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Festival dello scrittore: il laboratorio ‘Vie brevi’ inizia il suo lavoro, iscrivetevi se avete voglia di mettervi in gioco.

Le via brevi 2

Già nutrita come vedete sotto la community. Ecco i partecipanti allo stato. Iscrivetevi!Il laboratorio di scrittura breve è quindi adesso una realtà e scrivendo un racconto in questa forma espressiva, sulla distanza delle 100 parole (parola più, parola meno, non siamo fiscali!) potrete farne parte a pieno titolo. Forniremo un feedback personale tecnico e di merito a tutti i partecipanti che servirà a condividere idee, affinare le tecniche e i mezzi espressivi e perché no a far da base per futuri contatti e collaborazioni. I migliori racconti saranno poi premiati durante il Festival.

iscritti regione per regione

 

 

 

 

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I numeri al lotto di Settembre e lo scandalo della scuola chiusa

14, 23 Settembre, anzi no, fine Agosto. La comunicazione sulla riapertura della scuola assomiglia a quella sul buco  dell’ozono. Si riapre, si richiude…si riaprirà?

scuola chiusa

Ma solo da noi peraltro. Dove la scuola è davvero poco considerata. Ce lo spiega bene Massimo ArcangeliQuesto giro di orizzonte internazionale, inedito e fatto con molta cura, ci fornisce un panorama sconfortante sul valore che attribuiamo all’istruzione. Linguista, sociologo della comunicazione, critico letterario, scrittore, insegna Linguistica italiana e Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Cagliari, Massimo Arcangeli è anche Garante per l’italianistica presso l’’Università di BanskaBystrica (Repubblica Slovacca) dirige, per l’editore Zanichelli, l’Osservatorio della Lingua Italiana e collabora con l’Istituto dell’Enciclopedia italiana. Numerose le sue collaborazioni con testate nazionali quali La Stampa, Il Manifesto, L’Unità, Liberazione, L’Unione Sarda; per Repubblica ha curato la rubrica “Il linguista” con Alessandro Aresti, per “Il fatto quotidiano” con Sandro Mariani tiene il blog “Il giocabolario”.

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La chiusura protratta e le misure di contenimento adottate per la ripresa dell’anno scolastico (azzeramento di ogni forma di socializzazione per bambini e adolescenti, costretti a evitare qualunque contatto fisico coi loro compagni e obbligati, dalla scuola elementare in su, a indossare le mascherine per quasi tutto il tempo trascorso a scuola – come i loro insegnanti –, e perfino, qualora il virus dovesse riaffacciarsi, divisori fra i banchi in plexiglas), non hanno di fatto equivalenti nelle scuole dei diversi paesi europei.

A Malta, in Ucraina e in Bulgaria la situazione è simile a quella italiana per la riapertura,  ma non per le previsioni sulle restrizioni da adottare agli esami di maturità (per la Bulgaria) o alla ripresa, mentre in Albania le scuole potrebbero riaprire a luglio. Anche in Romania si riaprirà a settembre, ma dal 2 giugno si svolgono attività di preparazione agli esami per agli studenti delle classi finali, tenuti a indossare le mascherine (come i loro insegnanti). In Russia, anche se la maggior parte delle regioni non le ha poi fatte riaprire (le stesse regioni decideranno se far indossare le mascherine agli studenti durante l’esame di maturità), le scuole sono rimaste chiuse solo dal 23 marzo al 12 aprile.

In Islanda le scuole sono riaperte dal 4 maggio: niente mascherine in aula per gli alunni. In Irlanda – nessun obbligo di mascherine neanche qui, nemmeno per gli insegnanti – il governo ha stilato una road map in cinque fasi (la prima si è avviata il 18 maggio). Le scuole sono ancora chiuse in Galles, Scozia e Irlanda del Nord. In Inghilterra, dov’è perlopiù sconsigliato l’uso delle mascherine nelle scuole, il rientro (graduale) è stato avviato il 1° giugno.

In Portogallo, dove i bambini in età prescolare hanno fatto rientro in aula il 1° giugno (gli studenti degli ultimi due anni delle superiori il 18 maggio), le mascherine sono obbligatorie sia per gli studenti di età superiore ai 6 anni sia per gli insegnanti. In Spagna dal 21 maggio la mascherina è obbligatoria, per i maggiori di 6 anni, solo se non si mantiene la distanza di sicurezza. Il 1° giugno il 70% del territorio spagnolo è entrato nella fase due dell’emergenza sanitaria. Il piano per il graduale ritorno alla normalità prevede, per questa fase, il rientro ufficiale a scuola in settembre ma, prima di allora, la possibilità di predisporre attività di rinforzo.

Il primo paese europeo a riaprire le scuole è stata la Danimarca: a rientrare per primi nelle aule (15 aprile) gli alunni di materne ed elementari, il 18 maggio è stato il turno dei maturandi (niente mascherine). In Lussemburgo gli studenti sono già tutti a scuola (ultimi i bambini delle elementari, in aula dal 25 maggio e a settimane alterne), in Norvegia la scuola dell’infanzia ha riaperto il 20 aprile, seguita da elementari e medie, in Finlandia l’emergenza è cessata il 13 maggio. Dal 14 maggio le scuole finlandesi hanno riaperto per gradi, col rientro delle primarie e della secondaria inferiore. Le mascherine non sono obbligatorie, e neanche consigliate, né per gli alunni né per gli insegnanti, mentre la Svezia (come la Bielorussia) ha adottato misure molto blande per contenere il virus. Niente mascherine, e le scuole, per chi ha meno di 16 anni, sono state tenute aperte per aiutare i genitori degli alunni che lavorano nei settori più delicati.

In Belgio le scuole hanno riaperto dal 18 maggio (alcune, specie in area fiamminga, tre giorni prima). I primi a rientrare, due giorni a settimana, sono stati gli alunni delle primarie e secondarie impegnati nell’esame di Stato (i bambini della primaria torneranno tutti in aula l’8 giugno). Una circolare del Ministero dell’Educazione (27 maggio) ha chiesto agli insegnanti delle elementari di mettersi d’impegno nel far osservare la distanza di sicurezza, raccomandando loro di portare la mascherina in aula se parlano a voce alta dalla cattedra o non sono distanziati dagli alunni.

La Francia, divenuta quasi ovunque zona verde, ha riaperto dal 2 giugno (gradualmente) tutte le scuole. Qui i bambini della primaria non devono indossare le mascherine, vietate nelle materne e obbligatorie per gli alunni delle medie solo quando si spostano o non possano rispettare il distanziamento; gli studenti tedeschi, coi loro insegnanti, sono invece tenuti a portarle (o a coprire naso e bocca). La Germania è ripartita il 4 maggio col ritorno in classe dei diplomandi (ma sulla riapertura ogni Land ha deciso in autonomia); l’obiettivo del governo federale è di far ritornare tutti in aula, almeno per un giorno, prima della fine dell’anno scolastico.

In Polonia, dal 25 maggio, sono riprese le attività educative, ma non in forma di lezioni, per le prime tre classi delle elementari, e dal 1° giugno sono possibili “consultazioni in presenza” a vantaggio degli studenti degli ultimi anni. Anche in Ungheria, dove la didattica a distanza proseguirà fino al termine dell’anno scolastico (15 giugno), si possono utilizzare i locali scolastici, dal 2 giugno, per consultazioni. In Repubblica Ceca, dove sono gli insegnanti a valutare se fare indossare le mascherine agli studenti durante le lezioni, il rientro in aula è avvenuto anche qui su base facoltativa (11 maggio), oppure rinviato a settembre (per gli studenti delle superiori, con l’eccezione dell’ultima classe). In Croazia, dove le mascherine in aula sono solo raccomandate, dal 3 giugno, per i primi quattro anni delle elementari (riaperte l’11 maggio), il rientro è divenuto obbligatorio; prima decidevano i genitori se far tornare i figli a scuola. Anche in Slovacchia, dove le materne e (in parte) le  elementari sono ripartite il 1° giugno – sempre facoltativamente – le mascherine in aula non sono obbligatorie. Consigliate in Grecia e, per gli studenti a rischio, in Estonia, non sono obbligatorie nemmeno nelle scuole svizzere, mentre in Lituania le deve indossare il solo personale amministrativo.

Nelle scuole slovene, quando sono state riaperte (il rientro dei primi alunni è iniziato il 18 maggio), già non era più obbligatorio indossare le mascherine nei luoghi chiusi accessibili al pubblico. In Austria, dove il ritorno a scuola si è completato il 29 maggio, le mascherine non saranno più portate a partire dal 15 giugno. Da questa data cesserà quasi ovunque l’obbligo di indossarle.

Ma ecco il quadro, paese per paese (quasi tutti).

Albania

Il 1° giugno, oltre agli asili nido, hanno riaperto (parzialmente) le materne. Dalla stessa data è possibile spostarsi privatamente ovunque (a piedi, in bici, in auto, in moto o in motorino), mentre il trasporto pubblico – urbano e interurbano – continua a essere sospeso. Le scuole riapriranno presumibilmente a settembre (oppure, nella migliore delle ipotesi, a luglio).

 

Austria

Il 4 maggio sono tornati nelle aule gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori (della durata di quattro anni), il 18 maggio quelli di medie ed elementari (la riapertura ufficiale è stata però il 15 maggio, con la realizzazione di una serie di lavori preparatori), il 29 maggio quelli delle superiori dal primo al terzo anno. Le classi si sono perlopiù avvicendate a giorni alterni: una settimana si seguono le lezioni dal lunedì al mercoledì e la settimana successiva il giovedì e il venerdì. Le mascherine, obbligatorie per studenti e insegnanti, non saranno più portate a scuola a partire dal 15 giugno: da questa data, ha dichiarato (29 maggio) il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, verrà meno quasi ovunque l’obbligo di indossarle pubblicamente (fanno eccezione i mezzi di trasporto, gli ospedali, le farmacie, gli enti di ricerca e i luoghi di fornitura di servizi e gli esercizi commerciali – come i negozi di barbieri e parrucchieri – in cui è impossibile mantenere la distanza di sicurezza di un metro).

 

Belgio

Le scuole hanno cominciato a riaprire il 18 maggio (alcune, specialmente in area fiamminga, sono però ripartite tre giorni prima). I primi a rientrare (10 al massimo per classe), due giorni a settimana, sono stati gli alunni delle primarie e secondarie impegnati nella preparazione dell’esame di Stato: i bambini della sesta elementare (conclusiva del terzo ciclo) e gli studenti della seconda e sesta superiore (conclusive del primo e terzo ciclo). I bambini della scuola dell’infanzia sono rientrati in aula a tempo pieno il 2 giugno, quelli della primaria torneranno a sedersi tutti ai loro banchi l’8 giugno. Una circolare del 27 maggio (n. 7599) del Ministero dell’Educazione, destinata a materne ed elementari, stabilisce che i piccoli non devono rispettare il social distancing nell’interagire fra loro né indossare le mascherine. Agli insegnanti della primaria il documento chiede di fare invece i maggiori sforzi possibili per l’osservazione della distanza di sicurezza (1 metro e mezzo) fra loro, e con gli allievi e loro genitori,  e  gli raccomanda l’uso in aula della mascherina (sconsigliata ai colleghi della materna) quando parlino a voce alta dalla cattedra o non siano sufficientemente distanziati dagli alunni.

Bielorussia

La Bielorussia, l’unico paese europeo a non avere interrotto i campionati di calcio, ha adottato minime misure per contenere l’epidemia. Ultimamente, con l’aumento dei casi di contagio, sono stati predisposti protocolli sanitari per i passeggeri in arrivo dai paesi a rischio.

Bulgaria        

Lo stato di emergenza sanitaria è stato dichiarato il 13 marzo, e quel giorno tutte le attività scolastiche sono state sospese (chiusi anche gli asili, riaperti su base volontaria – decidono i genitori se mandare i bambini – il 22 maggio). Le scuole non sono ancora state riaperte, ma gli esami per l’ultima classe delle medie inferiori (la settima) e per l’ultima delle medie superiori si svolgeranno in presenza. Gli studenti entreranno in aula indossando le loro mascherine, ma potranno toglierle durante le prove.

Croazia

In Croazia, dove il distanziamento sociale è di 2 metri, non vige alcun obbligo, ma la semplice raccomandazione, di indossare le mascherine di protezione nelle aule. Gli asili nido e i primi quattro anni delle elementari hanno riaperto l’11 maggio, con l’avvio della terza fase di allentamento delle misure sanitarie emergenziali (la prima fase era iniziata il 27 aprile, la seconda il 4 maggio), su base volontaria. Questo fino al 2 giugno. Dal 3 giugno non sono più i genitori a decidere se far ritornare i figli a scuola: il rientro a scuola è divenuto obbligatorio.

Danimarca

La scuola dell’infanzia e la Folkeskole, la primaria e secondaria pubblica di primo grado (9 anni in tutto, più un anno di materna – o “preprimaria”  – e uno facoltativo), frequentata da chi ha un’età compresa fra i 7 e i 16 anni, hanno già riaperto: i primi a rientrare nelle aule (15 aprile) sono stati i più piccoli, della scuola materna ed elementare. Il 18 maggio si sono riaperti i cancelli anche per gli studenti dell’ultimo anno delle superiori (17-19 anni), quelli che dovranno sostenere l’esame di maturità.  Il modello adottato è quelle delle aggregazioni per piccoli gruppi di allievi (“bolle protettive”) che non siano in contatto fra loro. Anche la ricreazione si fa a piccoli gruppi. I banchi sono distanziati (più o meno di 2 m), ma niente mascherine per gli allievi e neanche per gli insegnanti. La Danimarca è stato il primo paese europeo a riaprire le scuole.

Estonia, Lituania, Lettonia

Dal 15 maggio i cittadini delle tre repubbliche baltiche possono spostarsi liberamente dall’una all’altra. La Lituania ha riaperto gli asili nido il 18 maggio, la Lettonia il 12 maggio. In Estonia le scuole sono state parzialmente riaperte dopo il 15 maggio (il numero massimo di studenti per aula è stato fissato a 10), e agli studenti e agli insegnanti considerati a rischio si consiglia l’uso di mascherine protettive (fornite dalla scuola). In Lettonia l’anno scolastico – esami finali a parte – si è chiuso o si chiuderà in  remoto per tutte le scuole. In Lituania, dal 1° giugno: non c’è l’obbligo del distanziamento sociale (2 metri) per i bambini delle materne (ma si consiglia di limitare a 15 minuti la durata dei contatti), e le mascherine sono obbligatorie solo per il personale amministrativo; le lezioni possono svolgersi in remoto o in presenza (il distanziamento sociale è in questo caso di 1 metro), preferibilmente all’aria aperta.

Federazione Russa

Per prevenire la diffusione del virus il​ Ministero dell’Istruzione russo ha chiuso le scuole di ogni ordine e grado dal 23 marzo al 12 aprile. Per il successivo periodo lo stesso ministero ha raccomandato alle scuole di proseguire con l’insegnamento a distanza; la decisione finale spettava però alle autorità regionali, la maggior parte delle quali non le ha riaperte. Gli esami di maturità prevedono, fra le norme sanitarie adottate, l’uso delle mascherine da parte degli insegnanti; ogni decisione sulla necessità di farle portare anche agli studenti che devono sostenere l’esame di maturità spetta ancora alle autorità regionali, che dovranno tener conto dell’evolversi della situazione per il loro territorio.

Finlandia

Lo stato d’emergenza, dichiarato il 17 marzo, è qui cessato il 13 maggio. Dal 14 maggio le scuole finlandesi hanno riaperto gradualmente, col rientro in aula degli alunni della primaria e della secondaria inferiore. Mascherine o altri dispositivi di protezione individuale non sono obbligatori, e nemmeno consigliati, né per gli alunni né per i loro insegnanti.

Francia

Il governo francese ha deciso di chiudere le scuole il 16 marzo. Le scuole elementari sono state riaperte a partire dall’11 maggio, le prime e seconde medie (collèges) – ma solo quelle ubicate nelle zone verdi – dal 18 maggio; la formula, in entrambi i casi, è consistita nel rientro volontario (15 studenti al massimo per classe) e non sono mancati problemi (compresi i dietrofront di molti istituti, costretti a chiudere nuovamente i cancelli per sopravvenuti casi sospetti di nuovi contagi). A partire dal 2 giugno, con la Francia divenuta quasi per intero zona verde (salvo in tre regioni, ancora arancioni: l’Ile-de-France, la Guyane et Mayotte), si aggiungeranno, sempre progressivamente, tutte le altre. I bambini della primaria non sono tenuti a indossare le mascherine protettive, espressamente vietate nelle scuole materne. Le stesse sono obbligatorie per gli alunni delle medie inferiori e superiori nei soli momenti in cui si spostano, a meno dell’impossibilità di rispettare nelle aule le regole di distanziamento sociale (1 metro), e per i loro insegnanti se in presenza degli allievi (decreto dell’11 maggio 2020, n. 548, art. 12, comma II); le regole per le scuole superiori sono identiche.

Germania

Il 16 marzo, dopo una riunione coi presidenti dei Länder, Angela Merkel ha annunciato rigide misure di contenimento sanitario che hanno portato a decretare la chiusura, da parte dei 16 stati federati tedeschi, di scuole e giardini d’infanzia (Kindergarten). Dal 4 maggio il paese è ripartito col ritorno in aula dei diplomandi, ma sulla riapertura scolastica ogni Land ha preso le sue decisioni (l’Assia e la regione di Berlino avevano già riaperto, gradualmente, dal 27 aprile); l’obiettivo del governo federale è comunque di far ritornare tutti in aula, almeno per un giorno (bambini delle materne compresi), prima della conclusione dell’anno scolastico. Il modello adottato è quello dei piccoli gruppi (15 studenti al massimo per aula), il distanziamento sociale è di 1 metro e mezzo e gli studenti, coi loro insegnanti, indossano le mascherine (o sono tenuti, in qualche modo, a coprire naso e bocca).

Grecia

Qui la riapertura (graduale) è partita dalle ultime classi del liceo (non obbligatorio, dura tre anni), rientrate in aula l’11 maggio, ed è proseguita con le medie (Gymnasium, obbligatorio, sempre triennale) e con le restanti classi liceali. Il distanziamento sociale è di 1 metro e mezzo e le mascherine, come nella maggior parte dei luoghi chiusi (l’obbligatorietà di indossarle, per gli utenti, sussiste solo sugli ascensori, sui mezzi pubblici di trasporto, negli ospedali, negli ambulatori e nei centri diagnostici), sono solo consigliate per studenti e personale scolastico.

Irlanda

Le scuole hanno chiuso in Irlanda a partire dal 12 marzo. Il governo, per graduare meglio la riapertura, ha stilato una dettagliata road map in cinque fasi. La prima, avviata il 18 maggio, avrà il suo epilogo il 7 giugno; la terza, che partirà il 29 giugno, vedrà la progressiva riapertura delle scuole materne per i figli dei lavoratori impegnati nei servizi essenziali; la quarta, dal 20 luglio, estenderà l’apertura delle materne ai figli degli altri lavoratori; nella quinta, dal 10 agosto, riapriranno i loro cancelli tutte le altre scuole. Per studenti e insegnanti, come per gran parte della popolazione irlandese,  non c’è alcun obbligo di portare guanti o mascherine. La tabella di marcia del governo irlandese prevede il ricorso a mezzi di protezione, in aggiunta al distanziamento sociale (2 metri), solo per limitare i rischi quando si erogano servizi o si prestano cure mediche.

Islanda

Il 13 marzo viene annunciata la chiusura delle scuole secondarie e di tutte le scuole dell’area di Reykyavík a partire dal 16 marzo. Le scuole materne ed elementari (oltre agli asili nido), fuori del territorio della capitale, non hanno mai chiuso i battenti. Tutte le scuole sono state riaperte il 4 maggio. I bambini di materne e  primarie non sono soggetti a nessuna regola di affollamento o di distanziamento sociale. Gli studenti delle superiori devono mantenere gli uni dagli altri – nei limiti del possibile – una distanza di 2 metri e non oltrepassare, negli spazi condivisi, il numero di 200 persone. Niente mascherine per nessuno.

Lussemburgo

Gli studenti dell’ultimo anno delle superiori sono tornati in aula il 4 maggio. L’11 maggio si sono riaperte le secondarie per gli anni diversi dal primo. Il 25 maggio sono ritornati sui banchi i bambini delle elementari (écoles fundamentales), a settimane alterne, mentre per l’éducation précoce (l’età prescolare) continuano a essere i genitori a dover decidere se mandare o no i loro figli a scuola. Tutti i bambini sono tenuti a indossare girocolli (tours de cou), che gli dà la scuola, con cui coprire naso e bocca (o, in alternativa, maschere protettive proprie); i loro insegnanti ricevono in dotazione maschere.

Malta

Tutte le scuole (insieme agli asili) sono state chiuse a partire dal 13 marzo. Il primo ministro maltese, Robert Abela, ha annunciato la ripresa di tutte le attività per il 5 giugno, ma le scuole sono state escluse dalla ripartenza (gli asili, invece, riapriranno a breve) e gli stessi esami di Stato, di primo (per gli studenti di 15-16 anni) e di secondo livello (per quelli di 18-19 anni), si svolgeranno solo alla ripresa dell’anno scolastico. Non sono stati ancora forniti dettagli sull’uso dei dispositivi di protezione nelle aule.

Norvegia

La scuola dell’infanzia ha riaperto il 20 aprile, seguita da elementari e medie (le superiori, invece, sono ancora chiuse). Il modello è lo stesso che ha adottato la Danimarca: la formazione di piccoli gruppi fissi di bambini (tre o sei, secondo l’età).

 

Paesi Bassi

Le scuole sono state chiuse il 16 marzo. Le primarie hanno riaperto parzialmente (al 50% del tempo) il 1° maggio, le secondarie hanno riaperto del tutto il 2 giugno (l’8 giugno torneranno a pieno regime anche primarie e materne). Il personale scolastico, docente e non docente, deve osservare un distanziamento di 1 metro e mezzo dagli allievi, che si raccomanda stiano il più lontano possibile gli uni dagli altri (ma nessun obbligo di mascherine).

Polonia

Le scuole materne hanno riaperto dal 6 maggio (molte sono però rimaste chiuse, per decisione delle autorità regionali o perché non in grado di soddisfare i richiesti requisiti di sicurezza). Dal 25 maggio è stata autorizzata la ripresa delle attività educative (non però nella forma delle tradizionali lezioni) per le prime tre classi delle elementari, e sono possibili “consultazioni dirette” in presenza – dal 1° giugno disponibili per le scuole di ogni ordine e grado –  richieste ai loro insegnanti dagli studenti in procinto di sostenere l’esame scritto di maturità (8 giugno) e dagli alunni dell’ultimo anno (l’ottavo) delle elementari, impegnati in un test.

 

Portogallo

In Portogallo la sospensione delle attività didattiche ha avuto inizio il 16 marzo. I bambini in età prescolare hanno fatto rientro in aula il 1° giugno. Gli studenti degli ultimi due anni delle superiori (l’undicesimo e il dodicesimo), i sedicenni e i diciassettenni che saranno impegnati negli esami, sono già rientrati a scuola il 18 maggio. Le mascherine, secondo quando fissato dal decreto legge del 1° maggio (n. 20, art. 13b, comma 1), sono obbligatorie sia per gli studenti (di età superiore ai 6 anni) sia per il personale scolastico, docente e non docente.

Regno Unito

In Scozia, Galles e Irlanda del Nord le scuole sono ancora chiuse. In Inghilterra, invece, il rientro (graduale) è stato avviato il 1° giugno, con la ripartenza delle quinte e seste classi della primaria (frequentate dai bambini di età compresa, rispettivamente, fra i 5 e i 6 anni e i 10 e gli 11 anni), compatibilmente con le condizioni locali, della secondaria (dell’obbligo, per studenti fino ai 16 anni), dei college per la “formazione ulteriore” (further education), ecc. La distanza di sicurezza è di 2 metri, e anche qui si è proceduto a ridurre il numero di alunni per classe. Sconsigliato l’uso delle mascherine nelle scuole di ogni ordine e grado; si può pensare di adottarle, in situazioni specifiche (esclusivamente al chiuso) o per particolari ragioni, solo per un breve periodo.

Repubblica Ceca

Gli studenti delle superiori, con l’eccezione di quelli dell’ultima classe, rientrati (facoltativamente) l’11 maggio, torneranno a sedersi sui loro banchi il 1° settembre. Gli alunni del nono anno della primaria, l’ultimo del secondo ciclo (con esame di ammissione alle secondarie), sono ritornati in aula sempre l’11 maggio, mentre per i bambini delle altre classi delle elementari il rientro a scuola è avvenuto il 25 maggio (anche qui il rientro, in tutti e due i casi, è stato previsto su base facoltativa). In Repubblica Ceca le mascherine sono obbligatorie negli spazi scolastici condivisi, ma nelle aule decidono gli insegnanti se farle indossare oppure no, durante le lezioni, ai loro studenti.

Repubblica di Serbia

Qui scuole e asili sono stati chiusi il 15 marzo. Gli asili sono stati riaperti (11 maggio), le scuole ancora no. Nessun obbligo di mascherine.

Romania

Le scuole riapriranno a settembre, ma dal 2 giugno è consentito lo svolgimento, negli istituti scolastici, di attività di preparazione agli esami, per la durata di due settimane, rivolte agli studenti delle classi finali (l’ottava, la dodicesima e la tredicesima). In aula gli studenti (non più di 10) e i loro insegnanti sono tenuti a rispettare le norme di distanziamento sociale (2 metri) e a indossare mascherine di protezione (chirurgiche o no).

Slovacchia

Dal 1° giugno sono ripartite – l’apertura è però facoltativa – le scuole materne, con un massimo di 15 bambini, e poi le scuole elementari del primo ciclo (della durata di quattro anni) e le prime classi del secondo ciclo (della durata di altri quattro anni), entrambe con un massimo consentito di 20 alunni. In aula le mascherine non sono obbligatorie né per gli studenti né per gli insegnanti, anche se il consiglio, per questi ultimi, è di indossarle.

Slovenia

Le scuole slovene sono già state riaperte (il 18 maggio il ritorno in aula dei primi alunni: i bambini degli asili e delle tre classi iniziali delle elementari, e gli studenti dell’ultima classe delle superiori). Erano state chiuse il 16 marzo, quattro giorni dopo la proclamazione dello stato d’emergenza sanitaria (cessata dal 31 maggio). Già a partire da quel 18 maggio, con l’entrata in vigore di un nuovo decreto governativo, non era più obbligatorio indossare le mascherine nei luoghi chiusi accessibili al pubblico. Quel decreto, che non modificava le misure di distanziamento sociale (1 metro e mezzo), ne raccomandava comunque l’uso.

Spagna

Il 1° giugno il 70% del territorio spagnolo (per una popolazione di circa 32 milioni di persone) è entrato nella fase due dell’emergenza sanitaria. Il piano approntato per il graduale ritorno alla normalità (Plan de desescalada) prevede, per questa fase, il rientro ufficiale a scuola in settembre ma, prima di allora, la possibilità di predisporre attività di rinforzo, di affidare ai centri scolastici i bambini di età inferiore a 6 anni, qualora entrambi i genitori lavorino in presenza, e di svolgere la prova di ammissione all’università.  Dal 21 maggio la mascherina, il cui uso è comunque raccomandato se si è fuori dalla propria abitazione, è obbligatoria, per i maggiori di 6 anni, solo qualora non si riesca a mantenere la distanza di sicurezza (2 metri) dagli altri; questo vale anche per studenti e insegnanti.

Svezia

È un paese a parte, come la Bielorussia, per aver adottato misure molto blande per il contenimento del virus. Qui le mascherine appaiono quasi una stranezza – figuriamoci doverle indossare fra i banchi – e le scuole frequentate da chi ha meno di 16 anni sono state tenute aperte per consentire ai genitori degli alunni di continuare a svolgere il loro lavoro nei settori di primaria importanza. Il governo svedese, a metà marzo, si è limitato a  raccomandare l’insegnamento a distanza nelle scuole secondarie superiori.

Svizzera

Nelle scuole svizzere di ogni ordine e grado la mascherina non è obbligatoria. Possono però decidere di indossarle, in particolari situazioni o in determinati contesti formativi, gli studenti di età superiore ai 16 anni.

Ucraina

Dal 12 marzo sono chiuse tutte le scuole, comprese quelle materne. Riapriranno presumibilmente nel mese di settembre, e non si è  ancora deciso se si dovranno indossare le mascherine al loro interno (le mascherine sono attualmente obbligatorie sui mezzi pubblici, negli uffici aperti al pubblico, ecc.)

Ungheria

Le scuole materne – con gli asili nido – sono state autorizzate a riaprire dal 25 maggio ma non a Budapest, dove la riapertura è possibile dal 2 giugno; a partire da questa data si può anche decidere di utilizzare i locali scolastici per consultazioni (gli interessati: piccoli gruppi o singoli studenti). L’apertura è facoltativa in tutti i casi: la didattica a distanza proseguirà fino al termine dell’anno scolastico (15 giugno).

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I barbari in giardino. Chi è senza pensiero scagli la prima pietra.

La linea retta (che in grafico fiancheggia ahimé fedelmente le ascisse, non le ordinate) dell’encefalogramma culturale italiano  dispiega i suoi nefasti effetti, oggi anche su Montanelli. E non siamo che all’inzio, temiamo. Del resto essere incompreso era un destino che gli si addiceva molto ( ‘La sconfitta è il blasone dell’hidalgo‘-diceva ogni tanto).E il bello è che trova spazio sui giornali e anche nelle fauci di alcuni  pseudointellettuali, cui il nostro darebbe a buon ragione e alla maniera toscana la ‘patente’ di bischeri.

Montanelli

 

In fin dei conti non serve dire niente:  Montanelli si difendeva da sè e anche il suo monumento. Del resto non è la prima volta che lo attaccano (anche materialmente)

Per dirla con Mario Cervi e un suo pezzo di alcuni anni fa a proposito di alcuni politici, lui odiava i personaggi minori o insignificanti e probabilmente nemmeno si sarebbe sprecato a dare importanza ai barbari che vogliono tirare giù la sua statua nei giardini pubblici di Milano (‘tutti costoro hanno il grave difetto di non saperlo ispirare o di ispirarlo il minimo necessario per scrivere‘ diceva Cervi nell’articolo).

Ma il fatto in sè è poi tutto sommato irrilevante. E’ lo scenario che indica che dovrebbe preoccupare più dei virus.Quel che fa paura è l’ignoranza imperante e la riduzione di intere storie e percorsi intellettuali a  pappette precotte etichettate in un modo o nell’altro secondo il bisogno.

C’è ancora qualcuno che legge e si fa le sue personali idee, ma con l’onestà intellettuale e la solidità che caratterizzava Montanelli?

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Vision Project: a great chance and an honor/ Il progetto globale Vision una chance ed un onore

Vision 1It is a recognition that goes to all those with whom I have tried to work in an innovative way on the subjects of higher education in the strategic and entrepreneurial field, combining both creativity and innovation, in terms of methods and content.

E’ un riconoscimento che va a tutti coloro con cui ho cercato di lavorare in modo innovativo sui temi dell’alta formazione in campo strategico e imprenditoriale, conciliando creatività e innovazione, sia nei metodi che nei contenuti.

Ringrazio i 13 global sponsor per avermi scelto/I’d like to thank the 13 global sponsors for choosing me:

sponsor vision

The Vision project is supported by the Erasmus+ programme projects and it aims to engaging with 120 global stakeholders and experts across higher education, business, policy, and society to pave the way for the future of teaching and training for creativity, innovation and entrepreneurship.

Il progetto Vision è supportato dal programma Erasmus+ e si basa sul coinvolgimento di 120 stakeholders e esperti dell’alta formazione, del business e apparteneti al modno della politica e della società per definire il futuro dei processi di teaching e training improntandoli alla creatività, all’innovazione e all’imprenditorialità.

Vision 2

Vision 4Vision 3

Willing to conduct off-site/remote and virtual audit in COVID 19 era? A simple decalogue

Now, looking at the situation nowadays, many certification bodies have in place procedures in order to accomplish remote audit and are sometimes strictly requiring staff to work from home and banning staff travel. Clients are telling auditors not to come on site visits too. And as you now in many places, most businesses are legally prohibited from opening their doors.

As you know with ISO 19011:2018 this stuff is much more feasibile.

Off site audit

remote auditing. Audits can now be fully and easily (and with much less costs  involved) performed on-site, remotely or as a combination. (“On-site audit activities are performed at the location of the auditee. Remote audit activities are performed at any place other than the location of the auditee, regardless of the distance. Interactive audit activities involve interaction between the auditee’s personnel and the audit team. Non-interactive audit activities involve no human interaction with individuals representing the auditee but do involve interaction with equipment, facilities and documentation.”)

virtual audits.Virtual audits are conducted when an organization performs work or provides a service using an on-line environment allowing persons irrespective of physical locations to execute processes (e.g. company intranet, a “computing cloud” ;“A virtual audit follows the standard audit process while using technology to verify objective evidence”, this represents an opportunity for aligning auditing processes, sometimes perceived as “old-fashioned” by young startuppers as an up-to-date management and control process.

This is important because, when is feasible, postponing audit is definitely not recommended… the risk is having a terrible congestion of urgent audits in Autumn!! What about their future quality?

YES BUT…how to practically engage with off site auditing?

1. Talk with customers and auditees. It’s not just a matter of kindness, is NECESSARY to reinsure and make people involved in your audit schedule confident over the effectivness of this activity and on its results. Don’t forget that now more than ever people you’ll interview is working in pretty stressy situation! Don’t foget either to ask and try to combine the most favourable moments in order to perform the interview.  Concentration, when not performing an on site audit and there fore no havong eye contact and physical interaction, is much less in such a situation and is decreasing very fast!

2. Plan the audit much more in advance…your audit schedule should be communicated timely (at least 2 wks). Sometimes firms are working with reduced time schedule and reduced staff: who and when is gonna answer your questions?Do it, especially if don’t know personally anyone in the structure you’are going to audit and neither you have a clue of the physical lay out of customer’s offices and facilities. And by the way, try to understand how many key roles are using smart working procedures.

3. Perform a pre audit risk assessment: in order to be feasibile the audit should take well into account the connected risks..You need to be clear and professional with all involved parties. Look at your audit plan: how many steps are risky according to elements such as, availabilty of key resources, poor IT infrastructure, slow internet connection, ? is everythong feasible or istead unfortunately there are no alternatives, the audit to be definitely postponed?

4. IT infrastructure and business continuity: it’s not just about company’s infrastructure, is also about yours!  Have you timely defined with audited organization how this audit will look like? which  supports are you going to use? Skype, Hangouts, ZOOM etc etc. everything is good when previously agreed and TESTED!!! don’t rely too much on technology and perfom a test beforehand. And by the way…do you have an alternative? In these days all the free and business platform are experiencing a dramatic overload…take care of some alternative when coonnecting with the auditee!!

5 Videos: Can we use videos ? Of course the answer is “yes.” But how well trained the personnel using the video equipment and technology are and what type of video you are going to use? and not just in terms of video capabilities. A lot of warehouses have security cameras that record and can be remotely controlled to focus in on different areas of the warehouse. If its live there is no problem at all. In facts, if  someone from the client, righ during a dialogue/interview, is on-site and can send a live video feed back to the auditor for them to watch, that makes it easier to determine authenticity.  You can also easily  recognize the client location. Not the same can be true for recorded videos. Try to avoid them.

6. Collecting evidences: how are you going to echange and jointly view documents and files?  Best, especially considering privacy and confidentiality, is having a sychronous procedure, so that all information are exchange real time onnly during audit time together and under the supervision of the auditees. Ideal is not using e mail but a temporary acces to a cloud area/partition especially meant for audit execution.  Make sure the procedure you imagine is compliant with company’s privacy and confidentiality policies

7 Share with auditees your opinions/conclusions as much as possible. This will help their internal coimmunication  (sometimes difficult nowadays) in timely clarifying and adressing non conformities/issues/corrective actions)

8. Update regularly the audited organization about the progress of your agenda and in possible problems in respecting the schedule. It takes much more time in a offsite audit to re-schedule an activity/interview.

9. Invest time and take special care of the initial meeting, in order to reassure everybody on audit schedule and fixing issues.

10. Previous audit non conformities and following corrective actions: take special care of them, well in advance. See till wich degree they can be addressed and verified using remote audit or if an onsite verification is mandatory.

 

 

L’Italia degli oroscopi: anche le stelle restano a casa.

 

 

      oroscopo

 

Mercurio è in Acquario dal 4 marzo fino al 15 marzo ed invece quel matto di Saturno entra in Acquario dal 22 marzo fino al 1 luglio ore 23,29. Per cui, essendo quel disfattista di Saturno responsabile di tutto, basterà solo aspettare che se ne vada e tutto il disastro sarà alle nostre spalle.

Nostradamus invece aveva previsto tutto, compreso l’esito del Campionato di Calcio 2020. Il vincitore, naturalmente, ci sarà svelato a cose fatte. Nostradamus si sa, è un evergreen che va bene per tutte le stagioni, un prêt-à-porter per i disastri, che attraverso di lui si possono ottimamente profetizzare dopo che sono accaduti.

In rete e sui giornali ci si arrabatta come si può, ma sono tempi davvero duri per tutti i lavoratori, compresi gli astrologi. Del resto, se dagli astrologi si passa agli astronomi (in Italia per molta gente non c’è poi così grande differenza tra le due parole), già quasi quarant’anni fa Carl Sagan ci diceva che “Siamo fatti della stessa materia delle stelle“. E viceversa. Dunque se noi stiamo male anche le stelle non possono passarsela troppo bene.

E allora via tutti a cambiare gli oroscopi. Se volete divertirvi, il mutamento leggendo giornali, riviste e rubriche e quant’altro in questi giorni è spassoso quanto, tanto per restare in tema, copernicano.

Basta leggere gli oroscopi fino a Gennaio e confrontarli con quelli di questi giorni. Ve lo consiglio, fa bene allo spirito e alla salute.

A Gennaio

Per le coppie: la primavera è un melting pot di incontri per chi è in cerca di un nuovo amore.”  (saranno virtuali?)

Tante le cose da fare! Come in uno scambio ferroviario, occorre sapere esattamente a che “ora” passano le occasioni. In primavera, viaggi, viaggi, viaggi!” (Speriamo, speriamo, speriamo!)

“Quando vi avventurerete a camminare su un terreno poco conosciuto, guardatevi attorno e fate un passo alla volta” (possibilmente non oltre i cento metri da casa e autocertificandosi)

è tempo di gettare le maschere e tornare ad essere quel che si è” ( appena possibile, seguiremo di certo il consiglio)

Occhio a quel bischeraccio di Saturno, ma comunque il 2020 sarà un anno “che fila via veloce e senza noia”, con uno speciale “semaforo verde per mutui e prestiti” (e questa sì, l’hanno proprio azzeccata).

A Marzo

Ma il Marzo di alcuni famosi calendari non è male per niente, tra un caveat per l’asma,  il più terribile male respiratorio di stagione e una illuminante massima di Papa Francesco Le mani che si stringono non garantiscono solo solidità ed equilibrio, ma trasmettono anche calore umano.

Come correre ai ripari? Mettendosi le stelle in casa.

Hai dei problemi con i familiari? è colpa della quadratura di quel bastardo di Saturno. Non evitarli viaggiando o stando lontano da casa e affrontali subito con il diretto interessato, tanto non te ne puoi liberare come prima uscendo tu per un lungo viaggio o defenestrando lui o lei. Incorreresti quantomeno in un doppio reato.

Avete voglia di programmare qualche evento? Beh le stelle sono favorevoli, potete farlo. Sappiate solo che lo stesso potrà subire qualche ritardo.

Avete (ancora) un lavoro? C’è ancora quel menagramo di Saturno che cambia segno zodiacale, passando dal Capricorno all’Acquario e “presto ci sarà qualcosa da decidere” (o con tutta probabilità altri lo decideranno per Te, magari per Decreto), Ma con calma perché cosa è meglio che chiudersi in casa a pensarci prima di prendere un decisione che potrebbe cambiarvi la vita?

Amanti del bricolage: l’anno è favorevolissimo-recita un altro di quei figli delle stelle- ai piccoli lavoretti domestici, un gran modo per tenersi occupati a casa e risparmiare. Ma –conclude vedendoci lungo-attenti agli infortuni e state lontani dal pronto soccorso!

Gli oroscopi per speciali categorie non sono da meno. Sembra che il 2020 sia un anno particolarmente favorevole agli sport individuali. Del resto, quello stronzo di Saturno passa in dodicesima casa e questo, si sa,  ha lo stesso effetto post prandiale della peperonata: subito dopo la digestione ti rende solitario e introspettivo.

Va a finire che la previsione migliore di tutte è quella su cui tutti, ma proprio tutti gli astrologi, sono d’accordo. Il 31 Dicembre 2020, e non il 32, l’anno (pare, con sollievo di tutti) dovrebbe finire. Non resta che aspettare a casa. Chissa che faccia farà quel poco di buono di Saturno.

VERTICAL FARMING: il primo libro divulgativo sul tema in Italia (scritto dai diretti interessati)

Ringrazio l’editore per averci creduto e averci dato la possibilità di realizzare questo importante e impegnativo progetto editoriale. Il libro è molto bello (anche se non sta a me dirlo) e ricco di materiale inedito sul tema. Utile (unico) al momento sul tema per chi volesse approfondire un ambito sociale e imprenditoriale di cui si parlerà a liungo negli anni  a venire… In libreria e  online dalla prossima settimana!

VERTICAL FARMING 1

Alcune rapide considerazioni preliminari: in questo volume parliamo di argomenti assai poco conosciuti dal grande pubblico e dove la letteratura divulgativa sul tema in Italia è inesistente. Per accorgersi che è così basta fare un rapido giro in Rete. Per cui il libro ha tutti i pregi e difetti che si riscontrano in questi casi un po’ pionieristici. Da un lato infatti, il progresso tecnologico, come ampiamente delineato nella Introduzione, può rendere con facilità superato qualunque riferimento troppo schiacciato sulla pur fondamentale componente tecnica sottostante al tipo di business trattato, ovvero quello dell’Indoor Farming. Dall’altro però si corre il rischio di essere troppo generici e poco chiari sugli argomenti trattati.
Questo libro invece vuole rivolgersi:
—— a coloro che si avvicinano per la prima volta a questo tema e vogliono farsene un’idea, fornendo loro una panoramica completa e obiettiva, senza leggersi un trattato tecnico e soprattutto senza avere l’impressione che del tema si voglia una gratuita o interessata esaltazione;
—— a coloro che vorrebbero investirvi in futuro o comunque sostenere in ogni forma progetti di Indoor Farming;
—— a startupper e imprenditori.

GLI AUTORI ( oltre al sottoscritto…)

Bernardo Cigliano dal 2014 approfondisce gradualmente i temi di City Farming e Vertical Farming. Fondatore e CEO di SIX®, Startup Innovativa, tra le prime 100 Startup in Europa per Contest Awards, si specializza sulle tematiche di City Farming e inizia a costruire un Network di interesse europeo, con collaborazioni di condivisione e operative con le maggiori realtà Nord Europee.
Dal 2018 lavora al Project Management per la realizzazione di Tusco®, la prima Indoor Farming dedicata ai Microgreens in Italia, in cantiere da settembre 2019 in Toscana, Italia.
Per Tusco® si occupa della stesura dei piani di Business e dei Modelli di Business generati dai sistemi microeconomici indotti dalla Indoor Farming, nonché dei modelli di Business Development e Innovation. In virtù delle esperienze imprenditoriali
e tecniche accumulate e riconosciute sul mercato, inizia prestigiose collaborazioni, Mentorships, Tutoring e Partnerships con le maggiori Universitàeuropee, con Aziende di Indoor e City Farming in UK, Portogallo, Belgio, Olanda, Italia, Cina.

Luca Travaglini è fondatore con Daniele Benatoff della startup Planet Farms. In un settore imprenditoriale agli albori ma già in forte crescita, le Vertical Farm sono esplose raggiungendo dimensioni ragguardevoli su scala industriale, segnatamente in Usa, Nord Europa e Giappone, con un conseguente picco di investimenti. In questo contesto in frenetica crescita e alla ricerca dei migliori e più stabili modelli di business Planet Farms è oggi la più grande realtà italiana ed europea del Vertical Farming. Produrrà a breve nella Farm di Cavenago una quantità di prodotto capace di fornire il fabbisogno giornaliero per 10-15.000 persone. E sarà un prodotto sano, sicuro, controllato, senza additivi chimici in ogni fase di processo. Lo farà anche nelle prossime installazioni, già definite, in Italia e in Europa, in contesti limitrofi alle città e vicini ai gruppi di acquisto come dentro i nuclei urbani stessi, anche nell’apice brulicante della vita cittadina come nell’impianto di Londra.

Simon Dominiek Allegaert, MSc Food Technology, Food Innovation & Management – Wageningen University & Research . Autore di una tesi su “Development of a Vertical Farm Business Framework – An exploratory research”

Alessio Bontà è uno dei più importanti Private Chef nel panorama italiano. Milanese, negli ultimi 30 anni ha cucinato per importanti famiglie, personalità dello spettacolo, prima di trasferirsi stabilmente nel sud della Toscana, in Maremma, per proseguire la ricerca del Private Cooking in uno tra i contesti privati e ricettivi più esclusivi del panorama europeo.Seppur con predilezione per una cucina semplice, con materie prime di altissima qualità e dai gusti delicati, la curiosità e l’attenzione all’innovazione ha portato Alessio a scoprire le potenzialità dei Microgreens che oggi utilizza costantemente, occupandosi di ottimizzarne e valutarne i parametri sensoriali

 

 

 

 

 

Some key additional pitching hints

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A few general hints on pitching (whatever are you going to pitch/communicate), useful for anyone, as emerging from today’s session. Thanks for the very high quality of your presentations and for your effort.

-beforehand, tell who you are and, briefly, how did you come with the idea.;

product (or service) is king: don’t grasp on details if you don’t show it enough through the use of photos and other illustration;

mission is how to win the battle, vision is about winning the war: they cannot look like each other and/or looking like program. They should represent an inspiring and memorable ideal (try to reading it to your audience while you are testing your presentation: now move to the next slide and try to ask if they remember it. If at least 50% pf people does, you probably did a rather good job;

Canvas is not a concept-fastfood, but instead a place for gourmet, interested in tasting good ideas: therefore you shouldn’t write either too few or too much words, but just the necessary to let people understand and make the right connections …and, by the way, very good if you do it with the help of graphics;

Customer segments: try to describe in a profile what makes that segment homogeneous …if you write down a profile of each category with 80 to 120 words, is perfect. And you may soon realize that a described segment is very often made of slightly different sub-categories…;

Revenues streams: that’s definitely not a secondary subject…try always to be specific on this subject…your potential investors will be happy with it!!!;

Partners, suppliers, or (even) customers? Especially when business model is sketchy it may happen one of the following things: 1. The role of a supplier is underestimated: is not simple to replace, the quality of your stuff is literally depending on it…maybe we are talking about a partner? 2. At the very beginning, there is no way to pay for the purchased service: that supplier MUST be involved as a partner, sharing (if possible) its future success/revenues 3. Sure that what you are indicating as a partner is not instead the real customer of your service? If it controls the necessary facilities, the business relationship and maybe some distribution channel…maybe you should change your mind…;

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-always indicate at least 3 possible competitors, and instead 3 companies belonging to your business area that you consider very different from your model and/or having a somehow “old-fashioned” model comparing to yours. That would help you to reaffirm your identity and competitive advantage, and your public understanding clearly what makes you special and different;

Take time for your conclusions: try to give at least try key takeaways to your public, possibly as memorable as your vision.

-…and by the way…is there a possibility for shortening time to market and giving a try for an MVP? I know, easier if you are planning to sell a software, less feasible if your goal is opening a restaurant…but anyway always try to assess the feasibility of this point…

Are startups a way to avoid taking risks for large corporates?

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We all know right now. Entrepreneurship is a mission where the only real mitigating effect is applying a consistent strategy.

But let’s consider the whole thing from another perspective.

The drawbacks of working at any startup projects, are mainly related to short term risks. It’s clear, everybody says, an entrepreneur’s job is to innovate and disrupt. The startupper is there to explore, to fail if necessary, whereas large corporate fear risk: they are there, ready to jump on the bandwagon if things are going to work.

Large corporates have a huge infrastructure, and an extreme complicated organizational profile.

They protect an history and the reputation of their brand (and therefore their value), where these categories represent nothing special for startups, because they are just focused on future,

They have too much to lose and their response time is long. Moreover, we may say that they can play a much more important role in assisting the second and third phase of development of a successful company. Once something has been proven out in fact they can acquire one of these companies offering investments, creating a new powerful business unit into their structure, providing know how, huge chances of economies of scale and scope and so on.

But at the other side large companies are constantly taking less risk, keeping cash on hands. That quantity of cash is unparalleled in history. As well as the incredible number of startups created in recent years. Are the two things connected?

Somehow, it seems so.  Uncertainty, the feeling we are about to see the next big thing on market/technology (but nobody knows what exactly it might be), the load of taxes and financial regulations, may be all good justifications. But still, that strange impression is there.

It looks like some of these large companies behave as senior citizens, that need to safely invest their savings, progressively losing touch with adopting some aggressive strategy. That means, slowing rhythms believing less in growth and more in status quo, and mitigating risks. At the other side, somebody say they just keep cash to be ready to fight with competitors in order to grab on the market the best startups, behaving towards them as football teams do when they bid for some new promising players.

So, from one side, startups became for someone more a more a way to avoid risks, to transfer that load to somebody else and at the same time, sometimes an inappropriate way of outsourcing their R & D and other processes.  From the other side, the risk is overestimating startups value (already extremely difficult to evaluate) and over-allocating financial resources in order to acquire them.

Could this lead to a system cahacterised by too many financial distortions and inequalities?

In other words, large companies should take their risks too, if not directly on business at least in investing much more on global training, cultural development and welfare of young generations and in business infrastructures.  In the end taking some risk is a mission for them too. Entrepreneurship without risks has no reason to exist.

Sharing risks between small and large companies and between generations is extremely important for a real sustainable growth.

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Moreover, risk need definitely to be shared, not entirely delegated.

For instance entrepreneurial risk cannot be all left in the hands of new generations of entrepreneurs, having, by the way, more and more difficulties in getting/paying for the right education and for their student debts.