La molecola del rischio

la molecola del rischio

La gestione del rischio diviene ufficialmente la base per la progettazione di processi con un sistema di gestione. Ciò significa intraprendere misure di gestione sulla base di una corretta valutazione dei rischi: a ben vedere questo è già l’approccio che caratterizza la gestione delle aziende più virtuose e dei manager più competenti.

L’approccio per processi, la loro gestione ed interazione devono avere come principale obiettivo il  raggiungimento dei risultati attesi in accordo con la politica della qualità e la direzione strategica dell’organizzazione.
La gestione complessiva dei processi e del sistema di gestione per la qualità si avvale come di consueto della metodologia del Plan-Do-Check-Act (PDCA) con un focus sul “Risk-based thinking” mirato a prevenire effetti indesiderati.

IL RISCHIO INTESO COME OPPORTUNITA

Il RISCHIO è “l’effetto dell’incertezza” rispetto ad un risultato atteso” e la nuova Norma ha reso esplicito ed ha incorporato tale principio nei requisiti della norma per la definizione, implementazione, mantenimento e continuo miglioramento del sistema di gestione per la qualità. E’ facile comprendere dunque come la gestione del rischio sarà il motivo conduttore dell’intera norma, per il raggiungimento degli obiettivi.
Servirà ad identificare non solo i rischi, ma anche le opportunità; quali rischi ed opportunità vi siano in un’organizzazione dipende dal contesto in cui opera.

L’ approccio alla norma deve dunque abbracciare tutte le componenti tipiche del rischio, ovvero l’incertezza, le relazioni causa-effetto e le possibili conseguenze.

Il rischio è infatti associato alla probabilità che un evento possa accadere, apportando determinati impatti ad un determinato contesto. Ma di ogni evento che si verifica non si è portati a cogliere e valutare neutralmente caratteristiche e dimensioni, ma spesso solamente l’aspetto negativo il suo potenziale di rottura degli equilibri.
Non quindi i lati positivi, l’opportunità e/o la necessità di un cambiamento.

Ecco perché preferiamo identificare ogni rischio in ultima analisi come opportunità:

– di gestire il cambiamento gestionale, operativo, e in ultima analisi, strategico, invece che subirlo;

– di business, in termini di sua difesa, consolidamento o espansione;

– di “difendere”, eliminare o ripensare un processo per renderlo più efficace ed efficiente;

RISCHIO –> OPPORTUNITA’ –> CREAZIONE DI VALORE

E quindi suggeriamo di accostare intimamente la gestione del rischio alla creazione del valore. L’opportunità potrà a sua volta distinguersi in opportunità di (aumentare) leadership e di (consolidare) esperienza

Tutto questo arricchirà l’azienda aumentando costantemente la sua resilienza, ovvero alla capacità di una organizzazione di assorbire adattandosi sollecitazioni (e danni) trasformandole in opportunita’ di cambiamento.

Cosa potranno fare dunque le organizzazioni?

La risposta più scontata, anche se corretta, sarebbe:

• Identificare e ordinare i rischi
• Pianificare e attuare specifiche azioni per affrontarli
• Controllare l’efficacia delle azioni attuate
• Apprendere dall’esperienza (miglioramento continuo)

Essa è tuttavia parziale e per così dire “monodimensionale”, in quanto tende a rendere la gestione del rischio uno dei tanti automatismi aziendali e non tiene affatto conto dell’equazione rischio=opportunità.
Inoltre, spesso questo favorisce un approccio slegato e quindi scarsamente efficace tra le tre tipiche direttrici di AZIONE ovvero:

– intervento sull’EVENTO;
– intervento sul DANNO;
– intervento sulle conseguenze economico-finanziarie;

L’approccio più corretto e a maggior valore aggiunto  pertanto propone di:

Identificare e classificare le opportunità in rapporto alla strategia aziendale;

Pianificare e attuare specifiche azioni per gestire le incertezze legate alle opportunità;

• Controllare e monitorare il tasso di raggiungimento delle opportunità e la loro trasformazione in business a valore aggiunto;

• Consolidare la leadership e l’esperienza aziendale aumentando la resilienza dell’organizzazione.

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