulle evoluzioni di un determinato mercato o Paese tenendo in debito conto i fattori sociali e culturali in grado di influenzare il contesto competitivo.
La richiesta di questo tipo di servizi è tradizionalmente assai sviluppata nei paesi avanzati, segnatamente quelli di marca anglosassone: molto meno sviluppato è questo mercato nel nostro contesto industriale, anche perché si sconta un gap dimensionale essendo il nostro tessuto fondato sulla piccola e micro azienda. Esso però, tramontata definitivamente nel nostro Paese l’era di un certo tipo di industria “pesante” strutturata, vive e si basa sostanzialmente sui paradigmi diffusi dell’export e della capacità di
propagare in teoria a quasi tutti gli ambiti merceologici industriali, in modo dialogante ed efficace a livello internazionale, un italian style of living ed un effetto di Country of Origin. Per fare questo è necessario sempre di più beneficiare a tutti i livelli di informazioni non solo legate agli ambiti commerciali e regolamentari caratteristici di un determinato settore o Paese, ma mirate soprattutto alla loro conoscenza sociale, strategica, politica e culturale. Su questo determinante fattore competitivo si giocherà il successo di moltissime aziende nel nostro Paese.